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La nona giornata di campionato, che coincide con il primo turno infrasettimanale della stagione, vede il Padova di mister Calabro chiamato a dare continuità ai risultati all’Euganeo, dopo la vittoria di appena tre giorni fa ad Avellino. Arriva il Südtirol di Possanzini, il tecnico che tre stagioni fa, alla guida del Mantova, vinse il campionato di Serie C (girone A) al termine di un lungo duello con il Padova, allora allenato da Vincenzo Torrente. Ma, tornando al presente, la parola d’ordine è continuità: l’obiettivo è centrare la seconda vittoria consecutiva, cosa mai successa finora in questo campionato. Di fronte ci sarà una squadra reduce da un pareggio in extremis su rigore contro la Sampdoria, a quota 13 punti (+3 sui biancoscudati), frutto di tre vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte.
Nei precedenti più recenti in cadetteria, l’Euganeo ha rappresentato una terra di mezzo: l’ultimo incrocio in terra padovana risale al novembre 2025 ed è terminato in un equilibrato 1-1, mentre nel match di ritorno a Bolzano dello scorso gennaio il Südtirol si è imposto con un rotondo 3-0. Al turno infrasettimanale le due formazioni arrivano con inerzie opposte. Il Padova di Antonio Calabro si presenta all’appuntamento dopo aver interrotto una striscia di tre sconfitte consecutive grazie alla vitale vittoria esterna contro l’Avellino, sebbene i biancoscudati continuino a palesare evidenti limiti realizzativi che li relegano a secondo peggior attacco del torneo (appena 7 gol all’attivo). Di contro, il Südtirol di Davide Possanzini viaggia ad alte quote con i suoi 13 punti in classifica, forte di un assetto difensivo quasi impenetrabile: la retroguardia altoatesina è infatti la seconda meno perforata dell’intera Serie B, avendo concesso soltanto sette reti dall’inizio del campionato. Sul piano dei trend, la sfida mette a confronto due filosofie d’approccio: se gli ospiti prediligono un ritmo controllato che spesso congela i primi tempi, il Padova dovrà necessariamente invertire il trend nei secondi tempi per scardinare una delle difese più solide della categoria.
Alla vigilia della sfida contro il Südtirol, mister Antonio Calabro presenta la partita con un messaggio chiaro: rispetto per l’avversario, nessuna paura. «Non voglio essere presuntuoso, ma non voglio avere timori al cospetto di qualsiasi avversario domani sera. Voglio avere rispetto. Timore di nessuno. Voglio soltanto vedere la mia squadra in campo. Con la mia squadra in campo, penso di non dover aver timore di niente». Parole di stima per il collega Possanzini, che l’ultima volta che si presentò a Padova, alla guida del Mantova, si impose con un netto 5-0: «È un allenatore formidabile, bravo. Ha delle idee molto ben precise e un’identità forte che, come tutti gli allenatori, ha avuto degli alti e dei bassi nella propria carriera, ma che poi va avanti per la sua strada».

Il tecnico biancoscudato non vuole sentire parlare di stanchezza, nonostante i soli tre giorni di recupero dopo la lunga trasferta di Avellino: «Non mi importa niente. Non mi importa del viaggio, non mi importa della stanchezza, non mi importa degli alibi. Domani si va in campo a fare una battaglia, una partita forte come vogliamo farla noi. Quindi la squadra sta bene». Su Caprari si apre uno spiraglio: «Oggi ci sarà un altro allenamento, domani mattina ci sarà un risveglio; c’è speranza». Il resto del gruppo è a disposizione, salvo qualche valutazione dopo la gara giocata sul sintetico: «C’è qualcosina da valutare, però non c’è nessun problema. Me ne bastano undici più cinque per le sostituzioni».
La notizia della conferenza è però il cambio al vertice dell’area fisica, annunciato dallo stesso Calabro: «Ho deciso di cambiare il responsabile dell’area fisica. Da oggi il responsabile sarà Donatello Matarangolo, che voi conoscete bene per aver già lavorato qui l’anno scorso». Matarangolo, infatti, era arrivato a Padova la scorsa stagione insieme a Roberto Breda, per le ultime sei giornate di campionato. Il preparatore prende il posto di Vincenzo Ricci, «al quale va il mio più grande ringraziamento per la professionalità. Però, come nella vita, così nel calcio e nel lavoro, ci sono delle cose che si vorrebbero e magari non vanno come vorremmo. E si cambia». Alla base della decisione ci sono i riscontri sul campo: «È stata una scelta sui risultati fisici. Io posso entrare poco nel merito dei dati, io voglio semplicemente che la squadra corra». Il mister, però, non scarica le colpe su un solo settore: «Che la responsabilità non sia soltanto fisica sono io il primo a dirlo. Sicuramente incide anche un processo di crescita tattico, la necessità di trovare soluzioni mettendo giocatori più adatti in determinate situazioni. È ovvio che, se è stata fatta questa scelta, ho notato delle carenze sotto quel punto di vista».
Dal successo di Avellino Calabro riparte per costruire: «Abbiamo messo la base importante, che era quella che mancava in precedenza: la disponibilità dei ragazzi nel fare determinate cose, non nei miei confronti, ma tra di loro. Togliersi qualcosa da loro stessi per darlo al Padova, per darlo alla squadra». Il simbolo di questo spirito è Moro: «La dimostrazione più eclatante è stata la prestazione di enorme sacrificio e di disponibilità che ha fatto ad Avellino. Gli ho espresso i miei complimenti anche personalmente davanti a tutta la squadra, proprio per prenderlo d’esempio. Se tutti noi togliamo qualcosa a noi stessi, pensando meno agli egoismi o ai personalismi, per darlo alla squadra e al Calcio Padova, si può diventare veramente una squadra». Restano però margini di crescita evidenti: «C’è da mettere una manovra più lineare e fluida, che ancora non mi piace. C’è da ammettere, senza nascondersi dietro a un dito, che abbiamo gli attaccanti che ancora non hanno fatto gol. Non lo dico per colpevolizzarli, ma per responsabilizzare l’intera struttura di gioco, che deve diventare più lineare, più profonda, più intensa e più diretta, per metterli in condizione di esprimersi nel modo migliore».
Ad Avellino il Padova ha dato una prima risposta ai tifosi, che alla squadra rimproveravano scarso attaccamento alla maglia e confusione nel gioco. Se sul primo fronte la prova del Partenio è stata convincente, anche sul piano tattico qualcosa si è mosso: l’avanzamento di Zuelli, autore del gol decisivo, si è rivelato una scelta estremamente redditizia. Una soluzione che potrebbe essere riproposta, anche se il tecnico non si sbilancia e si mostra pronto ad adattarsi: «È un processo di crescita tattica che questa squadra deve fare, passando anche attraverso le difficoltà che ha incontrato in precedenza. Non posso fare finta di non vedere le difficoltà, sarei ottuso nel dire che continuo a fare quello che ho sempre fatto, se poi i risultati non sono gli stessi avuti in passato. Le mie scelte saranno dettate dalla mia professionalità e dalla mia competenza nel trovare soluzioni, e quella è una soluzione. Si può continuare, si può modificare sia a inizio partita che a gara in corso». L’obiettivo resta quello di servire meglio il reparto offensivo, come accaduto proprio in occasione della rete di Zuelli: «Devo trovare delle soluzioni per mettere i nostri attaccanti in condizione di esprimersi nella maniera giusta in fase di possesso. Ad Avellino il gol è venuto da un inserimento senza palla di un centrocampista con l’assist di Artistico, e l’area di rigore era occupata bene a differenza di altre volte».
Sulle gerarchie, a partire da Varas, il messaggio vale per tutti: «Varas gioca quando io ritengo che sia giusto che giochi, ma questo vale per tutti. L’ho inserito perché mi servivano le sue caratteristiche in campo in quel momento». Infine uno sguardo al futuro: «Sono convinto che i grandi progetti e le grandi imprese nascono sempre da grandi sofferenze. Il progetto Padova sicuramente avrà un epilogo positivo, che siano due, tre, quattro o cinque anni. È qui che si forgiano gli uomini, è qui che si forgia il carattere, è qui che si forgia il gruppo».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 11 Seghetti, 20 Bortolussi, 90 Artistico
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Sgarbi, Lovato, Pastina; Carissoni, Varas, Zuelli, Fusi, Cocchi; Artistico, Moro. All. Calabro
SUD TIROL (3-4-2-1): Plizzari; Stivanello, Giorgini, Veroli; Molina, Rispoli, Tonchin, Davi; Vasco Lopes, Zeroli; Okoro. All. Possanzini
Arbitro: Edoardo Manedo Mazzoni (sezione di Prato). Assistenti: Bercigli e Gentile. IV ufficiale: Andrea Calzavara (sezione di Varese). Var: Pezzuto (sezione di Lecce), Avar: Prontera (sezione di Bologna). Diretta tv su DAZN e La B Channel.