Mosaico
La devozione della comunità di Pontelongo per Maria nella Festa del Voto trova ulteriore testimonianza nella ritrovata mostra fotografica che riprende dalla sua ventottesima edizione dopo alcuni anni di sospensione. Nella sede Palestrina del patronato, gli scatti scelti dai componenti dell’Archivio storico fotografico di Pontelongo saranno visibili, dopo l’inaugurazione di sabato 2 maggio alle 19, tutte le domeniche di maggio (orario 10-12; 16-19) consentendo di ripercorrere tre momenti: oggi 2026, ieri 1976 e l’altro ieri 1926.
In occasione della ricorrenza religiosa, giunta all’anniversario numero 350, “Immagini del Voto” ripercorre le tappe principali della storia di Pontelongo che, se un secolo fa vide una fase di crescita con anche l’inaugurazione dello zuccherificio, cinquant’anni dopo iniziò a sentire gli effetti dell’emigrazione trovando però nella festa di inizio maggio una rinnovata consapevolezza della propria identità. «Mai si erano viste, né si videro poi, tante manifestazioni religiose e civili, come in quella “settimana fausta e memorabile” organizzata da monsignor Valentino Caon per la parrocchia e dal sindaco Adriano Comunian come presidente del comitato civico», ricorda Gian Luigi Bertaggia, un membro del gruppo Archivio storico fotografico, evidenziando anche come allora venne ripresa l’usanza della costruzione del ponte di barche sul Bacchiglione rievocato quest’anno con il noleggio di una chiatta. «Negli ultimi cinquant’anni molte cose sono cambiate nel mondo, in Italia e a Pontelongo; il desiderio di portare avanti la tradizione è arrivato quasi intatto fino ad oggi. La crisi demografica in atto porta a uno scarso rinnovo dei volontari che un po’ alla volta ci lasciano per età o malattia. Forse bisognerà inventare nuove forme di partecipazione».
Per il 2026 la mostra non si esaurisce all’interno del patronato, ma proprio questa domenica troverà spazio anche lungo il percorso della processione, con cinque scatti del 1976 e altri a ricordo dei parroci che hanno guidato la comunità di Pontelongo.
Alla rinnovata tradizione della mostra guardano con speranza i componenti dell’Archivio fotografico fondato nel 1993 da alcuni appassionati locali. «Speriamo che questa mostra sia l’occasione per stimolare l’inserimento di nuovi volontari, possibilmente giovani – conclude Bertaggia – indispensabili per gli impegni organizzativi delle mostre e, soprattutto, per procedere alla digitalizzazione del materiale già raccolto sia per una sicurezza nella conservazione, ma anche per facilitare ricerche e studi mirati. Per raggiungere ciò, deve continuare la collaborazione con l’amministrazione comunale che, negli anni, ha assicurato la disponibilità di spazi e dei mezzi sufficienti per l’attività».