Fatti
Per anni sono rimasti pressoché invisibili, eppure rappresentano una delle spine dorsali del welfare nazionale. Sono i caregiver familiari: figli, genitori, coniugi, fratelli o persone legate da rapporti affettivi e di solidarietà che assistono quotidianamente una persona fragile, non autosufficiente o malata. È partendo da questa consapevolezza che il Consiglio regionale del Veneto ha presentato il 25 maggio scorso, il progetto di legge n. 81 sulle “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare”. Il testo – bipartisan, firmato dallo stesso presidente Alberto Stefani e dalla consigliera di minoranza Chiara Luisetto (Pd) – punta a riconoscere formalmente il loro ruolo prevedendo strumenti di supporto, percorsi di sostegno e misure che possano alleggerire almeno in parte, il carico assistenziale.
Nella nostra Regione si calcola che i caregiver siano il 15,9 per cento nella popolazione over 15, un impegno che riguarda principalmente le donne. Guardando più da vicino il progetto di legge, all’articolo 2 si specificano i «compiti che gli sono propri» e nell’articolo 4 si «espone nel dettaglio le modalità di integrazione del caregiver nel sistema dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari, individuando nelle aziende sanitarie e negli ambiti territoriali sociali (Ats) i soggetti istituzionali che provvedono al riconoscimento e alla valorizzazione di questa figura, principalmente attraverso la sua partecipazione al Piano assistenziale individualizzato (Pai)».
Tra gli impegni che la Regione si prenderà dopo l’approvazione della legge, c’è la promozione della nascita di associazioni di caregiver in coordinamento con gli Ats; accordi con le compagnie assicurative per prevedere premi agevolati su polizze eventualmente stipulate dai caregiver; accordi con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, che prevedano lo sviluppo di progetti e servizi di welfare aziendale e interaziendale, l’incentivazione del lavoro agile e della flessibilità oraria.
Il progetto di legge veneto arriva in un momento storico in cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle fragilità croniche e la trasformazione delle famiglie rendono sempre più necessario questo ruolo. Anche a livello nazionale qualcosa si sta muovendo: il Governo ha approvato il 12 gennaio di quest’anno la legge quadro sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare, un iniziale tentativo di definire in modo chiaro diritti, sostegni e tutele per una figura finora priva di un riconoscimento legislativo. Ora si attendono i decreti attuativi.
«Il primo passo compiuto dal Consiglio regionale ci fa ben sperare» osserva Maurizio Zerilli, impegnato nel mondo della disabilità attraverso il gruppo che presiede “Durante e Dopo di Noi” (parte integrante del Rotary international, Distretto 2060 del Triveneto) e con l’associazione Diritti in Movimento (fondata dal giurista Paolo Cendon). «Spesso siamo di fronte a situazioni particolarmente difficili – continua Zerilli – quando si ha a che fare con malattie croniche o degenerative senza possibilità di guarigione. Il peso psicologico ed emotivo su chi assiste diventa enorme; in alcuni casi si arriva a perdere completamente la vita sociale. Le famiglie hanno bisogno di sentire il supporto delle istituzioni».
Secondo Zerilli la base da cui partire è proprio il riconoscimento pubblico della figura del caregiver: «Il fatto che la Regione abbia scelto di occuparsene è già molto importante, non soltanto per gli eventuali sostegni economici previsti dalla legge ancora da definire, ma soprattutto per il valore culturale del provvedimento. Riconosce che la cura è un problema da condividere rimanendo, per quanto possibile, vicino alle famiglie».
Un altro passo significativo per l’assistenza alle persone fragili è stato fatto il 15 aprile di quest’anno a Lendinara (Ro): è questo il primo Comune veneto ad aver approvato il regolamento per l’istituzione del registro dei Profili esistenziali di vita (Pev). Uno strumento pensato per raccogliere informazioni sulle persone con disabilità: i desideri, le abitudini, i bisogni, le preferenze, le modalità di relazione e di comunicazione. «Sono una sorta di vestito su misura – riflette Maurizio Zerilli – capace di restituire centralità alla persona, la sua autodeterminazione oltre la dimensione sanitaria o assistenziale, per migliorarne la qualità di vita». L’iter per arrivare all’approvazione dei Pev nel Consiglio comunale di Lendinara è partito nel settembre 2024 con un convegno nell’ambito della rassegna “Solidaria”, frutto di una collaborazione riuscita tra il Centro servizio volontariato di Padova e Rovigo, il Rotary club di Lendinara-Badia, quello di Rovigo e l’associazione Diritti in Movimento. «I Pev rientrano in una visione della cura che riconosce l’importanza della relazione umana, coinvolgendo inevitabilmente anche il caregiver familiare» conclude Zerilli.
Il Consiglio regionale del Veneto il 25 maggio ha presentato il progetto di legge numero 81 sulle “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare”.
Per realizzare gli obiettivi elencati nel testo viene creato un fondo regionale pari a 1 milione di euro oltre a 50 mila euro per la sensibilizzazione e la partecipazione, attraverso la Giornata regionale del caregiveer istituita per il 6 ottobre di ogni anno da realizzarsi da parte delle Ulss e degli Ats.

I Profili esistenziali di vita (Pev) sono uno strumento finalizzato a raccogliere e organizzare informazioni significative sulla vita della persona con disabilità. Includono i desideri, le abitudini, i bisogni, le preferenze, i valori, le modalità di relazione e di comunicazione. Il primo Comune italiano ad averli approvati è quello di Reggio Emilia nel 2021, il primo in Veneto è stato Lendinara (Ro) lo scorso 15 aprile.