A volte ai miei studenti sembra impossibile che, quando avevo la loro età, non esistessero ancora i cellulari: «Ma come facevate a comunicare?». E allora aggiungo che non c’era neanche internet, né siti né e-mail. I vicari foranei dovevano avere un fax collegato al telefono della canonica, così gli uffici diocesani potevano comunicare velocemente con il territorio. Negli ultimi decenni gli strumenti della comunicazione sono cambiati moltissimo e quelli di oggi sono anche molto più potenti: abbiamo un’infinità di possibilità. Penso, ad esempio, alla Settimana biblica, per la quale abbiamo appena preparato diversi materiali: una locandina in pdf da stampare e affiggere alle porte della chiesa, un file con il programma completo, una brochure in formato smartphone condivisibile tramite qualunque piattaforma di messaggistica. Tutto è disponibile sul sito dell’Ufficio per l’annuncio e la catechesi, che vi invito a visitare. Se le possibilità di comunicare non sono mai state così ampie, c’è però un aspetto su cui facciamo ancora fatica. Non mi riferisco al mondo della comunicazione in generale, ma più specificamente al nostro ufficio diocesano: spesso la comunicazione sembra funzionare solo in un verso. Mi spiego: riusciamo abbastanza bene a far conoscere le proposte dell’ufficio; facciamo invece più fatica a ricevere notizie dalle parrocchie. Nelle comunità ci sono iniziative bellissime, percorsi formativi, momenti di preghiera, proposte per i genitori, soluzioni a difficoltà che molti condividono. Spesso, però, tutto questo rimane confinato alla singola parrocchia. Ed è un peccato, perché abbiamo una ricchezza grandissima che merita di essere condivisa. Per questo, con semplicità, vogliamo metterci a disposizione. Grazie all’aiuto dell’Ufficio per le comunicazioni sociali, abbiamo la possibilità di far conoscere un po’ di più tutto il bello che c’è nelle nostre comunità. Non siate timidi!