Chiesa
“Uno speciale presidio di prossimità, di vicinanza dentro le sfide di questo territorio”. Così Leone XIV, nell’omelia della messa, ha definito la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a via Marsala, méta della sua visita pastorale di ieri ad una parrocchia romana, la seconda dall’inizio del pontificato. “In esso sono numerosi i giovani universitari, i pendolari che vanno e vengono per motivi di lavoro, gli immigrati in cerca di occupazione, i giovani rifugiati che hanno trovato nella sede qui a fianco, per iniziativa dei Salesiani, la possibilità di incontrare coetanei italiani e realizzare progetti di integrazione”, ha proseguito il Papa, tratteggiando un ritratto della parrocchia che si trova a pochissima distanza dalla Stazione Termini: “e poi ci sono i nostri fratelli che non hanno una casa e che trovano accoglienza negli spazi della Caritas di via Marsala”.
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“In pochi metri si possono toccare le contraddizioni di questo tempo”,
ha osservato il Pontefice: “la spensieratezza di chi parte e arriva con tutte le comodità e coloro che non hanno un tetto; le tante potenzialità di bene e una violenza dilagante; la voglia di lavorare onestamente e i commerci illeciti delle droghe e della prostituzione”. “La vostra parrocchia è chiamata a farsi carico di queste realtà, ad
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essere lievito di Vangelo nella pasta del territorio,
a farsi segno di vicinanza e di carità”, l’appello di Leone: “Ringrazio i Salesiani per l’opera instancabile che portano avanti ogni giorno, e incoraggio tutti a continuare ad essere proprio qui una piccola fiammella di luce e di speranza”.
“Quanto è bello trovarci in un posto dove tutti e tutte sono benvenuti!”, il saluto a braccio prima della messa, durante l’incontro con i rappresentanti della comunità: “Grazie a voi, grazie a questa parrocchia! Il nome stesso – Cuore di Gesù, Sacro Cuore – fa pensare a ciò che significa per noi il simbolo del cuore: simbolo di amore, di carità, di questa generosità dell’amore del Signore che non conosce limiti”. “E proprio questa mattina vediamo persone di tanti Paesi del mondo, tutti radunati qui, che rappresentano questa unità, comunione, e fratellanza, questo vivere insieme, che solo Gesù può fare possibile”, le parole del Papa: “È l’amore di Gesù, è la sua misericordia che ci ha convocato questa mattina. E allora anche io dico: “Grazie Signore, grazie a voi, e benvenuti a questa celebrazione!”. Ai Salesiani e alle Salesiani presenti, Leone ha citato la storia della parrocchia, “cominciando con don Bosco, con i Salesiani, e il mio predecessore che si chiamava anche lui Leone, Leone XIII”: “Viviamo una storia che non è solo del passato. Oggi facciamo storia perché ancora oggi vogliamo vivere questa bellissima tradizione di servizio, di carità, di lavoro con i giovani. Che bello vedere tutti questi bambini qui davanti! Viviamo la gioia della vita: quanto è bello essere vivi, avere questo dono di vita che il Signore ci dà”. Poi il grazie al parroco e a tutta la comunità salesiana, incontrata a casa loro: “è la casa di tutta la parrocchia, di tutti i fedeli, di questo fiume di pellegrini che passano ogni giorno per Termini, per questo punto della città – praticamente il centro città, il cuore della città, e cuore di Gesù. È veramente bellissimo vivere questo spirito non solo del cuore di una città, ma del cuore di Gesù, che è pieno sempre di amore e di misericordia. Una misericordia che si manifesta in tanti servizi, tante forme di carità, di accoglienza, accompagnamento, di vicinanza di Cristo, vicinanza della Chiesa a tutte queste persone”.
“Ancora oggi continuate questo servizio così importante in tante parti del mondo, anche dove c’è la guerra, dove c’è conflitto, dove c’è povertà, dove Gesù vuole essere presente”,
l’omaggio del Papa: “E lo fa per mezzo della vostra comunità e il vostro servizio anche qui a Roma, anche qui in questa parrocchia, anche qui con la Casa generalizia della vostra Congregazione”. “Da ragazzo, prima di entrare negli agostiniani, feci anche una visita alla comunità salesiana”, ha rivelato infine Leone: “Siete arrivati al secondo posto, mi dispiace!”, ha scherzato. “Però forse c’è qualcosa che è rimasto nel mio cuore, anche unito a voi, nella comunità salesiana”, ha aggiunto: “E infatti ho visitato più comunità salesiane che agostiniane in questi primi dieci mesi di pontificato. E quindi vi sono davvero vicino”. “È’ veramente grande – ha concluso – poter celebrare insieme la nostra fede, e sentire nel cuore questa vicinanza ai più piccoli del Regno, a queste comunità che sono presenti qui a Roma, qui in questa zona di Termini, dove voi
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state servendo veramente con molta generosità i giovani, non solo italiani, ma anche stranieri,
creando queste opportunità di servizio, come lo studio dell’italiano. Prima ho detto al professore che farei parte anche io delle sue classi di italiano, che sempre può aiutare!”.