Mosaico
È un volume prezioso quello che Romilda Saggini, insegnante, paleografa e medievista di Todi, ha trovato nella biblioteca di un convento francescano immerso nella campagna umbra. Si tratta di un prezioso manoscritto, un erbario del 1746 realizzato da fra Giuseppe da Spello, infirmarius francescano, presso il convento di San Carlo (attuale casa del Clero) a Padova. Dallo studio di questo erbario ne è nato il volume L’erbario di fra Giuseppe da Spello, (edizione Il Formichiere) a cura di Romilda Saggini e con i contributi per la parte relativa allo studio botanico della prof.ssa Elsa Mariella Cappelletti, ex prefetto dell’Orto Botanico di Padova e del dott. Giancarlo Cassina, ex curatore dello stesso Orto.
Un libro che intreccia diverse competenze: da quella paleografico-storica a quella linguistica a quella scientifico-botanica. Una raccolta di piante medicinali usate nella farmacia del convento padovano proveniente dall’orto monastico di san Carlo, dove vi erano i padri riformati francescani di stretta osservanza, ma anche dall’Orto botanico di Padova e da quello di Santa Giustina, come risulta da diversi documenti citati. «L’erbario è di rilevante importanza storico-botanica – sottolinea Giancarlo Cassina – in quanto costituisce una documentazione certa e inconfutabile sulla presenza di alcune piante esotiche a Padova in quell’anno, nel 1746, comprovate da un campione essiccato».
Numerose sono le specie che erano anche presenti nell’Orto botanico di Padova, dove fra Giuseppe da Spello aveva acquisito buone conoscenze botaniche e abili competenze nelle tecniche farmaceutiche. Attraverso la sua opera possiamo immaginare fra Giuseppe da Spello svolgere il proprio compito di infirmarius, figura che per oltre un millennio, fin dall’origine dei primi ordini monastici, aveva il compito di prendersi cura dell’infirmus (il malato), dargli da mangiare e bere, lenire i dolori, curare le ferite e le malattie interne, medicare le piaghe, ma anche coltivare le piante medicinali nell’Orto monastico (Orto dei Semplici) da cui si ricavavano i medicamenti. Tutte queste attività richiedevano un ricco bagaglio di conoscenza, competenza e abilità. Dell’autore, oltre all’erbario, sono state scoperte recentemente altre tre opere di ricettari, di cui Romilda Saggini dà notizia, che lo collocano tra i più ragguardevoli francescani autori di opere di materia medica di tutti i tempi.
L’erbario è costituito di 144 carte, su ognuna sono posti da 1 a 6 campioni di piante in funzione della loro dimensione, per un totale di 413 essiccata. L’autore dimostra di possedere buone conoscenze botaniche e un’abile competenza tecnica nella essiccazione e disposizione dei campioni sul foglio d’erbario. Tutti i campioni presentano virtù medicinali. Si tratta in gran parte di flora autoctona triveneta, ma sono presenti anche varie specie esotiche, alcune di valore anche ornamentale come la passiflora, la bella di notte, il pelargonio, la corona imperiale, il tagete. Figurano poi cinque specie introdotte per la prima volta in Italia dall’Orto patavino provenienti dall’Oriente e dall’America.
«Possiamo riassumere così l’importanza dell’erbario – conclude Cassina – è di grande rilevanza storica, documenta la presenza a Padova di 38 specie esotiche, costituisce un prezioso documento per l’Orto patavino, documenta la tipologia dei Semplici (piante medicinali) in uso all’epoca, permette un confronto con erbari più o meno coevi di area veneta, consente la comparazione morfologica con analoghe specie attuali e, non da ultimo, permette anche studi di natura genetica».

Custodito dapprima nella biblioteca di Todi del convento francescano di Montesanto, l’erbario è conservato ora nella biblioteca Porziuncola, ad Assisi, in un ambiente più idoneo. Giuseppe da Spello, al secolo Antonio Costantini, nacque il 16 febbraio 1714 a Spello, pronunciò i voti come frate laico il 7 giugno 1734. Soggiornò due anni, nel 1746-1747 a Padova, nel convento di San Carlo.
L’erbario originale sarà esposto al pubblico, presso il Palazzo Bonacquisti di Assisi,
dal 18 dicembre a fine marzo 2026, nell’ambito della mostra “Diversi fructi, coloriti fiori et herba: gli erbari di fra Fortunato da Rovigo e fra Giuseppe da Spello”.
Il volume invece può essere prenotato presso le librerie oppure direttamente alla casa editrice Il Formichiere, via Ippolito Nievo, 20, Foligno, e-mail:
info@ilformichiere.it