Idee
Centomila alloggi: è questa la cifra tonda che il Governo persegue come nuove costruzioni per soddisfare la fame di casa che ha attualmente soprattutto chi non dispone di grandi patrimoni e redditi. Non saranno i 350mila alloggi sorti con il mitico Piano Fanfani negli anni Cinquanta, ma comunque stiamo parlando di un obiettivo ambizioso. Il problema più grosso è la solita distanza tra il dire e il fare. Provocata dalla solita domanda: chi ci metterà in soldi per costruirli? Stiamo parlando di svariate decine di miliardi di euro, facendo i conti un tanto al chilo perché una cosa è costruire in periferia a Campobasso, un altra nel semicentro di Milano. Ci sono soldi che potrebbero arrivare dall’Unione Europea, conscia di un problema che è sentito in Italia, grave in Germania, gravissimo ad esempio in Olanda. Ma è chiaro che, senza il coinvolgimento dei capitali privati, non si innalzerà una gru nei cieli italiani. Di regola però i capitali privati (che ci sarebbero) si muovono se c’è profumo di remunerazione: casi analoghi in scala minore parlando di guadagni tra il 4 e l’8% dei capitali investiti. E poi chiarezza di norme e regolamenti, per non finire ogni quarto d’ora dentro qualche inchiesta giudiziaria. Ma qui si entra nella palude della realtà, che rischia di avvolgere il progetto. Anzitutto dove servono codesti alloggi. Non certo nell’Italia che si sta spopolando, Basse padane e montagne appenniniche. L’urgenza è particolarmente sentita in certe città: Milano in primis, poi Bologna, Firenze, Roma, Verona… insomma laddove i prezzi del metro quadro puntano decisamente verso l’alto, così alto che fette intere di popolazione non possono permettersi un bilocale, figurarsi qualcosa di più per una famiglia.
Il mix tra la bellezza del luogo, la presenza di affollate sedi universitarie, l’attrattività lavorativa e la pressione turistica – decine di migliaia gli alloggi convertiti a locazione turistica – fa sì che appunto ci siano diverse città italiane sempre più “inarrivabili”. Lì bisognerà anzitutto muoversi, ma con modalità che tengano sotto controllo da una parte il valore del metro quadro (sennò…), dall’altra la speculazione immobiliare, infine le regole per assegnare proprietà e locazioni. I tecnici di vari ministeri ci stanno lavorando. Una modesta proposta che avanziamo è quella di… copiare, che è sempre una bella idea. Ad esempio cosa sta facendo lo Stato britannico per promuovere un’edilizia agevolata attorno a Londra, città impossibile quanto a prezzi delle case, dove un bilocale a Heathrow (20 km dal semi-centro) non si trova a meno di 350mila euro nemmeno nei sogni. Ma qualcosa – anzi molto – va fatto. Tra l’altro, sarebbe ossigeno puro per il settore edilizio, ormai sempre più lontano dai fasti del superbonus 110%.