Fatti
Per come si era messa, il pareggio maturato a Castellammare è dolce come il miele. A tratti si è visto un Padova ingenuo, che prima ha concesso il rigore che ha sbloccato la partita a metà del primo tempo, con Faedo a fermare la corsa di Mosti, poi trasformato da Gabrielloni, e successivamente ha subito il raddoppio all’inizio della ripresa con Zeroli, a segno su un’azione nata da una rimessa laterale. Ad accorciare le distanze è stato Sgarbi (terza rete per lui dopo Avellino e Reggiana) e sembrava che la partita potesse incanalarsi subito verso la rimonta, ma a tarpare provvisoriamente le ali ci ha pensato Burnete. Quando tutto sembrava ormai compromesso, prima Capelli e poi Bortolussi hanno completato la remuntada. Insomma, pur rimanendo sempre sotto nel punteggio, i biancoscudati hanno continuato a cercare il pareggio nelle diverse fasi della gara e alla fine sono riusciti a raggiungerlo, complici i cambi effettuati nel secondo tempo da mister Matteo Andreoletti e la determinazione della squadra a non mollare.
E cambio modulo fu: al “Romeo Menti” di Castellammare Andreoletti sceglie Sorrentino tra i pali; Faedo braccetto di destra, Sgarbi al centro e Perrotta braccetto di sinistra. A centrocampo linea a quattro con Barreca sulla fascia sinistra, Harder e Fusi in mezzo e Di Maggio sulla fascia destra; sulla trequarti Di Mariano e Jonathan Silva — entrambi alla prima da titolari — a sostegno dell’unica punta Bortolussi. La Juve Stabia, allenata dall’ex giocatore del Milan Ignazio Abate, risponde con Confente tra i pali; Bellich, Gabrielloni, Kassama e Carissoni in difesa; Correia, Giorgini, Maistro e Leone a centrocampo; Cacciamani e Mosti in avanti.
Il match del “Romeo Menti” si apre con la Juve Stabia subito propositiva e il Padova costretto a difendersi fin dalle prime battute. Dopo pochi secondi arriva già il primo episodio significativo: Perrotta interviene in maniera decisa su Gabrielloni e l’arbitro lo ammonisce immediatamente, costringendo il difensore a gestire la gara con maggiore attenzione sin dall’inizio. La Juve Stabia prova a sfruttare soprattutto la corsia sinistra e al 3’ Correia mette in mezzo un cross insidioso, prontamente intercettato da Fusi che allontana senza esitazioni. I padroni di casa mantengono a lungo il possesso del pallone, mentre il Padova si compatta dietro la linea della palla e prova a disturbare la costruzione avversaria con un pressing ordinato. Al 9’ Silva commette fallo su Mosti: dalla punizione nasce il primo corner della partita e sugli sviluppi è lo stesso Mosti a tentare la conclusione dal limite, che termina alta sopra la traversa. I campani continuano a manovrare e al 12’ Gabrielloni serve in profondità Carissoni, ma Barreca legge perfettamente l’azione e chiude con tempestività, evitando pericoli. Due minuti più tardi il gioco si interrompe per un contatto tra Barreca e Correia, con il centrocampista della Juve Stabia costretto a ricevere le cure dello staff sanitario. Al 19’ arriva anche il primo giallo per i padroni di casa: Leone viene ammonito per un fallo a centrocampo su Harder. Il copione della gara resta invariato: la Juve Stabia tiene il pallino del gioco, mentre il Padova prova a cercare spazi in contropiede senza riuscire a rendersi realmente pericoloso. L’episodio che sblocca il match arriva al 25’, quando Faedo interviene su Mosti in area e l’arbitro assegna il calcio di rigore, confermato dopo il check del Var. Dal dischetto si presenta Gabrielloni che, al 28’, spiazza Sorrentino con una conclusione potente e centrale sotto la traversa, portando avanti i campani. I biancoscudati provano a reagire, ma la difesa della Juve Stabia si dimostra attenta e compatta. Al 32’ i padroni di casa sfiorano anche il raddoppio con Maistro, che tenta la conclusione dai venti metri senza trovare lo specchio della porta. Poco dopo, al 38’, Abate è costretto al primo cambio: Correia, ancora dolorante dopo il precedente contrasto, lascia il campo a Pierobon. Nel finale cresce la pressione offensiva del Padova. Al 40’ arriva la migliore occasione per gli uomini di Andreoletti: azione manovrata che libera Fusi al cross teso, ma Bortolussi non riesce a intervenire sotto porta grazie al provvidenziale anticipo difensivo di Giorgini, che salva i suoi concedendo soltanto il corner. I biancoscudati insistono e al 43’ aumentano il ritmo offensivo, guadagnando metri e cercando il pareggio prima dell’intervallo. Al 45’ Di Mariano conquista una punizione interessante sulla trequarti, ma il traversone viene respinto dalla difesa campana. Dopo tre minuti di recupero, il primo tempo si chiude con la Juve Stabia avanti 1-0, grazie al rigore trasformato da Gabrielloni.
La ripresa si apre con tre cambi immediati: Andreoletti inserisce Lasagna e Belli al posto di Di Maggio e Faedo, mentre tra i padroni di casa Zeroli prende il posto di Maistro. Il Padova prova subito ad alzare il baricentro, ma al 47’ è costretto a fermare una ripartenza della Juve Stabia con un fallo di Fusi, che rimedia il cartellino giallo. Un minuto più tardi i campani conquistano una punizione dai venticinque metri, con il cross di Leone respinto di testa da Perrotta. Al 50’ la Juve Stabia trova il raddoppio: sulla rimessa laterale la sponda aerea di Gabrielloni favorisce l’inserimento di Zeroli che, appena entrato, controlla e insacca da pochi passi battendo Sorrentino per il 2-0. I padroni di casa continuano a spingere e al 55’ sfiorano anche il tris: prima Sgarbi respinge miracolosamente la conclusione di Leone, poi Sorrentino è decisivo sulla ribattuta di Cacciamani. Al 61’ punizione per il Padova calciata da Di Mariano, palla alta di poco sopra la traversa. Andreoletti cambia ancora al 62’, inserendo Buonaiuto e Varas al posto di Silva e Di Mariano, e la mossa dà nuova energia ai biancoscudati. Al 65’ arriva infatti una clamorosa occasione: cross di Varas, colpo di testa di Buonaiuto respinto da Confente, quindi doppio tentativo ravvicinato dello stesso Buonaiuto e di Lasagna, ancora neutralizzati dal portiere campano. La gara si accende definitivamente al 70’, quando il Padova accorcia le distanze: corner di Buonaiuto e incornata vincente di Sgarbi che firma il 2-1. La Juve Stabia reagisce subito e al 72’ costringe Sorrentino a un intervento impegnativo sul tiro potente di Ricciardi. I biancoscudati restano però aggressivi e continuano a cercare il pareggio, ma al 80’ vengono nuovamente colpiti: ripartenza veloce dei campani e assist di Carissoni per Burnete che, ben posizionato al centro dell’area, controlla e batte Sorrentino con il mancino per il 3-1. Tutto sembra finito. E invece il Padova non si arrende e continua a spingere soprattutto con i traversoni dalla sinistra di Barreca e Buonaiuto. All’86’ arriva il nuovo gol che riapre la partita: sugli sviluppi di un corner battuto da Buonaiuto, la difesa campana allontana corto e Capelli raccoglie la respinta scaricando in rete un destro potente per il 3-2. Il forcing biancoscudato prosegue e all’89’ arriva il clamoroso pareggio: cross perfetto di Varas dalla destra e colpo di testa vincente di Bortolussi che batte Confente per il 3-3, e segna il suo nono gol in campionato. Nel lungo recupero, sei minuti concessi dall’arbitro, la gara resta incandescente. Ricciardi viene ammonito per un fallo su Sorrentino, mentre la Juve Stabia prova l’ultimo assalto inserendo Okoro al posto di Gabrielloni. Al 98’ Capelli stende proprio Okoro al limite dell’area e rimedia il giallo, ma sulla punizione successiva Leone colpisce la barriera e la difesa del Padova riesce ad allontanare definitivamente il pericolo, chiudendo un secondo tempo spettacolare che consegna alle squadre un rocambolesco 3-3 finale.
Al termine del rocambolesco 3-3 del “Menti”, Matteo Andreoletti sottolinea soprattutto la reazione caratteriale dei suoi, capaci di rimontare due reti di svantaggio contro una delle squadre più in forma del campionato. «È stata una risposta bellissima, una partita molto particolare», commenta il tecnico biancoscudato. «Sapevamo di giocare contro una squadra che, secondo me, esprime il miglior calcio della Serie B, molto organizzata e con individualità importantissime. Trovarsi sotto 3-1 contro una squadra di questo livello e avere la forza di rimontare significa che i ragazzi hanno messo tanto cuore e tanto spirito, che sono le basi su cui dobbiamo costruire la nostra salvezza. Dal punto di vista tecnico possiamo e dobbiamo fare meglio, ma i presupposti sono sicuramente quelli dell’atteggiamento». Andreoletti evidenzia poi la maturità della squadra nel restare dentro la partita anche nei momenti più difficili: «Sto imparando che in Serie B non ci sono partite scontate. L’abilità deve essere quella di rimanere dentro la gara e noi ci siamo riusciti, lottando fino alla fine. Negli episodi la Juve Stabia è stata devastante, perché ha qualità offensive che possono farti male in qualsiasi momento, ma la nostra capacità di restare attaccati alla partita e recuperarla con grande cuore è stata una delle qualità più importanti della prestazione». Sul piano tattico, il tecnico spiega le scelte iniziali e l’impatto dei cambi: «La Juve Stabia, per la qualità del suo gioco, ti obbliga a modificare qualcosa nell’assetto, perché se non porti parità numerica forte in costruzione rischi di andare in difficoltà. Avevamo strutturato un sistema ibrido, un 4-3-1-2 o 4-3-2-1 in fase di non possesso, con l’idea di attaccare poi in maniera diversa. I numeri contano poco: quello che dovevamo fare era togliere il fraseggio. Nel primo tempo non abbiamo concesso molto in termini di occasioni, mentre nel secondo, a campo aperto, avevo la sensazione che la Juve Stabia potesse chiudere la partita in ogni momento. Però chi è subentrato ha alzato sicuramente il livello tecnico della squadra e questo è stato determinante». Lo sguardo resta comunque ancorato all’obiettivo stagionale: «Il Padova ha un obiettivo chiaro: siamo una neopromossa e dobbiamo restare molto umili, molto ancorati alla salvezza. Dobbiamo costruirla su prestazioni come questa dal punto di vista del cuore, dell’atteggiamento, dell’umiltà e del saper soffrire. Poi credo che questa squadra possa fare meglio anche tecnicamente, perché ne abbiamo le capacità». Infine, il valore del pareggio: «Mi piacerebbe dire che vale come una vittoria, ma purtroppo vale solo un punto. Però è un “punto da Padova”, di una squadra che da un anno e mezzo non molla mai. Qui sapevamo che sarebbe stato difficilissimo: su questo campo non ha vinto nessuno, sono passate squadre fortissime e non è mai una passeggiata. Portare via un punto da qui vale tanto, non solo per la classifica ma per la consapevolezza del nostro percorso». Andreoletti chiude senza cercare alibi per le condizioni del terreno di gioco: «Abbiamo provato ad allenarci sul sintetico, ma ogni campo è diverso. Qualche giocatore è scivolato, però non è il campo a determinare le prestazioni della Juve Stabia: sono fortissimi e non si riesce a vincere qui per la qualità del loro gioco. Questo rende ancora più merito a quello che abbiamo fatto».
Nel post-partita di Juve Stabia-Padova, Alessandro Capelli ha sottolineato soprattutto la reazione della squadra nella ripresa, riconoscendo il valore degli avversari ma evidenziando la capacità dei biancoscudati di restare in partita: «Sicuramente meglio la ripresa nostra. Abbiamo incontrato una squadra veramente forte che personalmente mi ha impressionato: nel primo tempo sono stati loro più bravi, però penso che nel secondo abbiamo dato un segnale anche a noi stessi. Avevamo bisogno di una scintilla e portiamo a casa un punto prezioso, fondamentale per noi». Il centrocampista ha poi commentato con soddisfazione il suo primo gol in Serie B, arrivato dopo diversi tentativi: «È una piccola gioia personale, lo cercavo da tempo. Sono contento perché è stato un gol che ci ha ridato speranza in quel momento e il 3-3 ha dato ancora più valore a questo». Capelli ha quindi rimarcato l’importanza del sostegno dei tifosi anche in trasferta: «Direi fondamentale: da quando sono qua, soprattutto fuori casa, i nostri non sono mai mancati. Vederli ci dà qualcosa e oggi è stato decisivo perché la partita era quasi andata, però siamo riusciti a riprenderla». Sul cambio di passo nel secondo tempo, il giocatore ha spiegato che la svolta è stata soprattutto mentale: «Abbiamo cambiato qualcosina tecnicamente e tatticamente, ma passa in secondo piano: ci siamo detti di non mollare e di ritrovare il carattere e l’atteggiamento che ci hanno portato i punti fin qui». Infine, ripensando al momento in cui la squadra ha creduto nella rimonta, Capelli ha indicato proprio la rete del 3-2 come episodio chiave: «Dopo il mio gol ho pensato “la possiamo riprendere”, perché ci ha ridato quel qualcosa in più», dedicando poi la marcatura «a una persona speciale, ma lei sa».
Non c’è molto tempo per rifiatare, perché già martedì è previsto il ritorno in campo nel turno infrasettimanale: a far visita alla squadra di Andreoletti sarà la Carrarese, alle ore 20, in un’altra battaglia per fare punti, senza dimenticare l’obiettivo finale della salvezza.