Non ci avrei pensato e neppure creduto, se la notizia non l’avessi letta strabuzzando gli occhi, all’indomani delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. L’ex-presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dopo aver gustato la gloria olimpica, ne ha sparata un’altra. Talmente grossa da voler sperare sia solo una goliardica provocazione post “ubriacatura olimpica”. Ma così non è! Pure Milano Cortina, nel lontano 2017, nacque così. «Proponiamo la città di Venezia (sentirà l’odore delle amministrative lagunari?) e le Regioni italiane circostanti come candidate per ospitare le Olimpiadi estive del 2036 o del 2040». Poi tra il serio e faceto aggiunge: «Assicuriamo (ma chi?) una particolare attenzione alla conservazione della città lagunare». E non l’ha detto davanti ai quattro amici al bar, ma si è rivolto ai media internazionali, tra cui la Reuters, aggiungendo: «Il caso Milano Cortina ha mostrato al mondo il potenziale delle Regioni e dell’Italia. Questa esperienza non può andare sprecata. Siamo pronti ad affrontare un’altra sfida». Ancora?! E qui inizia il galoppo del sognatore: «Il progetto è ancora agli inizi, non prevede che la fragile città lagunare ospiti le competizioni o il villaggio olimpico – precisa lui – ma Venezia potrebbe diventare un laboratorio sulle questioni relative al cambiamento climatico, in particolare quelle legate all’acqua (anche dei Pfas?). La maratona però si terrà a Venezia, come già accade, e le gare di nuoto nelle acque delle nostre località balneari, come Jesolo, Cavallino o Caorle». Nella tragicommedia narrativa, poi aggiunge: «Avrebbe solo un ruolo simbolico, per promuovere i valori della sostenibilità e la protezione di un sito patrimonio mondiale dell’Unesco. Dobbiamo evitare qualsiasi forma di sovraffollamento a Venezia; al contrario, dobbiamo proteggerla. Ne parlerò con il Cio e le autorità italiane, per delle Olimpiadi tra il lago di Garda e gli stadi di Padova e Verona». Sogno o son desto? Per ora sono disperato!