Fatti
“La scomparsa dei minori è un fenomeno sommerso e multiforme. In Italia nel 2025 quasi 18.000 segnalazioni riguardano bambini e adolescenti”. La denuncia viene dalla Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets che, il 25 maggio, in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi, pubblica il Dossier 2026 “La scomparsa dei bambini e degli adolescenti nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale”, un’analisi del fenomeno a livello internazionale, europeo e italiano. Il dossier invita a superare una lettura riduttiva: la scomparsa non coincide solo con il rapimento, ma può assumere molte forme: allontanamento volontario, fuga da casa o da comunità, sottrazione familiare, perdita di contatto lungo una rotta migratoria, separazione in guerra, tratta, sfruttamento o coercizione digitale.
“La scomparsa di un minore non è mai solo assenza – dichiara Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – è la rottura, temporanea o prolungata, della rete di protezione che dovrebbe garantirne sicurezza, identità, ascolto e diritti. Per questo i numeri ufficiali raccontano soprattutto la parte emersa del fenomeno: denunce, segnalazioni, contatti alle hotline, casi nei sistemi di accoglienza, ritrovamenti.
Accanto a questa parte visibile resta un sommerso fatto di minori non denunciati, bambini senza documenti, adolescenti ricattati online che non chiedono aiuto, minori migranti usciti dai sistemi e bambini separati in aree di conflitto”.
Quest’anno saranno oltre 30 i monumenti, i palazzi istituzionali e i luoghi simbolo che in tutta Italia si illuminano di blu per aderire alla campagna europea #BlueForHope, promossa dall’11 al 25 maggio da Missing Children Europe, di cui Telefono Azzurro è membro ufficiale italiano e referente nazionale del numero europeo 116.000 dedicato ai minori scomparsi. L’illuminazione di blu dei luoghi simbolo del Paese vuole essere un richiamo collettivo alla necessità di non lasciare soli i minori scomparsi e le loro famiglie, ma anche un invito ad ascoltare, riconoscere e intercettare i segnali di disagio prima che sia troppo tardi.
“Un bambino che viene ascoltato non scompare in silenzio. Nessun bambino deve scomparire due volte – afferma Caffo –: la prima nell’assenza, la seconda dentro i sistemi, nei dati, nell’indifferenza digitale e istituzionale”.
Il dossier sottolinea che non esiste una sola forma di scomparsa. Alcuni casi sono immediatamente riconoscibili, come il rapimento o la sottrazione familiare; altri restano meno visibili, come le fughe ripetute, gli allontanamenti da comunità, le uscite dai centri di accoglienza, le separazioni durante un conflitto o una migrazione forzata, il controllo esercitato da reti criminali o la coercizione nata online.
La categoria dell’“allontanamento volontario” non deve essere minimizzata: un adolescente può uscire di casa apparentemente di propria iniziativa, ma trovarsi dentro una relazione di ricatto, manipolazione, violenza o sfruttamento.
Allo stesso modo, un minore straniero non accompagnato che lascia una struttura può non “sparire” per scelta libera, ma perché non comprende il percorso di tutela, vuole raggiungere un familiare, teme l’identificazione o è sotto pressione di reti esterne.
Per Telefono Azzurro, la protezione non coincide solo con la ricerca. Serve prevenire quando il rischio è ancora leggibile, intervenire quando la scomparsa avviene e accompagnare dopo il ritrovamento, perché le condizioni che hanno prodotto l’allontanamento non si ripetano.
A livello globale non esiste un numero unico e affidabile dei bambini scomparsi ogni anno. Le fonti disponibili misurano fenomeni diversi e non devono essere sommate, ma lette insieme: scomparsa registrata, separazione familiare, sfollamento, tratta, sfruttamento, morte o dispersione lungo le rotte migratorie, rischio digitale. Guerre e crisi umanitarie mostrano quanto fragile diventi la protezione quando collassano registri, scuole, ospedali, servizi sociali, reti familiari e comunicazioni. In Ucraina la scomparsa può assumere la forma del trasferimento forzato e della sottrazione dell’identità; a Gaza può significare separazione familiare, minori non identificati, bambini feriti o rimasti senza adulti di riferimento. Sudan, Haiti e Repubblica Democratica del Congo ricordano che le crisi meno visibili producono spesso meno dati, non meno rischio.
Il digitale è oggi parte dello stesso continuum di vulnerabilità. Grooming, sextortion, immagini abusive, Csam e intelligenza artificiale generativa possono precedere, accompagnare o aggravare una scomparsa.
Nel 2025 i report di online enticement (adescamento, ndr.) ricevuti da Ncmec hanno raggiunto 1,4 milioni, con un aumento del 156% rispetto al 2024; le hotline 116000 europee hanno indicato 92 casi in cui l’online grooming era collegato alla scomparsa di un minore, dato ritenuto sottostimato. I report Ncmec collegati alla “generative AI” sono passati da 4.700 nel 2023 a 67.000 nel 2024 e a oltre 1,5 milioni nel 2025.
Secondo la XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, nel 2025 in Italia sono state registrate 25.358 segnalazioni di scomparsa, riferite a 22.065 persone.
Le segnalazioni riguardanti minorenni sono 17.942, pari al 70,8% del totale annuo. La componente straniera pesa in modo decisivo: i minori stranieri sono 12.959, pari al 72,2% delle segnalazioni minorili. Il divario negli esiti è il nodo più critico: la quota di ritrovamento è del 78% tra i minori italiani e del 42,1% tra i minori stranieri.
Questo non significa che i minori stranieri siano “più inclini” alla scomparsa, ma che si trovano più spesso in condizioni di vulnerabilità strutturale: assenza di reti familiari stabili, percorsi migratori non conclusi, incertezza documentale, barriere linguistiche, attesa di ricongiungimento e fragilità dell’accoglienza. Le scomparse ripetute indicano che per alcuni bambini e adolescenti il problema non è soltanto essere ritrovati, ma non essere nuovamente persi dal sistema. Il ritrovamento non chiude automaticamente il caso: può restare un rischio di violenza, sfruttamento, ricatto online, disagio psicologico o nuova scomparsa. Per questo il follow-up deve essere considerato parte della protezione.
Telefono Azzurro opera nella rete nazionale attraverso tre canali complementari: il 19696, linea di ascolto e consulenza per bambini, adolescenti e adulti; il 114 Emergenza Infanzia, per situazioni di pericolo che coinvolgono minori; e il 116000, Numero europeo per i bambini scomparsi, gestito in Italia in convenzione con il Ministero dell’Interno. Il 116000 raccoglie segnalazioni relative a scomparsa, avvistamento e ritrovamento, offrendo ascolto, orientamento e raccordo con le forze dell’ordine. Il 114 intercetta situazioni di pericolo – violenza familiare, abuso, adescamento online, sextortion, sfruttamento, tratta o grave disagio – che possono precedere o accompagnare un allontanamento. Il 19696 può far emergere segnali precoci di disagio, paure, conflitti familiari, esperienze digitali problematiche e richieste di aiuto prima che diventino emergenza.
I dati di servizio 116000 2025 di Telefono Azzurro confermano la varietà delle richieste: la categoria più consistente riguarda la fuga da casa (36,46%), seguita da ritrovamento o feedback di ritrovamento (25%), fuga da comunità o istituto (12,50%), scomparsa non specificata (12,50%), fuga da centro di accoglienza (7,29%), sottrazione internazionale (3,12%), sottrazione nazionale (2,08%) e informazioni sul servizio (1,04%).
Questi dati non sono dati nazionali sulle denunce: misurano casi e categorie della hotline e aiutano a capire come il fenomeno arrivi al servizio.