Mosaico
Domenica sera nel duomo di Innsbruck, a levarsi verso le volte con affreschi illusionistici, realizzati tra il 1722 e il 1724 da Cosmas Damian Asam, non sono state nuvole d’incenso, ma il profumo della pasta al pomodoro.
Sono state 800 le persone che hanno partecipato a “Pasta per tutti”, cena benefica ideata e promossa dalla diocesi di Innsbruck e dall’istituto italiano di cultura Dante Alighieri. La cattedrale dedicata a San Giacomo Maggiore si è trasformata in un grande refettorio. Lungo la navata centrale una lunga tavolata alla quale gli ospiti della serata hanno preso posto, tra le 18 e le 22, per condividere insieme un piatto di spaghetti al pomodoro, acqua e un bicchiere di vino. “Il tutto accompagnato da riflessioni spirituali, ottima musica e conversazioni ai tavoli”, scrive mons. Hermann Glettler, vescovo di Innsbruck, sul suo account Ig. “Quest’anno commemoriamo l’800° anniversario della morte di san Francesco d’Assisi. Il suo messaggio più importante è: tutti gli esseri umani e tutte le creature sono fratelli e sorelle. Devono vivere in pace e in comunione gli uni con gli altri. Abbiamo voluto mettere in pratica questo messaggio in maniera straordinaria, in collaborazione con l’istituto italiano di cultura”.
L’idea alla base di “Pasta per tutti” è semplice: riunire persone che si muovono in contesti di vita diversi, dando al tempo stesso un segnale di solidarietà e inclusione verso le persone senza fissa dimora che vivono in Tirolo. “Abbiamo voluto favorire l’incontro e creare consapevolezza – scrive mons. Glettler su Ig –. Le persone senza fissa dimora vengono spesso ignorate nella quotidianità. Con la “cena francescana” organizzata nel duomo di Innsbruck diciamo consapevolmente: voi fate parte di questa comunità. Voi fate parte della nostra società. Il diritto ad avere una casa è un diritto umano di tutti. Non dobbiamo abituarci al fenomeno dei senzatetto e degli enormi costi che hanno raggiunto gli alloggi, soprattutto quando solo a Innsbruck ci sono quattromila appartamenti vuoti”.
“Pasta per tutti” non è stata solo una serata in cui si è parlato di solidarietà. È stata anche l’occasione per dare un aiuto concreto. La cena, infatti, era gratuita. Chi desiderava, però, a potuto fare una donazione, che è andata direttamente a beneficio di tre associazioni che si occupano delle persone senzatetto in Titolo: il Verein für Obdachlose (associazione per i senzatetto), l’assistenza sociale della Caritas diocesana e il DOWAS, associazione che dal 1975 si prodiga per offrire alloggi temporanei a chi, per varie ragioni, si ritrova a vivere in strada.
“Pasta per tutti” è stata quindi una serata che ha riunito, sotto lo stesso tempo, incontro e sostegno concreto.
Tutt’altro che casuale, la scelta del numero dei commensali: 800 tanti quanti sono gli anni trascorsi dalla morte di san Francesco.
“La cattedrale – puntualizza il vescovo di Innsbruck – è per noi un luogo speciale. Un luogo di incontro con Dio, ma anche un luogo in cui le persone si riuniscono. Ed è proprio questo che abbiamo desiderato vivere domenica sera: comunità e ospitalità”.
“Ogni persona ha bisogno di un posto, non solo a tavola, ma anche nella società. La cena francescana organizzata nel duomo di Innsbruck ci ricorda le numerose comunioni alla tavola di Gesù, che hanno dato origine a una forte speranza: alla tavola di Dio possono sedersi tutti, anche coloro che sono stati feriti dalla vita. E la sera della domenica del Sacro Cuore questo messaggio è stato trasmesso non con una liturgia solenne, ma con un semplice pasto per 800 persone”.
Alla lunga tavolata apparecchiata nel duomo di Innsbruck si sono sedute, una accanto all’altra, centinaia di persone di diversa estrazione sociale. Dai laureati e a chi ricopre un ruolo pubblico nella società, alle persone senza fissa dimora. Persone che non potrebbero essere più diverse tre loro, per modo di pensare, stile di vita, opinioni politiche, background sociale, visione del mondo. Questo riprendendo lo stile di “Österreich der Runden dun Eckigen Tische” (Austria dei tavoli rotondi e quadrati), iniziativa lanciata nei mesi scorsi sul territorio austriaco per promuovere l’incontro e il dialogo, che ha visto tra i promotori lo stesso Glettler. In un periodo caratterizzato da crescenti tensioni sociali, quale luogo migliore per far incontrare e dialogare le persone, se non una tavola imbandita, dove mangiare e ascoltarsi?
La serata è stata accompagnata dagli interventi di sr. Notburga Maringele, provinciale delle suore terziarie francescane, da anni impegnata in prima linea nell’aiuto agli immigrati e nella difesa dei loro diritti, e di molti altri volti “noti”, tra i quali anche quello di Tobias Moretti, attore austriaco noto al pubblico italiano per aver vestito, tra il 1994 e il 1998, i panni del commissario Richard Moser nel telefilm poliziesco “Il commissario Rex”. “La tavola è il luogo dove ci incontriamo con fiducia – sottolinea Moretti – Questo si vede quando brindiamo, ci guardiamo negli occhi e ci diciamo: mi fido di te e ti auguro salute. A tavola la comunità prende vita. Nutriamo noi stessi e gli altri”.
Ad animare la serata anche la moglie di Moretti, Julia, apprezzata oboista, e Lito Fontana, applaudito musicista, nato in Argentina, cresciuto in Italia e ora residente in Austria, che porta con sé un’emblematica storia di immigrazione, dal momento che è figlio di due migranti italiani, partiti agli inizi degli anni Cinquanta dalla Calabria alla volta dell’America del sud.
“Pasta per tutti”, che nel logo stilizzato richiama la grafica tipica delle birre d’Oltralpe, ha coinvolto e messo in dialogo realtà e culture austriache e italiane. “Abbiamo assistito in queste settimane a un’ondata di sostegno sia da parte di chi partecipa come ospite che di chi si è impegnato in prima persona, così come da parte di istituzioni e aziende – commenta Piero Salituri, presidente dell’Istituto Dante Alighieri –. Si è creata una vivace collaborazione tra Austria e Italia, che riflette lo spirito di questo evento”. Spirito di collaborazione che si è fortificato anche dietro ai fornelli, dove tra gli altri c’erano Philipp Stohner, presidente dell’associazione dei cuochi tirolesi, Markus Niederkofler, chef di Barilla e Sem Ciccioni, del ristorante Il convento. Collaborazione anche nella preparazione della grande quantità di sugo e pasta. La prima parte della cottura è stata fatta nei locali della scuola professionale per il turismo Villa Blancka di Absam. La preparazione dei piatti di pasta al pomodoro è stata quindi ultimata all’esterno del duomo di Innsbruck, dove sono state allestite due cucine da campo della Croce Rossa con tre diversi punti di distribuzione. A servire ai tavoli, infine, sono stati 30 allievi dell’istituto alberghiero Villa Blanka.
“La cena di beneficenza organizzata nel duomo di Innsbruck – commenta il sindaco Johannes Anzengruber – mostra quello che contraddistingue la nostra città: coesione, umanità e comunità”.
“Pasta per tutti” è proseguita, poi, sul piazzale antistante il duomo, dove gli ospiti della cena benefica hanno trovato un ricco programma di intrattenimento con musica italiana, gelato, pizza e vino. E quattro chiacchiere.
Tutto questo mentre, sui pendii delle montagne circostanti, venivano accesi i tradizionali fuochi del Sacro Cuore, antica tradizione a ricordo del voto fatto dai Tirolesi nel 1796, quando di fronte alla minaccia di un’imminente invasione da parte delle truppe napoleoniche, la Dieta tirolese promise solennemente di affidare la terra al “Sacratissimo Cuore di Gesù” e di commemorare questo volto ogni anno.
“Quando oggi innalziamo questo Cuore di Gesù – ha ricordato mons. Glettler nell’omelia della messa per il S. Cuore – facciamo un voto di umanità. Ciò che ci rende umani è un cuore tenero e vivo e non il culto della superiorità, né l’avidità di potere. Avere un cuore umano e mostrarlo esprime vulnerabilità, la capacità di ascoltare e di provare empatia. La festa del Sacro Cuore è un correttivo, un monito profetico, in un mondo che più che mai punta sul potere autoritario e sulla forza militare. L’umanità esiste solo con un cuore compassionevole”.