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È dedicato a un tema delicato e molto attuale il seminario proposto dal conservatorio Pollini di Padova e in programma nelle giornate del 20 e 21 febbraio presso il foyer dell’auditorium . “Creare il pubblico di domani. Formazione, partecipazione e professionalità per l’audience development nella musica strumentale in Italia”, è il titolo dell’iniziativa, promossa nell’ambito del dottorato di interesse nazionale in Artistic research on musical heritage del Conservatorio e sarà un confronto interdisciplinare sullo sviluppo dei pubblici della musica classica, con esponenti di rilievo sia della parte artistica che di quella organizzativa, insieme a ricercatori e studiosi.
Un team di professionisti riunito a Padova per poter affrontare – per la prima volta in Italia e in un convegno aperto al pubblico – le sfide e le necessità odierne delle istituzioni musicali.
«La novità per i conservatori – afferma Elio Orio, direttore del Pollini – è la presenza dei dottorati dall’anno scorso. Dal 1999 siamo equiparati all’università, mancavano i dottorati che grazie al Pnrr abbiamo potuto attivare in consorzio con altri conservatori, capofila quello di Castelfranco. Qui al Pollini abbiamo attivato quattro dottorandi, due l’anno scorso e due quest’anno in ambiti diversi rispetto a quelli presenti all’università». Gli ambiti di ricerca riguardano infatti la valorizzazione del patrimonio bibliotecario, la performance e l’audience (del dottorando Luigi Nannetti, che cura anche il convegno del 20-21 febbraio), le nuove tecnologie e l’esercizio musicale.
«Il seminario – spiega Luigi Nannetti – è rivolto principalmente a chi è interessato alla musica classica dal vivo, ma l’attenzione di teatri, luoghi istituzionali e conservatori è sempre più rivolta al rinnovamento del pubblico. Dopo il Covid c’è stata una ripresa della musica classica dal vivo, il problema è che resta sempre un ambito di nicchia sia per età che da un punto di vista sociologico. Sempre più quindi si cerca di lavorare nel creare dei profili specializzati con competenze variegate, che vanno da quelle psicologiche e pedagogiche a quelle musicali naturalmente, al marketing fino alle capacità progettuali». Il convegno intende contribuire al rilancio del dibattito italiano sull’audience development, proponendo una visione in cui la qualità artistica e la capacità di generare partecipazione, senso e appartenenza siano elementi inscindibili per il futuro della musica. «Già una trentina gli iscritti – afferma Aldo Orvieto, supervisore alle attività di ricerca – a prova che c’è interesse per questi aspetti e per questi temi. Sono studenti del Conservatorio che forse vogliono anche saperne di più su queste figure professionali del futuro. La musica classica sta vivendo un profondo cambiamento nel suo rapporto con la società, è necessario quindi aprirsi a nuovi orizzonti, fare ricerca, valorizzare».
«Al di là della vendita dei biglietti – aggiunge Nannetti – è interessanti cercare di capire e misurare l’efficacia delle azioni. Quali obiettivi ci si pone, si riesce a creare un pubblico nuovo? Chi viene a un evento si affeziona poi alla musica, partecipa ad altri eventi? Queste sono un po’ – semplificando – le domande che ci poniamo nella ricerca che stiamo portando avanti». «All’estero – sottolinea il direttore del Pollini – si fa già molto, e da molto tempo, si studia e si fa molta ricerca in questo ambito. In Italia ci stiamo muovendo, e questo convegno è un punto di partenza molto importante».
A parlarne sono stati invitati nomi di spicco:
Nella prima giornata ( dalle 10 alle 13 e poi dalle 14.30 alle 17.30) Il maestro Maurizio Baglini, pianista, porterà il punto di vista di concertisti contemporanei sul tema dell’audience development con particolare attenzione al rapporto tra interpretazione, progettazione artistica e nuovi pubblici. Valerio Vicari, direttore artistico Roma Tre Orchestra e futuro direttore artistico del teatro Verdi di Trieste parlerà di gestione del budget, business management e relazione con il territorio nella progettazione e realizzazione delle azioni connesse alle stagioni concertistiche.
Alberto Castelli, direttore Marketing comunicazione e sviluppo Fondazione Orchestra sinfonica e corso sinfonico di Milano Giuseppe Verdi porterà l’esperienza del progetto che ha recentemente ottenuto il primo premio Ezio Bosso alla Divulgazione musicale. Francesca Lambertini di BAM! Strategie musicali Bologna, infine chiuderà la prima giornata di convegno con la presentazione di alcuni casi studio e un’attività laboratoriale.
La seconda giornata invece si svolgerà solo la mattina, dalla 10 alle 13 con Marco Mangani, presidente Società italiana di musicologia, docente e coordinatore del progetto “Invito alla musica” Orchestra della Toscana che terrà un focus sulle competenze musicologiche coinvolte nell’audience development a partire dall’illustrazione del progetto “Invito alla musica” e del master universitario dedicato ai processi educativi nella musica dal vivo. Segue poi un intervento di Filippo Juvarra, direttore artistico di Amici della musica Padova che parlerà di evoluzione dei meccanismi di gestione delle stagioni musicali e trasformazione del ruolo del direttore artistico nei decenni. Si chiude con una tavola rotonda dal titolo “Come è cambiata, negli ultimi decenni, la valutazione della qualità e dell’efficacia delle progettazioni nei meccanismi di assegnazione dei contributi pubblici per le istituzioni concertistiche in Italia?”.
Per info:
Conservatorio di Musica “Cesare Pollini” – via Eremitani, 18 – Padova . Tel. 049-8750648 www.conservatoriopollini.it