Chiesa
Una giornata in memoria di don Giuseppe Maniero è in programma domenica 19 aprile a Legnaro, suo paese di origine: dalle 10 nel centro parrocchiale, oltre ai saluti istituzionali, sono previste alcune testimonianze, quindi il pranzo comunitario a buffet, alle 15.30, la messa in chiesa.
«Don Giuseppe, morto il 15 gennaio 2025, è sempre stato legato alla sua comunità natale, frequenti erano le visite ai parenti e agli amici legnaresi; ha avuto un ruolo importante nella realizzazione della Casa del buon samaritano di Volparo – ricorda mons. Daniele Prosdocimo, arciprete di Legnaro – Anche per questo ci è sembrato bello potergli dedicare una giornata, che per molti sarà di ricordi, mentre per i
più giovani sarà la scoperta di un testimone autentico della fede declinata nella concretezza delle tante opere realizzate».
A tale proposito è interessante la testimonianza di Marco Scquizzato, presidente dell’associazione Fraternità e servizio, da lui fondata e alla quale aderiscono laici e famiglie, non solo della Diocesi di Padova, ma di tutto il Veneto. «Don Giuseppe era una persona innamorata, della vita e dell’umanità, soprattutto di quella parte di umanità più fragile ed emarginata, innamorato del suo essere sacerdote della Chiesa di Padova e prima di tutto questo, innamorato del Signore, dando anche uno sbocco concreto al percorso spirituale da cui partiva sempre, che lo ha visto essere vice direttore all’Opsa, direttore della Caritas diocesana, presenza stabile alle Cucine popolari assieme a suor Lia Gianesello e infine cappellano all’ospedale dei Colli a Brusegana. In questo percorso ha promosso la nascita dell’associazione Fraternità e servizio dalla cui esperienza sono poi sorte le varie cooperative del Gruppo Polis, tuttora operanti nel territorio padovano. Tra le tante esperienze mi piace ricordare quella della Fattoria solidale di Brugine, dove un gruppo di famiglie vive un percorso di fraternità e condivisione. Don Giuseppe ha sempre desiderato e voluto che il futuro dei valori dell’associazione fosse legato più alle persone e incarnato nei contesti di vita, la sua eredità spirituale è affidata a tutti noi che lo abbiamo incontrato e ascoltato, per testimoniare nel nostro quotidiano quanto ricevuto da lui in dono».