Chiesa
Un bilancio in chiaroscuro. Il Rapporto annuale sullo stato della libertà religiosa negli Stati Uniti, pubblicato dal Comitato per la libertà religiosa della Conferenza dei vescovi cattolici (Usccb), restituisce l’immagine di un Paese in cui la tutela del primo emendamento conosce avanzamenti significativi ma anche nuove, preoccupanti fragilità. “Mentre ci sono stati sviluppi positivi per la libertà religiosa nell’ultimo anno, ci sono stati anche sviluppi preoccupanti”, scrive nella prefazione mons. Alexander K. Sample, presidente del Comitato. Il documento passa in rassegna l’attività legislativa del 119° Congresso, le azioni dell’esecutivo, le sentenze della Corte suprema e le tendenze culturali del 2025, anno in cui la polarizzazione politica “sembra degenerare in un ciclo di attacco e ritorsione”. La Corte suprema ha emesso sentenze favorevoli alla libertà religiosa nei casi Catholic Charities Bureau v. Wisconsin e Mahmoud v. Taylor, mentre nel caso U.S. v. Skrmetti ha rifiutato di riconoscere lo status transgender come classe protetta. Sul fronte legislativo, il Congresso ha approvato il Federal Scholarship Tax Credit per la libertà di scelta educativa, ma senza le protezioni per la libertà religiosa chieste dai vescovi.
Amministrazione Trump: opportunità e pressioni sulle organizzazioni religiose
Il rapporto riconosce che l’amministrazione Trump ha intrapreso azioni rilevanti a favore della libertà religiosa: l’istituzione di una Commissione per la libertà religiosa, con la partecipazione del card. Timothy Dolan e di mons. Robert Barron; la creazione del White House Faith Office; un ordine esecutivo per eliminare dalle norme federali le disposizioni contrarie alla sentenza Carson v. Makin, che vieta l’esclusione delle organizzazioni religiose dai programmi governativi. L’amministrazione ha inoltre contrastato l’ideologia di genere, revocando ordini esecutivi dell’era Biden e ordinando alle agenzie federali di applicare una definizione biologica del sesso. Al tempo stesso, osserva il Comitato, “uno sforzo contrario dell’amministrazione Trump è stato quello di esercitare pressioni sulle organizzazioni non governative, comprese quelle religiose, attraverso modifiche ai programmi federali”. Il Dipartimento per la sicurezza interna ha revocato le linee guida che proteggevano chiese, scuole e ospedali dalle operazioni di contrasto all’immigrazione irregolare.
Cinque vescovi hanno compiuto il passo straordinario di dispensare i cattolici dall’obbligo domenicale se temono che recarsi a messa li esponga al rischio di detenzione.
Alcune diocesi hanno dovuto rinunciare a celebrazioni legate alla devozione alla Vergine di Guadalupe. “Creare un clima di paura intorno al diritto di andare in chiesa danneggia le condizioni necessarie a promuovere la vita religiosa della nazione”, ha scritto mons. Kevin Rhoades, presidente del Comitato.
Violenza anti-religiosa e le sei aree critiche per il 2026
L’aspetto forse più allarmante del rapporto riguarda la crescita della violenza a sfondo politico e religioso. Il 27 agosto 2025 un tiratore ha aperto il fuoco durante una messa nella scuola cattolica dell’Annunciazione a Minneapolis, uccidendo due bambini e ferendo trenta persone. Un uomo armato di ordigni esplosivi è stato fermato davanti alla cattedrale di San Matteo a Washington prima della tradizionale Red Mass. A settembre, un attacco a una cappella mormone nel Michigan ha causato quattro morti.
Il rapporto identifica sei aree di preoccupazione critica per il 2026:
violenza politica e anti-religiosa; condizioni ingiuste nei finanziamenti federali e inaffidabilità del governo; accesso ai sacramenti per i detenuti dell’Ice e applicazione delle leggi sull’immigrazione nei luoghi di culto; libertà di scelta scolastica e Federal Scholarship Tax Credit; abrogazione delle norme che impediscono la partecipazione delle organizzazioni religiose ai programmi governativi; ulteriore contrasto all’ideologia di genere. “Troppa parte della nostra vita nazionale è segnata da inimicizia e conflitto”, avverte mons. Sample: “Mentre pratichiamo la ‘pia consuetudine’ di consacrare la nostra nazione al Sacro Cuore, lo facciamo con la fiducia che il Signore effonderà la sua grazia sugli Stati Uniti”.