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Florenne è un piccolo comune belga di poco meno di 11mila abitanti, situato nella parte meridionale della provincia vallona di Namur. Situato su un altopiano collinare. Il suo paesaggio unisce ampie aree boschive e vasti campi agricoli e praterie dedicate all’allevamento, sulle quali sono disseminate tante piccole cappelle rurali, da anni abbandonate alla natura. Di fronte ad una di queste cappelle Tyron Raviaer ci passa davanti tutte le mattine, mentre va a lavorare.
Tyron ha 27 anni. Per lui non è un periodo facile. In seguito ad un fallimento personale si è trovato costretto a vendere parte dei suoi beni. Le preoccupazioni sono tante, ma non c’è tempo per abbandonarsi allo sconforto. Deve pensare alla sua compagna, Dalila Bianconi, che di anni ne ha 25, e al loro bimbo. Occorre quindi rimboccarsi le maniche e trovare un lavoro.
Tyron accetta così un impiego temporaneo in un centro di smistamento rifiuti. Per otto ore seleziona quello che gli altri hanno scartato. L’umore non è dei migliori e lo sconforto è dietro l’angolo. A volte prende al volo uno dei libri che gli passa davanti e lo sfoglia. Il 27enne racconta che un giorno, aprendo un romanzo, rimane catturato da una frase: “Ti proibisco di arrenderti”. Poco dopo vede passare la pagina di un dizionario, su cui legge “firmato dall’Altissimo, Dio”.
Il contratto di lavoro interinale si conclude e l’azienda richiama il giovane belga per affidargli un impiego meglio retribuito. Lungo la strada che percorre per andare sul suo nuovo posto di lavoro Tyron passa davanti alla cappella abbandonata che aveva già visto qualche tempo prima. Ma questa volta la osserva con occhi diversi. La mente non è più presa dalla preoccupazione di garantire la sopravvivenza alla propria famiglia. E lo sguardo allora si apre. Tyron sente nascere il desiderio di “fare buone azioni”, di dare una forma alla sua fede. Qualcosa di più concreto dei tanti contenuti cristiani che vede scrollando i social network. La piccola cappella rurale di Florennes gli offre la risposta che stava cercando. Ne parla con Dalila, ci pensa a lungo, scatta delle foto per capire qual è la situazione e cosa è necessario fare. Poi la quotidianità prende il sopravvento. Il lavoro e gli impegni familiari fanno accantonare il progetto. Fino ad un venerdì della scorsa estate quando Tyron decide di buttarsi. “Domani andiamo a pulire la cappella”, dice a Dalila, che appoggia subito l’iniziativa.
Senza pensarci su due volte il giovane carica sull’auto un lenzuolo, un po’ di materiale per le pulizie e alcune decorazioni. Nessun grande progetto o budget, solo un desiderio: restituire a quella cappella la sua originaria bellezza e dignità.
Quel primo intervento viene documentato con un video in time laps, che viene condiviso a fine luglio sugli account social “Une chapelle à la foi”, divenendo in poco tempo virali. Oltre 635mila le visualizzazioni su TikTok, oltre 119mila su Instagram.
Un nome, “Une chapelle à la foi”, che nasconde un gioco di parole in francese tra “à la fois” (contemporaneamente, allo stesso tempo) e “la foi” (la fede).
“Ho filmato la pulizia di una cappella dimenticata vicino a casa mia – racconta oggi Tyron – nella regione di Florennes, un piccolo luogo ricco di storia, invaso dalla polvere e dall’oblio. Volevo semplicemente restituire un po’ di dignità a un luogo che l’aveva persa. Non immaginavo che questo video avrebbe toccato così tante persone. In pochi giorni sono arrivate centinaia di migliaia di visualizzazioni, messaggi di persone commosse, testimonianze sulla storia di queste cappelle, offerte di volontariato e, soprattutto, una domanda: come posso aiutare?”. Tyron e Dalila decidono di avviare una raccolta fondi. Ad oggi sono arrivati 5.580 euro sui 7mila che sono il traguardo fissato dai due giovani belgi. “Queste cappelle fanno parte del nostro patrimonio comune, sia che appartengano a comuni o a proprietari privati, che spesso non hanno né il tempo né i mezzi per mantenerle – spiega Tyron –. Ogni donazione servirà concretamente per l’acquisto di materiale per la pulizia e il restauro, fornitura per piccole riparazioni, spese di viaggio per raggiungere le cappelle in tutta la regione e, a lungo termine, per attrezzature che permettano di intraprendere restauri più importanti”. Tyron annuncia che, una volta conclusa la raccolta fondi, sarà costituita ufficialmente un’associazione senza scopo di lucro che accompagnerà il progetto, in modo che ogni futura donazione sia gestita con tutta la trasparenza e il rigore che merita. I video postati sui social servono per documentare come vengono impiegati i fondi e l’impatto che ciascun intervento ha sul campo.
“Per molto tempo – spiega Tyron e Dalila su Ig – abbiamo parlato di queste cappelle che incorniciano le nostre valli, spesso dimenticate nonostante la loro storia e la loro bellezza. Poi un giorno, andando a lavorare e passando davanti a una dii queste cappelle Tyron si è fermato e si è detto “Perché non dare loro la bellezza che meritano?”. Questa semplice idea è diventata una vera avventura. Il nostro obiettivo è preservare l’eredità, riportare vita a questi luoghi di riflessione, far crescere la consapevolezza riguardo la loro storia, e, soprattutto, risvegliare nei residenti il desiderio di riconquistare l’orgoglio di vedere la loro cappella pulita, accogliente e rispettata”.
“Ogni intervento viene eseguito con il massimo rispetto – aggiungono –. Dietro ad ogni pulizia, ci sono ore di lavoro, pazienza e il desiderio di dare a questi luoghi un po’ della bellezza che meritano. Speriamo anche di incoraggiare altre persone, amministrazioni comunali o proprietari, a prendersi cura di questo patrimonio che fa parte della nostra storia. Attraverso il nostro account Ig si possono scoprire i nostri nuovi restauri, la storia delle cappelle che incontriamo, le foto del prima e del dopo e ogni bella sorpresa che questa avventura ha in serbo per noi. Perché preservare il nostro patrimonio è anche condividere un’eredità con le future generazioni”
Finora Tyron e Dalila hanno ridato vita a sei cappelle abbandonate. Partiti da Florennes, comune in cui è iniziato il progetto, la coppia di giovani belgi si è spostata a Couvin, dove hanno sistemato la cappella di Sainte Barbe.
“Quando abbiamo aperto la porta – raccontano su Ig – abbiamo scoperto un posto purtroppo squattato, occupato abusivamente e degradato, con decine di lattine e rifiuti sparsi per terra. Una chiesa è soprattutto un luogo di contemplazione, memoria e preghiera. Non è un luogo destinato all’abuso di alcol o a pratiche che possono mettere in pericolo la salute. Con il permesso della municipalità abbiamo deciso di agire. Abbiamo pulito il locale e messo un po’ di ordine. Ma questo è solo l’inizio. Contiamo di tornare per imbiancare i muri e mettere dei bei fiori, per restituire a questo luogo la bellezza e la dignità che merita”.
Tyron e Dalila sono intervenuti anche a Doische, dove hanno ripulito la cappella di Notre-Dame aux Neiges. Una piccola cappella in collina, dove ogni anno si fermavano le processioni, specialmente durante le rogazioni. Ma col passare del tempo ha subito gravi danni. Un ramo ha perforato il tetto, l’edera ha invaso gradualmente le mura e l’interno della cappella era coperto di fieno, foglie morte e vegetazione. “Siamo intervenuti per fare un primo intervento – spiegano Tyron e Dalila su Ig – rimuovere l’edera, tagliare il ramo che ha bucato il tetto e pulire l’interno della cappella, che era anche molto umido. Abbiamo già avuto un primo contatto con l’ufficio patrimonio e attualmente stiamo aspettando l’accordo necessario per poter andare avanti e agire concretamente per restituire a questa cappella la sua originaria bellezza. Una cappella può sembrare dimenticata… ma finché vi sono persone a ricordarla, la sua storia continua”.
Altri interventi minori su edicole votive e piccoli oratori dimenticati lungo le strade rurali e i boschi sono stati sistemati nei villaggi circostanti al distretto di Pilippeville.
Il raggio d’azione dei due giovani si sta espandendo grazie alle segnalazioni degli stessi utenti sui social, che indicano alla coppia i luoghi sacri della Vallonia più bisognosi di interventi urgenti.
E poi il racconto social torna a Florennes, lì da dove tutto è partito. “Prima di condividere le foto della nostra pulizia, volevamo tornare indietro di qualche anno. Questa piccola cappella non è stata sempre abbandonata. Nel corso degli anni diverse persone se ne sono prese cura. Tra loro i proprietari del terreno su cui sorge. Anche se non è loro, hanno scelto di prendersene cura per rispetto verso le generazioni future. Hanno tenuto pulito la zona circostante e hanno pure ricostruito tutto il tetto per preservare questo luogo pieno di storia. Un gesto generoso, fatto senza alcun obbligo, semplicemente perché non volevano vedere svanire questa piccola pietra miliare del nostro passato. Grazie a loro questa cappella è riuscita a sopravvivere nel tempo. Fino a quando la manutenzione è stata interrotta e i rifiuti si sono accumulati, facendo perdere a questo posto il suo originario splendore. Il nostro obiettivo non è di eseguire lavori di ristrutturazione, ma di ripristinare l’ordine, pulire e restituire a questi luoghi la loro dignità, e far sì che gli abitanti vogliano fermarsi di nuovo. Perché una cappella non è solo un edificio. Essa racconta la storia di un villaggio, dei suoi abitanti, delle sue tradizioni e della sua fede”.
“Questo progetto – sottolinea Tyron – non ha alle spalle una grande organizzazione. Siamo solo io, la mia compagna Dalila, il nostro piccolo tesoro, la mia videocamera e la voglia di preservare ciò che merita di essere preservato. Se c’è una cosa che abbiamo imparato da questa avventura è che ogni gesto, ogni sforzo, può cambiare tutto. Vogliamo portare avanti questo progetto il più lontano possibile e restaurare, se Dio ce lo permetterà, almeno centinaia di cappelle”.