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Legge elettorale. Nel segno del Rosatellum
Dopo le elezioni nel 2018, la composizione di Camera e Senato sarà decisa ancora con la legge Rosato. La novità è il taglio dei parlamentari
IdeeDopo le elezioni nel 2018, la composizione di Camera e Senato sarà decisa ancora con la legge Rosato. La novità è il taglio dei parlamentari
Le elezioni del 25 settembre si terranno con la stessa legge elettorale delle precedenti elezioni del 2018, ma con unariduzione sensibile del numero dei parlamentari, effetto della riforma costituzionale votata durante la legislatura. Situazione che ha obbligato il Parlamento a elaborare una nuova definizione dei collegi elettorali.
I numeriPer effetto della recente riforma costituzionale, i deputati saranno 400 (prima era 630), i senatori 200 (prima erano 315), oltre ai senatori a vita.
La legge elettoraleLa legge Rosato (il cosiddetto Rosatellum) è, sostanzialmente, identico per Camera e Senato. Per la prima volta sarà identico anche il corpo elettorale, dato che per effetto di un’altra riforma costituzionale il Senato, così come la Camera, sarà eletto da chi ha più di 18 anni (in precedenza, per il Senato, l’età minima era di 25 anni) Si tratta di un sistema “misto”: alla Camera 147 deputati vengono eletti con il sistema maggioritario in 147 collegi uninominali (74 al Senato), mentre 245 (122 al Senato) sono eletti in circoscrizioni proporzionali su liste corte bloccate (non sono previste preferenze), e 8 nelle circoscrizioni estere (4 al Senato). Il sistema è, da un lato, semplice (l’elettore vota una lista collegata a un candidato del collegio uninominale, tracciando un solo segno), dall’altro estremamente complesso, per quanto riguarda la definizione degli eletti e la ripartizione dei seggi. Anche se la parte maggioritaria (che premia solo i vincenti nei collegi) riguarda poco più di un terzo degli eletti, è essa (con la conseguente esigenza di formare coalizioni competitive nei collegi) a “trascinare” la formazione delle liste e delle alleanze. I partiti si presentano da soli (in quel caso a una lista corrisponde un candidato) o in alleanza (in quel caso a più liste corrisponde un unico candidato nel collegio uninominale). La coalizione deve essere la stessa su tutto il territorio nazionale, ed è impossibile qualsiasi accordo di “desistenza”. La coalizione non ha un simbolo in comune, ma candidati comuni appoggiati da diversi simboli. Dove si presentano candidati plurinominali si presentano anche uninominali e viceversa, per questo non sono realizzabili desistenze, ossia casi in cui qualcuno rinunci a presentare candidati uninominali. Nella parte proporzionale le liste sono bloccate (senza preferenze), corte e con alternanza di genere.
Come si “contano i voti”Se l’elettore vota solo il candidato nel collegio uninominale ed esso è collegato a più liste, il voto è suddiviso proporzionalmente tra le diverse liste che lo appoggiano. In ogni collegio uninominale è eletto il candidato primo arrivato, con la maggioranza relativa dei voti. Per la parte proporzionale i seggi si suddividono tra le liste e le coalizioni che abbiano superato il 3 per cento dei voti. Ogni lista ha uno sbarramento nazionale del 3 per cento, mentre le coalizioni, per essere considerate tali, hanno uno sbarramento nazionale del 10 per cento. Se una lista “coalizzata” prende tra l’1 e il 3 per cento, i propri voti si riversano sulle liste “alleate”; se invece è sotto l’1 per cento, quei voti sono, in pratica, “bruciati” per quanto riguarda la ripartizione dei seggi.
I nuovi collegi nel VenetoLa riduzione dei parlamentari ha avuto come conseguenza la necessità di ridisegnare il collegio elettorale. Ciò è stato fatto attraverso il decreto legislativo 177 del 2020. Per effetto di tale decreto, i deputati che verranno eletti in Veneto saranno 32, mentre i senatori saranno 16. Per la Camera rimangono come riferimento le circoscrizioni “Veneto1” (Venezia, Treviso e Belluno) e “Veneto 2” (Padova, Rovigo, Vicenza e Verona). In Veneto 1 il collegio plurinominale (con le liste bloccate della quota proporzionale) coincide con l’intera circoscrizione. I collegi uninominali saranno cinque: provincia di Belluno e parte della provincia di Treviso, Montebelluna-Castelfranco, Treviso, Venezia e Veneto orientale, Miranese-Chioggia e parte della provincia di Treviso (Moglianese). La circoscrizione Veneto 2 prevede tre collegi plurinominali, corrispondenti alle province di Verona, Vicenza, Padova-Rovigo, e sette collegi uninominali: Verona, Bassa veronese, Vicenza, Bassano-Alto vicentino, Padova, Alta padovana-Camposampiero, Bassa padovana e Rovigo. Al Senato la circoscrizione proporzionale coincide con l’intera regione, mentre i collegi uninominali sono cinque: Venezia-Rovigo, Treviso-Belluno, Padova, Vicenza e Verona.
Possono votare dall’estero tutte le persone maggiorenni iscritte all’Aire e anche gli italiani residenti temporaneamente (studio o lavoro da più di tre mesi). Nelle circoscrizioni “estero” si eleggono otto deputati e quattro senatori
La legge Rosato, dal nome del suo relatore Ettore Rosato (dal 2019 in Italia viva), è stata approvata nel 2017 e sostituisce la precedente legge del 2015, nota come Italicum (solo per Camera) e la legge Calderoli, soprannominata Porcellum (in vigore in quel momento solo per il Senato).