Chiesa
Un anno di impegno e servizio in Africa, per la salute dei più poveri, di mamme e bambini in particolare; il lavoro e la dedizione di tanti professionisti, sanitari e non, che hanno dato concretezza e umanità ai dati e agli interventi. Il bilancio sociale 2025 di Medici con l’Africa Cuamm, presentato l’8 luglio, racconta l’ultimo anno di attività di una ong che ha una lunga storia, cominciata a partire da un piccolo collegio nel 1950. Ed è proprio nel cortile dell’edificio, lì dove rimangono i segni dell’antico collegio Tornacense fondato nel 1363, che sono stati raccontati i principali risultati ottenuti.
Don Dante Carraro, direttore dell’ong, ha spiegato: «Qui vogliamo porre l’attenzione su tre valori che ci guidano. Sopra al cancello d’ingresso ci sono tre statue che rappresentano lo studio, l’orazione (la preghiera e il cuore) e la sapienza. Sono tre fondamenti su cui ancora oggi si basa l’impegno di Medici con l’Africa Cuamm: lo studio, l’analisi seria e competente dei problemi, insieme al cuore ci portano alla statua più in alto, che rappresenta la sapienza, quella di un intervento che sia guidato da buon senso, saggezza, ragione».
E mostrando i grafici dell’andamento della mortalità materna in Africa ha aggiunto: «In Africa sub-Sahariana troppe donne continuano a morire di parto, ma il trend è in miglioramento. In vent’anni, il tasso di mortalità materna si è ridotto del 41 per cento. Un po’ abbiamo contribuito anche come Cuamm con il programma “Prima le mamme e i bambini”, che in 15 anni ha garantito quasi 1 milione di parti assistiti. È questa l’umanità che vogliamo continuare a custodire».
Dieci Paesi africani, 21 ospedali, 1.149 strutture sanitarie supportate, 1 università e 5 scuole per infermieri: per dare qualche dato. Il tutto grazie al lavoro costante e quotidiano di 3.111 operatori
sul campo di cui 1.023 professionisti qualificati (285 italiani).
In Africa sono stati 2.938.207 i pazienti assistiti; 1.311.812 le visite effettuate nei bambini sotto i cinque anni; 591.580 le visite prenatali alle donne in gravidanza; 290.761 i parti assistiti effettuati; 15.290 i pazienti in terapia antiretrovirale; 12.136 i trasporti per le emergenze ostetriche e 7.732 i bambini malnutriti trattati. Caposaldo dell’impegno rimane la formazione: sono stati 5.576 gli operatori sanitari formati. Importante anche l’attivazione in Italia, con tanti eventi e proposte di sensibilizzazione, grazie al coinvolgimento di 5.745 volontari su tutto il territorio nazionale. Un grande impegno, per un investimento totale di 53.574.584,66 euro, con solo il 3,8 per cento di costi di funzionamento.
Risultati che raccontano anche un lavoro dietro le quinte, di chi, da Padova e dalle sedi nei diversi Paesi, coordina l’intervento: «Tantissimi sono i programmi e i progetti che il Cuamm realizza in Africa – ha spiegato Marica Pilon, del settore progetti – È un lavoro nascosto, di tanti colleghi che seguono tutto il ciclo del progetto, dalla scrittura, all’implementazione, dal monitoraggio delle attività sul campo, in ciascuno dei dieci Paesi di intervento, fino alla rendicontazione puntuale di quanto realizzato, perché vogliamo che alla base ci sia sempre la trasparenza e la fiducia».