Fatti
Padova diventa il primo territorio pilota in Italia per l’attuazione del Protocollo d’intesa nazionale dedicato all’inserimento dei migranti vulnerabili nel settore turistico. L’accordo, sottoscritto al Ministero dell’interno dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, coinvolge anche il Ministero del lavoro, il Ministero del turismo e l’Ente bilaterale nazionale del turismo, con l’obiettivo di favorire percorsi strutturati di inclusione socio-lavorativa. La scelta di Padova come capofila nazionale si traduce nella costituzione del primo tavolo territoriale italiano del progetto, che mette in rete istituzioni, Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), enti bilaterali e imprese del comparto turistico. Un ruolo centrale è svolto dall’Ente bilaterale turismo Padova Terme Euganee, che coordina l’iniziativa a livello locale, valorizzando le specificità del territorio e il forte peso economico del turismo, in particolare nell’area termale e urbana.
«Siamo orgogliosi e onorati – dichiara Matteo Breda, presidente dell’Ente bilaterale turismo Padova Terme Euganee – che il nostro territorio sia stato scelto come capofila a livello nazionale: è estremamente motivante poter lavorare a stretto contatto con il Sai, che rappresenta il principale modello italiano di accoglienza integrata per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Insieme abbiamo avviato un percorso concreto di inserimento dei migranti vulnerabili nel comparto turistico padovano, attraverso formazione mirata e opportunità lavorative reali».
I percorsi vengono costruiti su misura, partendo dai bisogni delle imprese turistiche padovane e dalle competenze dei beneficiari, con attività formative mirate e concrete opportunità di inserimento lavorativo. Il progetto risponde così a una doppia esigenza: da un lato la cronica carenza di personale qualificato nel turismo, dall’altro la necessità di offrire reali occasioni di integrazione a persone titolari di protezione internazionale, temporanea o in condizioni di vulnerabilità. Attraverso il raccordo con i progetti Sai presenti sul territorio e con il supporto delle Prefetture, Padova diventa laboratorio nazionale di un modello che punta su formazione, lavoro stabile e inclusione.