Fatti
Un importante risultato per lo Iov, l’Istituto oncologico veneto, che ottiene oltre 1 milione di euro dal bando “Ricerca finalizzata 2024” del Ministero della salute, per finanziare tre progetti innovativi che rafforzano il ruolo dell’ente nella ricerca oncologica, con ricadute concrete su diagnosi e terapie.
Il progetto Map, guidato dal ricercatore Antonio Sommariva (Uoc chirurgia oncologica delle vie digestive), si concentra sulle metastasi peritoneali da tumore del colon-retto, con l’obiettivo di migliorare la selezione dei pazienti e l’efficacia delle cure. Lo studio combina analisi molecolari avanzate, nuove strategie di chemioterapia intraperitoneale e l’uso della biopsia liquida per monitorare la risposta ai trattamenti, puntando a terapie sempre più personalizzate. E-smack, coordinato invece dalla ricercatrice Silvia Gori (Uoc immunologia e diagnostica molecolare oncologica) mira ad aumentare la partecipazione agli screening per il tumore del collo dell’utero. Il progetto introduce metodi innovativi di auto-prelievo (vaginale e urinario) per l’identificazione dell’Hpv e utilizza biomarcatori avanzati per migliorare la valutazione del rischio. Coinvolgendo circa 1.500 donne, punta a rendere la prevenzione più accessibile ed efficace. Infine, Pivot-Pr, guidato dal ricercatore Andrea Bettinelli, (Uoc fisica sanitaria) che, attraverso fantocci innovativi realizzati con stampe 3d, mira a migliorare l’affidabilità delle analisi radiomiche, rendendo più precisi i modelli prognostici e favorendone l’uso clinico.
«Investire in ricerca significa investire direttamente nella salute dei cittadini: i progetti finanziati avranno ricadute tangibili nella pratica clinica, migliorando diagnosi, trattamenti e qualità di vita dei pazienti» ha commentato Patrizia Simionato, direttore generale dello Iov.