Chiesa | Diocesi
La presenza francescana a Padova ha più di un’anima. Tra le piazze del centro storico e la basilica di Sant’Antonio, infatti, si estende un’area che dal santo di Assisi prende il nome, e dove la presenza dei frati non è stata solo spirituale, sin dal medioevo. È l’area della cosiddetta “cittadella francescana”, chiusa nel triangolo tra via San Francesco, via del Santo e via Galilei, dove si trova la chiesa con l’ex convento di San Francesco, sede parrocchiale.
All’origine di tutto fu il volere di una coppia di coniugi illuminati, Baldo Bonafari e la moglie Sibilia de Cetto: nel 1414 con i loro beni realizzarono un luogo dove curare poveri, malati, pellegrini e studenti bisognosi dell’università. Fu questo il primo vero ospedale di Padova, dove operarono e si formarono alcuni degli storici padri della scienza medica. I coniugi Bonafari affidarono questo luogo ai frati francescani Minori o dell’Osservanza, per i quali eressero anche una chiesa con l’annesso convento. Cura dei corpi e cura delle anime, si potrebbe dire.
Nei secoli il complesso ospedaliero crebbe, il convento si allargò tanto da avere tre chiostri, il secondo dei quali, detto di San Francesco, oggi è per tre quarti occupato dalla scuola media Pascoli e conserva 36 lunette affrescate con Storie della vita del santo. Vi è poi Casa Carmeli (1761-63), che prende nome da padre Michelangelo Carmeli che la fece costruire per raccogliere i suoi circa 15 mila testi e tenervi le proprie lezioni di teologia, filosofia e lingue orientali: la splendida sala della biblioteca, interamente decorata da Giuseppe Gru con Scene mitologiche, è pubblica e sede di conferenze.
Di fronte all’ingresso della chiesa di San Francesco, nel tempo ampliata e abbellita di opere d’arte importanti come la Pala dell’Ascensione del Veronese, ma dall’altro lato della strada, si trova invece la splendida Scuola della Carità, sede della Confraternita omonima dedita all’assistenza dei malati, la cui sala di rappresentanza fu interamente decorata da Dario Varotari nel 1579: restaurata, nel 2008 è stata riaperta al pubblico.
E del vecchio ospedale che ne è stato? Secoli dopo fu spostato nell’attuale sede giustinianea, e al suo posto da qualche anno si trova il Musme , il Museo di Storia della Medicina in Padova.
La presenza francescana non è del tutto scomparsa nell’area: i frati Minori, che hanno riconsegnato la parrocchia alla Diocesi di Padova nel 2020, ancora gestiscono due collegi universitari, quello dedicato al beato frate Claudio Granzotto, e il Collegio San Francesco che ha sede tuttora nel primo chiostro del convento, detto di Sant’Antonio. L’attuale parroco don Massimo De Franceschi tiene a mantenere vivo lo spirito francescano nell’area e l’anno scorso, come segno distintivo, davanti alla cappella dedicata al poverello di Assisi all’interno della chiesa sono state poste tre icone fatte a mano: il Crocifisso di san Damiano, santa Chiara e san Francesco.

Fino allo spostamento dell’ospedale nella sede attuale, quello di via San Francesco rimase il principale nosocomio cittadino, dove nei secoli operarono alcuni tra i più importanti medici e professori dello Studio patavino. A ricordarlo c’è oggi, nell’antica sede dell’ospedale, il Musme, il Museo della medicina dell’Università di Padova (per informazioni: musme.it).
Durante l’anno la parrocchia offre momenti di spiritualità agli studenti: quest’anno alcuni sono stati in pellegrinaggio a piedi verso Assisi.