Fatti
“Non è il tempo delle polemiche, ma dell’ascolto, del dialogo e delle responsabilità. Nonostante la prossimità mostrata, invito le istituzioni preposte a mettere in sicurezza il territorio, perché quando piove il Crati fa ancora paura. Quanto è avvenuto è stato un fatto improvviso, ma anche un evento prevedibile. Allora è la prevenzione – suggerisco – oggi più che mai la cifra caratteristica delle future politiche di intervento per la riduzione dei rischi”. È quanto dichiara al Sir il parroco di Sibari, don Pietro Groccia, dopo il maltempo che ha causato ingenti danni. Il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, coadiuvato da un gruppo di volontari, insieme con don Groccia e a un gruppo di fedeli, ha riaperto la chiesa parrocchiale non per celebrare l’eucaristia – “le condizioni ad intra determinate dal disastro non lo consentivano” – ma per “riaccendere la speranza della ripartenza proprio dal luogo simbolo della fede di questo piccolo lembo di terra calabra”, spiega il sacerdote, aggiungendo che la tragedia delle ultime ore, interpretata “biblicamente con la categoria del diluvio, contiene anche un messaggio di speranza: dall’arca è uscita una vita nuova! Diceva un vescovo calabrese, mons. Giuseppe Agostino: ‘in tutto ciò che avviene è sempre Dio che viene!’”. “È questa la consapevolezza – anche se le disgrazie fanno soffrire e germogliare diversi interrogativi – che alla fine ci consola. Questa certezza non è un cedimento a una visione romantica della fede ma, come diceva il card. Biffi, viviamo momenti di rinascita quando ripartono i luoghi della comunità e dell’aggregazione”.