Chiesa
Il viaggio di Leone XIV in Africa — dal 13 al 23 aprile, attraverso Algeria, Camerun, Guinea Equatoriale e Angola — porta con sé un messaggio che interpella direttamente anche la Chiesa europea. Il Papa si è presentato fin dal primo momento come messaggero di pace, in continuità con il magistero inaugurato l’8 maggio 2025 dalla Loggia delle Benedizioni, quando rivolse alla folla il saluto del Cristo Risorto invocando la pace per tutti i popoli e per tutta la terra
In Algeria il Pontefice ha dato corpo a quella visione. Davanti al Memoriale dei Martiri ha affermato che il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace, precisando che la pace autentica non si riduce all’assenza di conflitto ma nasce dalla giustizia, dalla dignità e dal perdono. Di fronte al corpo diplomatico si è definito pellegrino di pace e ha indicato come protagonisti del futuro coloro che non sacrificano la dignità dei concittadini al proprio tornaconto. Al popolo algerino ha chiesto di farsi costruttore di dialogo e solidarietà, diventando artefice di un nuovo corso della storia, oggi più urgente che mai di fronte alle violazioni del diritto internazionale e alle tentazioni neocoloniali.
Parole che risuonano con forza particolare per i vescovi europei, chiamati a interrogarsi su come tradurre questi appelli in un impegno concreto di evangelizzazione e promozione di una civiltà dell’amore.
Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa segue il viaggio papale con viva attenzione, forte di una collaborazione consolidata con le Chiese africane. Il prossimo 23 maggio CCEE e SECAM — il Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar, di cui fanno parte le Conferenze dei quattro Paesi visitati dal Papa — si ritroveranno in Lussemburgo per un seminario di tre giorni. Si tratta di un percorso avviato nel 2004, su intuizione dell’allora arcivescovo Robert Sarah, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, e proseguito attraverso scambi regolari su sfide comuni e prospettive pastorali.
Il viaggio africano di Leone XIV pone interrogativi antichi e nuovi a cui dare risposta. I vescovi europei, mossi da sollecitudine pastorale, si pongono in comunione con un Papa che ha dichiarato di non parlare come un politico, ma secondo la logica del Vangelo.