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Torna ad accendersi il Portello a Padova con le luci del cinema galleggiante divenuto ormai un’attesa tradizione di inizio estate. Inizia, infatti, questa domenica – per concludersi il 20 giugno – la nuova edizione del River film festival che taglia il traguardo dei vent’anni mantenendo come coordinata principale la selezione di opere realizzate da nuovi talenti, con particolare attenzione alle cinematografie emergenti e alle tematiche sociali e ambientali.
In concorso ci saranno 137 film provenienti da 34 Paesi, protagonisti dello schermo gigante ancorato come consuetudine alle acque del Piovego. «Abbiamo scelto questa zona di Padova perché allora nessuno avrebbe scommesso su di noi e ci avrebbe concesso una sala – ricorda il fondatore e direttore artistico del festival Emilio Della Chiesa – Ci siamo dunque chiesti quale fosse un luogo che nessuno avrebbe potuto negarci: il fiume, metafora di vita e di libertà». Partita da quell’intuizione, l’iniziativa promossa dall’associazione culturale Researching movie ha aumentato i campi di ricerca sulla settima arte, tradotti poi nel programma delle proiezioni in sezioni che dalle tre originarie arrivano a essere dodici in questa edizione. Nuovi ingressi, infatti, sono i gruppi dei lungometraggi e dell’intelligenza artificiale. Se il primo rappresenta la maturazione del festival, il secondo permette di riflettere su impatti e sperimentazioni di tale tecnologia nel comparto cinematografico, anche grazie ad una masterclass.
«Elaborando il catalogo del festival, ci siamo ad esempio domandati a chi addossare la paternità delle opere realizzate con l’intelligenza artificiale – spiega Della Chiesa – Qui il regista scompare e mutano anche la nomenclatura delle figure professionali, l’intelligenza artificiale si può governare fino ad un certo punto ma poi si dirige dove essa vuole. Ecco perché oggi è importantissima questa sezione, una prima almeno nel nostro territorio».
Le due nuove entrate si affiancano così alle categorie ormai storiche, da quella sulla realtà virtuale – istituita come risposta all’interrogativo sulla direzione intrapresa dallo storytelling con le nuove tecnologie – fino alle scuole di cinema, passando per documentari e animazioni. Non mancano, tra le altre, anche gli sguardi veneti e italiani che lasceranno poi spazio agli Orizzonti internazionali, all’interno dei quali è prevista una serata dedicata al cinema iraniano.
Attenzione, infine, anche al rapporto tra umanità e pianeta grazie al segmento Antropocene, che ha attirato di recente l’attenzione degli organizzatori di un festival brasiliano, a conferma del crescente interesse internazionale per l’appuntamento padovano. «Stiamo trattando un partenariato con loro, che ci hanno chiesto espressamente la sezione incentrata sul clima e sui diritti umani in un periodo storico dove quest’ultimi sono ormai carta straccia – annuncia il direttore artistico – Essere stati individuati per questa tematica ci rende onore e questo riconoscimento ci mantiene in piedi». A fare da cornice alla proposta è stato il recente festival di Cannes, occasione in cui ormai da anni avviene la presentazione ufficiale del programma del River film festival e tassello finale di una presenza della delegazione padovana nelle maggiori manifestazioni del settore, dalla mostra di Venezia – dove si aprono le iscrizioni per la successiva edizione – a Berlino, occasione di scouting e network con autori emergenti.
Il notevole posizionamento internazionale deve però fare i conti in casa in questi anni con grandi sacrifici sul piano economico, data l’attuale assenza di informazioni – ricorda Della Chiesa – sul bando per la promozione dei film (e dunque a favore dei festival) sia nazionale che regionale, oltre alla riduzione già operata da Venezia del budget a disposizione per tale scopo. In attesa dell’incontro informativo con l’assessore regionale e contando intanto sul solo contributo del Comune di Padova, il River apre le sue porte per un mese di cinema nella speranza di non dover – data la delicata situazione – ridurre in futuro le serate che hanno in vent’anni aiutato a dare un nuovo volto al Portello. «I primi anni sembrava una follia portare un festival in una zona caratterizzata da guerra tra bande – conclude il direttore – Il pubblico con il tempo però è cresciuto, ora registriamo il sold out e abbiamo riqualificato l’area».
Presidente di giuria quest’anno è Brigitta Portier, con lei Shin Kim, Alessandro Masi, Dubravka Lakić e Reinhold Jaretzky. La cerimonia di apertura è il 24 maggio dalle 16 alle 20 al Centro culturale Altinate San Gaetano, in via Altinate 71 a Padova.
Le proiezioni del festival sono tutte a ingresso gratuito, programma completo sul sito riverfilmfestival.org. Alcune proiezioni si tengono a palazzo Moroni.