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Erano circa cinquanta i giovani di Operazione Mato Grosso (OGM) che nel weekend del 13 e 14 giugno hanno partecipato a uno dei loro tradizionali campi di lavoro, ospiti della parrocchia di Saccolongo. «Le opportunità come questa – spiega Letizia Vettori, una delle giovani volontarie che ha organizzato l’evento – sono sempre preziose per noi, ma questa ha avuto un sapore particolare, perché è stata l’occasione per salutare due ragazze del nostro movimento che a breve partiranno per vivere un’esperienza missionaria in Ecuador e in Perù. Abbiamo per questo dedicato le due giornate non solo, come di consueto in questi momenti, a raccogliere fondi da destinare alle nostre missioni, ma anche a condividere con le due volontarie in partenza alcuni pensieri e parole di incoraggiamento».



Durante le giornate spese in parrocchia, infatti, i giovani si sono messi innanzitutto al servizio della comunità: facendo qualche lavoro di giardinaggio, imbiancando le pareti di qualche casa, raccogliendo legna e riverniciando gli infissi di alcune finestre di legno, oltre che animando la messa del sabato con canti, letture, preghiere dei fedeli e testimonianze. La sera, invece, è stata dedicata alla convivialità e alla fraternità, condividendo la cena e del buon tempo in amicizia. «Grazie a questo campo – sottolinea a questo proposito Filippo Bonin, tra i partecipanti – ho avuto l’opportunità anche di conoscere la comunità di Saccolongo, che si è dimostrata molto accogliente e disponibile nei nostri confronti. Molti dei parrocchiani ci conoscevano già, perché sono legati alle nostre iniziative di sostegno al Puericultorio di Lima, ed è stato bello condividere reciprocamente le nostre esperienze: fare due chiacchiere, lavorare insieme e scambiarci regali è stata una vera ricchezza che ha reso speciale il weekend».
E occasione di scambio con i parrocchiani è stata anche la partita di calcio organizzata spontaneamente dopo la cena di sabato tra i giovani di Operazione Mato Grosso e quelli della parrocchia. I campi di lavoro sono infatti esperienze nate non solo per raccogliere fondi da destinare alle missioni, ma anche per rafforzare il senso di comunità, all’interno del movimento e con le persone incontrate. «Ciò che apprezzo maggiormente di queste occasioni – motiva Federico Longhin, uno dei giovani di Operazione Mato Grosso – è l’opportunità di passare insieme agli altri volontari del tempo in semplicità. Lavorare in gruppo ci permette davvero di coltivare relazioni sane e rafforzare le nostre amicizie, ma anche di essere aperti e accoglienti nei confronti di chiunque abbia voglia di condividere con noi un tratto del cammino, anche con le sue fatiche. Essendo prevalentemente giovani, non abbiamo molto da mettere a disposizione della comunità che ci ospita, se non il nostro tempo e le nostre energie. Ma è proprio questa la nostra forza: fare fatica insieme ci rende tutti uguali, giovani e adulti, uniti per raggiungere, tramite il lavoro e l’impegno, un obiettivo comune».