Fatti
A Pieve del Grappa “lo spauracchio” di un’antenna 5G per le telecomunicazioni alta 29 metri sta agitando gli oltre cento cittadini del comitato “Antenna Pieve del Grappa”, nato a inizio agosto quando ha preso avvio un cantiere, lungo via Montenero, in suolo privato inizialmente dalla natura ignota. «Nel giro di pochi giorni abbiamo compreso quello che si sarebbe costruito e, dopo esserci rivolti in Comune per capire come mai nessuno sapesse qualcosa, abbiamo appreso dal sindaco come nemmeno l’amministrazione ne fosse a conoscenza – ricorda il portavoce Giacomo Savio – Dopo poco siamo stati convocati per la presentazione del Piano antenne del 2024 che, contenendo già le aree individuate in precedenza, risultava dunque non pertinente con questa installazione frutto della trattativa tra un privato e la ditta Cellnex».
Il portavoce ricorda poi come si sia scoperto in seguito che i lavori previsti da tale accordo fossero stati approvati dall’ufficio tecnico comunale già nel mese di maggio, in tempo – denuncia – per consentire all’amministrazione di prendere in mano la situazione. «Rivendichiamo dunque un malfunzionamento che ha portato i responsabili del primo a non comunicare questa richiesta di costruzione al sindaco, il quale riteniamo non possa non essere informato di determinate e particolari situazioni».
Dalla sede municipale il sindaco Annalisa Rampin chiarisce la vicenda, ricordando inoltre i successivi tentativi per trovare un’alternativa, riconosciuti anche dal comitato: «Ribadiamo che si tratta di un’iniziativa privata situata su area di proprietà privata, per la quale l’intero iter autorizzatorio è stato svolto dai competenti uffici nel pieno rispetto della normativa vigente. Nei mesi scorsi l’amministrazione ha inoltre effettuato tutti gli approfondimenti possibili, coinvolgendo anche il gestore, per verificare la possibilità di individuare una diversa collocazione della struttura. Gli esiti, purtroppo infruttuosi, di tali valutazioni sono stati illustrati in modo completo e trasparente durante l’incontro pubblico al quale hanno partecipato cittadini e rappresentanti del comitato».
Ora – mentre il cantiere prosegue e viene sorvegliato, ricorda Savio, da un custode per evitare il ripetersi di danni da cui il comitato si è prontamente dissociato – sembrano rimanere ancora senza risposta alcuni interrogativi. Oltre a chiedersi il perché un’opera considerata di pubblica utilità debba essere realizzata in un terreno privato – con i vantaggi derivanti a beneficio del singolo mentre alla comunità verrà chiesto di sostenere le spese e i controlli – gli iscritti pensano agli effetti di un’antenna posta in una zona densamente popolata. «La nostra preoccupazione è legata alla salute e, per questo, abbiamo proposto un incontro con una ricercatrice dell’istituto indipendente Ramazzini dai cui studi è emerso come già con la tecnologia 4G siano stati trovati nelle persone formazioni di tumori rari» ricorda Savio. A questi dubbi prova a rispondere la prima cittadina ricordando le valutazioni degli organi competenti: «L’amministrazione si attiene al parere favorevole espresso da Arpav, ente competente in materia di emissioni elettromagnetiche, e supportato inoltre da una specifica nota dell’Ulss2 acquisita a seguito di una richiesta presentata da un privato cittadino. Questa ha fornito un quadro esaustivo circa la valutazione degli aspetti sanitari, confermando la conformità ai limiti e agli standard a garanzia della tutela della salute anche nel caso di soggetti vulnerabili».