Chiesa
Sfogliando i bollettini parrocchiali… si respira aria di sagre. Un po’ perché si cominciano a trovare le locandine (intorno al 25 aprile, solo per fare alcune esempi, si festeggia il patrono san Marco a Cassola, Celeseo, San Marco di Camposampiero… ); e un po’ perché vengono pubblicati inviti per i volontari in vista di feste e sagre in programma fino al termine dell’estate, ma anche oltre. Tornano gli stand gastronomici, i volontari che corrono sorridenti tra i tavoli, le griglie roventi “dietro le quinte”, le serate musicali, quelle culturali e sportive… e molto altro. Ma quanto lavoro c’è dietro, e dentro, a una sagra? Tanto! Risposta ovvia… Ci sono anche preoccupazioni e fatiche, perché la “macchina della sagra” chiede moltissimo.
Preoccupazioni e fatiche, portate da alcuni parroci, hanno bussato alla porta degli uffici diocesani. Il vescovo Claudio ha deciso di “affrontarle”, dando vita a un tavolo di lavoro – coordinato da don Leopoldo Voltan, vicario per la pastorale – per capire come accompagnare le parrocchie nell’esperienza delle sagre e delle feste. «Il tavolo, per volere del vescovo, ha cominciato a riflettere sul significato pastorale e comunitario delle sagre – spiega Alessandro Perego, responsabile del Servizio amministrativo diocesano – Verrebbe da dire che andrebbero affrontate prima le questioni tecniche e gestionali, che saltano più all’occhio. Ma, in realtà, la prima questione è: perché una parrocchia fa la sagra? Su questo abbiamo coinvolto, in prima battuta, una quindicina di parroci con diverse esperienze di sagre. È stato soprattutto un momento di ascolto. Ce n’è stato poi un secondo allargato ad alcuni rappresentati dei consigli pastorali per gli affari economici e dei “gruppi sagra”; sono stati invitati anche Noi Padova, che rappresenta i circoli parrocchiali, oltre che alcuni coordinatori delle collaborazioni pastorali e pure qualcuno che non organizza la sagra, per cogliere il suo punto di vista. Dal confronto sono emersi alcuni temi, da approfondire ulteriormente, che riguardano il significato pastorale delle sagre. È chiaro il valore che hanno, da tanti punti di vista, per la comunità parrocchiale; allo stesso tempo, però, si è colto il rischio che possano diventare “assorbenti” della vita pastorale».
L’obiettivo del tavolo di lavoro è consegnare alle parrocchie delle linee guida per poter organizzare la sagra – «ciascuno con la propria specificità» sottolinea Perego – valorizzandone l’aspetto pastorale e, allo stesso tempo, affrontando adeguatamente tutti i “fronti” tecnici e gestionali: sicurezza, trasparenza, contabilità, fiscalità… «Su questi aspetti sono stati coinvolti nel tavolo di lavoro in primis alcuni uffici diocesani: i servizi legale, fiscale e assicurativo, l’assistenza contabile alle parrocchie, oltre che un esperto di sicurezza. Partecipano poi anche il Comune di Padova (come rappresentante delle istituzioni), l’ufficio igiene dell’Ulss 6 e il Punto Fism (che già dà supporto alle parrocchie sul fronte della rendicontazione)».
Le linee guida, tenendo conto dei diversi momenti di ascolto, saranno divise in due parti: una pastorale e l’altra legata agli aspetti tecnici. Avranno un formato cartaceo e uno digitale, così da poterlo aggiornare. Si ipotizza che siano pronte per la fine dell’estate, «così da poter essere condivise pubblicamente in autunno ed entrare in vigore il 1° gennaio 2027».
Dall’ascolto dei parroci e di chi è coinvolto nella sagra e in parrocchia, a vario titolo, sono emerse due “anime”: «Da un lato si coglie uno scollamento tra la sagra, spesso gestita da gruppi autonomi, e la pastorale ordinaria. Dall’altro è evidente che questo evento è un “polmone” per la parrocchia, non solo dal punto di vista economico. Pensiamo a tutte le persone che coinvolge, tra cui molti giovani, che magari nel resto dell’anno non partecipano – o lo fanno saltuariamente – alle attività parrocchiali».
Quello delle sagre è, per la Diocesi di Padova, un patrimonio da valorizzare prima di tutto dal punto di vista pastorale. Anche perché i numeri sono consistenti. «Non sappiamo, al momento, quante ne vengono organizzate, ma c’è l’intenzione di fare un censimento. Un dato di cui siamo a conoscenza è legato ai ricavi: nel Rapporto annuale, nella sezione dedicata ai rendiconti delle parrocchie, sono indicate le “entrare per sagre e feste”. Nel 2024 erano 18 milioni e 804.278 euro. Cifra, tra l’altro, in continua crescita dal Covid in poi. Abbiamo chiesto alle parrocchie, per il rendiconto 2025, alcune specificità sul fronte sagre per chiarire ulteriormente la situazione». Queste cifre ci parlano di un “universo” particolarmente esteso in Diocesi di Padova. “Universo” da valorizzare e dotare di tutti gli strumenti perché ogni sagra e festa sia un bell’“evento di Chiesa”.
A febbraio scorso sono apparse sulla stampa locale e nazionale notizie riguardanti la qualificazione fiscale dell’attività di somministrazione di cibi e bevande in occasione di sagre, manifestazioni e altri eventi. Il Servizio amministrativo di enti e parrocchie ha inviato in proposito questa comunicazione: «Le novità fiscali interessano esclusivamente le attività svolte dagli enti del Terzo settore (organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, pro loco…) e non riguardano le sagre, le feste patronali e gli altri eventi gestiti direttamente dalle parrocchie. Questi ultimi, rientrando nell’ambito della sfera istituzionale della parrocchia, restano soggetti alle regole contabili e al regime fiscale finora previsti».
I Servizi amministrativo, di assistenza contabile e di consulenza fiscale sono a disposizione per ogni chiarimento o supporto.

La parola “sagra” (dall’aggettivo sagro, variante antica di sacro) ha come primo significato, secondo il vocabolario Treccani, «celebrazione religiosa in occasione della consacrazione di una chiesa, di un altare o di una immagine religiosa». Altro significato: «festa solenne per commemorare la fondazione e la consacrazione di una chiesa, o il santo patrono di un paese».