Idee
Ci sono storie di famiglie normali che, nella loro normalità, compiono scelte straordinarie. È quanto successo nella vita matrimoniale di Pierluigi Vergati e Giovanna Milani, sposi di Rubano e genitori di tre figli, che hanno aperto le braccia, il cuore e la porta di casa a Hui Huang, bimbo di origine cinese con la sindrome di Down.
«Da sempre come famiglia frequentiamo gli spazi dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio (Opsa) di Sarmeola, struttura che si trova vicino alla nostra casa, ed è lì che lo incontrai per la prima volta una decina d’anni fa – racconta Giovanna Milani, 53 anni, vicepresidente della società di pallavolo Volley Eagles – Hui viveva lì da quando aveva poco meno di un anno, seguito dagli operatori e dal personale religioso. Andavo talvolta a trovarlo, anche con Luca, il mio figlio più piccolo che ha la sua stessa età. Quando Hui arrivò all’età di sei anni, si presentò la necessità di iscrivere il bambino a scuola; così, su invito di un’amica che lavorava all’interno della struttura, mi resi disponibile ad accompagnarlo e a seguirlo nel percorso scolastico: incominciò con due anni di scuola materna perché faticava a stare al passo con i compagni della sua stessa età alla primaria».
Il ragazzo, infatti, che oggi ha 17 anni, fin dalla nascita presenta problemi di salute, tanto da essere ricoverato nell’ospedale di Cittadella dove era nato e dove rimase fino ai nove mesi di vita; i genitori naturali non se la sentirono di crescerlo, per questo venne affidato a un tutore. «In quegli anni in cui lo seguivo nell’istruzione, il nostro legame cresce, nonostante i suoi bisogni quotidiani e l’autonomia ridotta; saltuariamente trascorre momenti con tutta la famiglia durante qualche pranzo domenicale o nel periodo natalizio – prosegue ancora Giovanna – Era affettuoso, amava gli abbracci: ricordo che la prima parola che disse fu “coccole”, la seconda “schiacciami”. Poi è arrivato il tempo del Covid che per noi, so che è strano a dirsi, è stato una benedizione. Hui viveva ancora all’Opsa e ci vedevamo solo in collegamento video: ogni volta era una sofferenza per entrambi il non potersi incontrare di persona. Così un giorno dissi a mio marito che sarei andata a prenderlo per portarlo a casa. Lo feci, nonostante il personale mi disse che non avrei potuto riportarlo in struttura, poiché erano i giorni in cui le strutture sanitarie erano protette dagli ingressi esterni. Ringrazio ancora il dott. Antonio Busato, primario di allora, e il direttore, don Roberto Ravazzolo, per aver compreso la straordinarietà della situazione ed esserci venuti incontro».
Il ragazzino viene così accolto dai coniugi per diverso tempo, ma anche dai figli Sofia, oggi 26 anni, Chiara, 23, e Luca, 17, che non ci metteranno molto a considerarlo loro fratello; Luca, addirittura, cederà la sua cameretta e la stessa famiglia si trasferirà per un periodo in un’altra casa per adeguare gli spazi interni al nuovo arrivato. «A questo punto con mia moglie decidiamo di chiedere l’affido di Hui e di lì a poco, anche l’adozione – racconta Pierluigi Vergati, 54 anni, titolare di un’azienda che realizza ascensori, conosciuto a Rubano anche per essere stato presidente del consiglio comunale nella precedente amministrazione – Sono iniziati lunghi dialoghi con il Tribunale dei minorenni e firme di documenti ma ora, finalmente, Hui è nostro figlio a tutti gli effetti, noi i suoi genitori».
Il ragazzo frequenta oggi il primo anno di un istituto superiore di agraria e, piano piano, è divenuto più autonomo. Ama la pallavolo, sport che pratica il fratello e in cui è impegnata professionalmente la mamma, andare ai concerti e mangiare la pizza. Giovanna e Pierluigi li chiama mamma e papà. La strada coraggiosa intrapresa da questa coppia, sposata da ventinove anni e conosciutasi in parrocchia, non è esente da percorsi accidentati, legati ai bisogni di salute di Hui e all’impegno di seguirlo quotidianamente, sottraendo tempo ed energie alla stessa vita coniugale; il futuro coincide con il presente ma, come loro stessi sottolineano, le difficoltà sono ricambiate dall’amore che il ragazzo riversa su di loro, con abbondanza. La gioia ripaga i sacrifici.
E la fede, nella scelta di Giovanna e Pierluigi, non ha un ruolo secondario: «Siamo cresciuti respirando intorno a noi l’accoglienza, attorniati da persone, anche religiose, che hanno dedicato la vita al prossimo, per questo ci è sembrato naturale agire come abbiamo fatto – conclude Pierluigi, sottolineando che questo Natale lo trascorrono tutti insieme, in famiglia, attorno al grande tavolo di casa – Le domeniche mattina Hui vuole andare a messa con me, spesso ci rechiamo nella chiesa dell’Opsa, nel luogo dove per tanti anni ha frequentato le celebrazioni; conosce bene i vari momenti della liturgia, è molto attento nel seguirne i passaggi. C’è stato anche un periodo in cui non voleva più recarsi nella struttura, temeva che lo lasciassimo e ce ne andassimo; poi, invece, ha capito che l’avremmo riportato sempre con noi, così oggi ci va volentieri e saluta persino qualche vecchio amico. Ora, attendiamo con speranza il suo battesimo che, non appena possibile, dovrebbe essere celebrato dal nostro vescovo».
Come passa questo Natale la famiglia Vergati? Tutti insieme, attorno al grande tavolo di casa.
E per il 2026 una bella gioia: «Attendiamo con speranza il battesimo di Hui che dovrebbe essere celebrato dal nostro vescovo Claudio».