Fatti
Passeggiando per le strade di Rubano, in questi giorni, non si può fare a meno di notare, sui lampioni e sulle bacheche lungo le vie, alcuni volantini appesi. E chi volesse dare ascolto alla propria curiosità, scannerizzando il qr-code stampato, avrebbe la possibilità, preziosa, di entrare in contatto con la proposta dei giovani del clan (i ragazzi dai 16 ai 21 anni) del gruppo scout Sarmeola 1, che hanno deciso di condividere con la comunità civile le riflessioni e le attività che li hanno accompagnati nel percorso degli ultimi mesi. Al centro del loro cammino formativo, il tema della violenza di genere: «Non un argomento da relegare ai casi che “fanno notizia” – sottolinea Alessia Rossato, una giovane ragazza del gruppo – ma un problema che fa sempre più parte della nostra quotidianità».
Nel corso delle settimane, gli scout hanno, infatti, avuto l’opportunità di confrontarsi con le psicologhe del centro antiviolenza di Rubano, che hanno permesso di approcciarsi con consapevolezza alla tematica e di conoscere alcuni dati del loro territorio; mentre insieme a Giovanna Miolli, filosofa e ricercatrice presso l’Università di Padova, hanno ragionato sul tema dell’amore, per essere in grado di riconoscerne le derive più pericolose. «Ci siamo resi conto, però – continua Rossato – che la ricchezza raccolta in questi incontri non poteva essere riservata solo a noi ragazzi, e per questo abbiamo cercato delle modalità per raggiungere una platea più ampia, attraverso un’attività di sensibilizzazione semplice, ma immediata».
Hanno creato così cinque contributi artistici – un fumetto, una poesia, un podcast, un video e un documento – da condividere con tutta la comunità civile tramite il qr-code sui volantini, che oggi è reperibile sui canali social del Comune di Rubano. «I lavori artistici dei ragazzi – racconta a questo proposito Samuele Pellichero, uno dei capiclan – hanno il pregio di toccare alcuni nodi cruciali dell’argomento: non solo i temi della violenza e del consenso, ma anche quelli dell’amore e della responsabilità. Accanto a questi contributi, sono stati poi diffusi anche alcuni dati relativi al centro antiviolenza e un questionario. E solo il fatto che a oggi più di 160 persone abbiano risposto è una testimonianza di quanto sia fondamentale affrontare questo tema». Traspare, dalle sue parole, la soddisfazione di essere riusciti a trasmettere anche all’esterno quanto emerso nel gruppo e di aver colto l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista, come giovani, su un tema che pone interrogativi cruciali. «Uno degli obiettivi centrali che ci poniamo come scout – motivano, infatti, Alice Cavinato, capo gruppo del Sarmeola 1, e la capo fuoco Anna Parolin – è proprio l’educazione alla cittadinanza. Desideriamo costruire legami autentici non solo all’interno della comunità scout e parrocchiale, ma coinvolgendo anche la società, per essere parte viva della realtà in cui siamo inseriti e contribuire a migliorarla».