Mosaico
È una kermesse diffusa quella che prende avvio in questi giorni a Piove di Sacco, che per l’occasione si veste di atmosfere degne di un sogno ad occhi aperti. «Il nome del festival, “Picinin”, è stato pensato in relazione alle altre importanti manifestazioni a cui lavoriamo, come “Scene di paglia” e “Chronicae”, e in quanto capace di rievocare il mondo dell’infanzia con un termine nostro dialettale – spiega l’assessora alla cultura e servizi sociali Paola Ranzato – Coccola sicuramente il target dei bambini ma rievoca anche nei più grandi i ricordi di una volta».
Nei weekend dal 9 al 24 maggio, spazio dunque a spettacoli, magia e teatro circense, oltre a camminate letterarie incentrate sui diversi capitoli della storia senza tempo del burattino Pinocchio; il tutto non solo nel centro storico del Comune, ma soprattutto nelle sue quattro frazioni. «Il festival è partito proprio da una richiesta di queste ultime – continua Ranzato – Come molte persone dai Comuni limitrofi confluiscono a Piove così la vita di molti nostri residenti si riversa qui; con la proposta di “Picinin” tendiamo invece ad allargare il centro a un territorio più vasto, come succederà anche con la ripresa della tradizione del cinema estivo all’aperto. Anche quest’ultima sarà una proposta non riservata ai residenti delle frazioni, ma itinerante in quei posti dove la cittadinanza può ritrovarsi. Ringrazio dunque anche le parrocchie che con entusiasmo mettono a disposizione i loro spazi».
Al debutto quest’anno con la prima edizione, “Picinin” è stato realizzato con la collaborazione, nella parte logistica, dell’associazione Nuova scena – a cui da anni è affidata la gestione per conto del Comune del teatro Filarmonico – ed è finanziato per gran parte dal progetto “ComeQuandoFuori Piove”. «Quest’ultimo ha permesso di intervenire su tante attività culturali, sociali e legate al commercio, sempre in relazione alle fasce più giovani della popolazione – conclude Ranzato – È un bando a cui abbiamo partecipato nel 2021 ma da cui siamo stati ripescati come graduatoria alla fine dello scorso anno a seguito di alcune rinunce di altri Comuni essendo il progetto stato strutturato sul periodo post pandemico. Noi, invece, l’abbiamo accolto e riadattato per quanto possibile alla situazione attuale».
Affidandosi all’alta qualità degli spettacoli e artisti protagonisti di questi due fine settimana di maggio, il Comune auspica per il futuro del festival “Picinin” una capacità a camminare autonomamente, una volta prese le misure grazie all’attuale programma a cui è affidata la missione anche di rigenerazione del legame tra generazioni. Un obiettivo da raggiungere tramite le arti performative ospitate proprio nei luoghi di una quotidianità articolata tra il verde delle campagne e l’intimità delle frazioni.
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