Fatti
La violenza subdola. La dipendenza economica delle donne maltrattate
È quella economica che espone le donne che dipendono dal proprio partner o perché non hanno un reddito proprio. A Padova, un ciclo di incontri sul tema
FattiÈ quella economica che espone le donne che dipendono dal proprio partner o perché non hanno un reddito proprio. A Padova, un ciclo di incontri sul tema
La violenza economica è un fenomeno sommerso eppure largamente diffuso. Per sensibilizzare in merito e lavorare alla prevenzione, il Cantiere delle donne, in collaborazione con l’Ordine delle psicologhe e degli psicologi del Veneto, organizza a Padova “Fate le brave” (da pronunciare all’inglese il cui significato è “coraggiose”), un ciclo di conferenze focalizzate su educazione e autonomia finanziaria. Anche in Veneto infatti, una delle regioni italiane economicamente più dinamiche, la discriminazione di genere continua a gravare sulla vita di molte donne, colpendo anche il loro conto in banca.
I dati del report “Conto su di me. Indagine sulla violenza economica”, riferiti al 2019 ed emersi dall’indagine dei centri antiviolenza tra Padova, Venezia, Treviso e Belluno, segnalano che il 69,3 per cento delle 245 donne che si sono rivolte ai servizi dei centri coinvolti, e a cui è stato somministrato il questionario, ha affermato di trovarsi in una situazione di violenza economica. Il 13,1 per cento dichiarava di “non sapere” se definire tale la propria condizione, eppure tra queste ultime la percentuale di donne che, pur non avendone consapevolezza, avevano vissuto episodi che rientrano tra quelli tipici della violenza economica si è rivelata essere dell’87,5 per cento. Le dinamiche denunciate dai soggetti in questione riguardano l’impossibilità di conoscere a quanto ammontino le entrate della famiglia nel 9,6 per cento dei casi, il divieto di fare la spesa nel 7,1 per cento e di utilizzare il bancomat nel 6,6 per cento, oppure ancora di ricevere dal partner una somma mensile da utilizzare e di cui rendere conto nel 6,5 per cento dei casi. Non mancano nemmeno le situazioni in cui alla donna è intestato (6,3 per cento) o co-intestato (12,5 per cento) il mutuo per l’abitazione di cui però solo l’uomo risulta essere proprietario. Il campione analizzato è trasversale e comprende casalinghe, disoccupate, precarie e occupate a tempo indeterminato. Nel 18,8 per cento dei casi queste donne appartengono a un gruppo socioeconomico elevato, a testimoniare il fatto che la violenza economica, seppur in misura diversa, penetra in ogni livello della società. «Fin dall’infanzia le bambine vengono incoraggiate a mettere in secondo piano la propria identità per prodigarsi nel fare il bene dell’altro – spiega Fortunata Pizzoferro, vicepresidente dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi del Veneto – Per esempio le favole suggeriscono di mettere da parte una propria dote, come può essere la voce della Sirenetta, per guadagnare l’amore di qualcun altro». Secondo la dottoressa Pizzoferro prevenire allora significa «aiutare a prendere consapevolezza di questi stereotipi, del fatto che queste dinamiche relazionali non sono naturali, ma culturalmente apprese. Così le donne comprendono di essere in una situazione di subalternità che spesso altrimenti non riconoscono. La violenza economica fa parte dei meccanismi di controllo per cui non puoi avere un margine di autonomia e di libertà». Fortunata Pizzoferro è tra le relatrici del prossimo incontro di “Fate le brave”, che si terrà il 3 novembre alle 18.15 alla fornace Carotta e avrà come tema come l’educazione finanziaria porta alla libertà. Quello di “Fate le brave” è un lavoro formativo che mira a infondere coraggio e a cambiare il panorama culturale in cui cresciamo. A questo servono gli interventi di studiose dei movimenti femministi come Liviana Gazzetta, che durante il promo incontro ha approfondito come storicamente le strutture familiari, economiche, giuridiche e religiose abbiano prodotto la subordinazione delle donne. Dal teorico si passa poi al pratico, mettendo a disposizione nozioni di base per costruire e garantire la propria autonomia economica.
Francesca Campanini
Gli incontri si svolgono dalle 18.30 alle 20.15, alla fornace Carotta, in via Siracusa 61, a Padova. Dopo il primo incontro, ne seguono altri sette e trattano specifici temi: 3 novembre “Come l’educazione finanziaria porta alla libertà”; 1° dicembre “Come imparare a risparmiare e a proteggersi”; 12 gennaio 2023 “Come avviare una propria attività”; 2 febbraio “Come proteggere il patrimonio dalle aggressioni di terzi”; 2 marzo “Il sovraindebitamento”; 6 aprile “Il passaggio generazionale”; 4 maggio “Come tutelare il proprio domani, la previdenza integrativa”. Per iscriversi: cantieredelledonne.it