Fatti
«Dichiaro aperta la celebrazione della 25a edizione dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina», ha pronunciato solennemente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del 6 febbraio, avvenuta nello stadio milanese di San Siro gremito di spettatori. Una serata che ha intrecciato lo spettacolo, la cultura e lo sport, unendo simbolicamente i sette luoghi in cui si disputano le 16 discipline previste. La conclusione è prevista all’Arena di Verona il 22 febbraio. Il momento culminante dell’inizio ufficiale della manifestazione è stato l’accensione dei bracieri nelle due località principali dei Giochi: a Milano è stato acceso da Deborah Compagnoni e da Alberto Tomba; a Cortina come ultimo tedoforo c’era Sofia Goggia.
Al pomeriggio di martedì 10 febbraio (prima di andare in stampa, ndr), il medagliere azzurro registra ben 11 riconoscimenti: i primi due sono arrivati nella discesa libera maschile di Bormio il 7 febbraio, firmati da Giovanni Franzoni e Dominik Paris. Lo stesso giorno ne è arrivato anche uno del materiale più prezioso: Francesca Lollobrigida ha conquistato proprio il giorno del suo 35° compleanno, la medaglia d’oro nei 3.000 metri, volando sul ghiaccio e fermando il cronometro a 3’54’’280, tempo che le è valso il nuovo primato olimpico. Per l’Italia è la terza medaglia d’oro nel pattinaggio di velocità su pista lunga a un’olimpiade, la prima al femminile. Una particolarità di questo risultato: l’atleta romana ha dichiarato nel post gara l’importanza del piazzamento raggiunto nonostante le difficoltà vissute con la nascita del piccolo Tommaso nel 2023, per conciliare la maternità con la sua attività sportiva.
La prima domenica di gare ha regalato sei medaglie al palmares azzurro, un argento e cinque bronzi. Tra questi ultimi ha un sapore agrodolce quello conquistato nella discesa libera da Sofia Goggia sull’Olimpia delle Tofane, a Cortina, lei che partiva tra le favorite per il gradino più alto del podio. Luci e qualche ombra degli atleti veneti in questa giornata: la feltrina Lucia Dalmasso ha conquistato un meritato terzo posto con lo snowboard, nella specialità dello slalom gigante parallelo. E c’è l’argento della squadra mista di biathlon trascinata da Lisa Vittozzi (originaria di Pieve di Cadore e cresciuta a Sappada). Nel pattinaggio di velocità nei 5.000 metri, il vicentino Davide Ghiotto si è posizionato per 35 centesimi ai piedi del podio (il terzo posto è conquistato dall’azzurro Riccardo Lorello).
La giornata di martedì è segnata dalla pagina di storia nella staffetta mista dello short track scritta da Arianna Fontana, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Pietro Sighel (insieme anche a Chiara Betti e Luca Spechenhauser impegnati nei turni precedenti) che hanno conquistato la prima medaglia olimpica di sempre in questa gara. E la coppia formata dalla cortinese Stefania Constantini e da Amos Mosaner, dopo l’oro olimpico di Pechino 2022 nel curling, rimane sul podio conquistando il bronzo ai danni Gran Bretagna. Queste prime giornate olimpiche ci hanno confermato che gli atleti, un po’ wonderwoman e superman, sono prima di tutto uomini e donne capaci di entusiasmarsi, gioire, piangere, avere paura, emozionarsi. In fondo, non così distanti.