Chiesa
Un augurio «cordiale e fraterno» che si intreccia con il cammino della Quaresima cristiana, nel segno di una ricerca comune della volontà di Dio. Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, ha inviato un messaggio ai fedeli musulmani che vivono nel territorio della Diocesi in occasione dell’inizio del Ramadan, sottolineando come la fede debba farsi strumento di incontro, specialmente per le nuove generazioni. Nel testo, il Vescovo ribadisce come il dialogo interreligioso e la testimonianza di chi ci ha preceduto abbiano reso evidente un concetto fondamentale: «È volontà di Dio la pace e la fraternità tra i popoli». In questo contesto, aggiunge mons. Cipolla, le diverse confessioni non sono chiamate solo a una convivenza pacifica, ma hanno il compito attivo di «custodire e diffondere i santi semi di questa fraternità».
Il cuore della riflessione del presule si sposta poi sui giovani, descritti come soggetti fragili ma cruciali, immersi in un contesto sociale complesso e spesso contraddittorio. Mons. Cipolla evidenzia la fatica di crescere in un mondo dominato da un «sovraccarico di stimoli» che rischia di spingere i ragazzi verso l’isolamento. Il rischio concreto, avverte il Vescovo, è che i giovani finiscano per «chiudersi in loro stessi o in piccoli gruppi sicuri che però non li aiutano a crescere attraverso il confronto e il dialogo tra generazioni». Proprio per contrastare questa deriva, l’invito rivolto alla comunità musulmana è quello di un impegno educativo condiviso. Mons. Cipolla suggerisce che la via per aiutare i ragazzi a discernere il bene dal male risieda proprio nel valore delle radici spirituali: «Dio ci chiama a consegnare a questi ragazzi e a queste ragazze il meglio di noi stessi e delle nostre tradizioni religiose», sapendo di custodire un inestimabile patrimonio di esperienza umana e spirituale. Il messaggio si conclude con un auspicio di crescita comune, in cui adulti cristiani e musulmani si riscoprano uniti nel medesimo sforzo di conversione. Se i primi lo fanno attraverso la Quaresima e i secondi attraverso il Ramadan, l’obiettivo resta identico: tornare a Dio affinché i giovani possano «crescere nella forza di sapersi pensati e voluti» dal Creatore.