Fatti
Sabato 24 ottobre Padova è stata teatro di diverse manifestazioni. In mattinata in piazza delle Erbe, il coordinamento Uniti per la Pace e la Cgil hanno organizzato un sit-in per chiedere il disarmo e la fine dei conflitti.
Contemporaneamente circa 500 tra genitori, bambini e sostenitori sono scesi per le vie cittadine per richiamare l’attenzione sulla necessità di maggiori investimenti nell’edilizia scolastica. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Genitori per l’Arcella insieme ai comitati dei genitori attivi in città, ad alcune associazioni di insegnanti e alle organizzazioni sindacali tra cui Cisl e Cgil scuola. La manifestazione è partita da piazza Garibaldi per concludersi in piazza Antenore, davanti al palazzo della Provincia, dove i promotori hanno illustrato le proprie richieste.
«Questo corteo giocoso e pacifico – ha spiegato Paolo Roberti, presidente dell’associazione Genitori per l’Arcella – è fatto per chiedere che il Comune e la Provincia si impegnino per un piano straordinario di spesa per sistemare gli edifici scolastici e un piano ordinario di manutenzione, perché è da anni che manca questo tipo di interventi». Sono intervenuti anche alcuni rappresentanti del Comune di Padova, tra cui Alessandro Luigi Bisato, assessore ai Lavori pubblici e Cristina Piva, assessora alle Politiche educative e scolastiche. Piva ha sottolineato che «i temi sul tavolo che riguardano la scuola sono molteplici: ci sono le strutture da sistemare, ma soprattutto bisogna pensare ai bambini e ai ragazzi, con le sfide che la loro crescita comporta. Si parla di impegno e di collaborazione tra famiglie, scuole, agenzie educative ed enti locali. Stiamo lavorando ai Patti educativi per coinvolgere tutti questi attori, affinché ciascuno dia il proprio contributo».
Nel pomeriggio di sabato invece circa 200 rappresentanti dell’associazione Ita.Li-Italiani liberi – che nel proprio sito si definisce come «un coordinamento di tutti i Movimenti di protesta che si sono caratterizzati per la lotta alla deriva antidemocratica del Paese» – si sono radunati in piazza Garibaldi: «Siamo qui per i rincari, la benzina troppo alta e l’energia elettrica che stanno portando le persone a non arrivare a fine mese – ha dichiarato il portavoce Cristiano Fazzini – non è una protesta contro la destra o la sinistra, schifiamo tutti per come hanno governato negli ultimi trent’anni». A questo gruppo si sono uniti un centinaio di giovani legati al neonato “Movimento 17 ottobre” che nel frattempo ha subito un duro colpo con l’arresto del suo ideatore, Youssef Siher.
Il corteo di Ita.Li si è concluso sui gradoni della Gran Guardia, in piazza dei Signori, e da lì in poi hanno continuato solo i giovani manifestanti che hanno visto incrementare visibilmente il loro numero. Il corteo è stato seguito dalla polizia in assetto antisommossa e da un elicottero. La manifestazione, autorizzata dalla Questura, avrebbe dovuto concludersi in piazza Mazzini, ma in serata i giovani hanno proseguito verso la stazione, dove si sono verificati scontri con le forze dell’ordine. Ci sono stati diversi contusi e la polizia ha fermato e accompagnato in Questura quattro manifestanti, che si sono aggiunti ai quattro fermati in mattinata.
Sabato 24 ottobre si sono svolte manifestazioni in diverse città italiane contro il carovita e le politiche del Governo, tra cui il riarmo. Le tensioni più significative e gli scontri con le forze dell’ordine sono stati soprattutto a Torino, Bologna e Roma, con episodi di tensione anche a Milano, Firenze e Padova. Non risultano saccheggi e devastazioni paragonabili a quelli avvenuti a Milano il 17 ottobre.
Nel corso delle proteste del 24 sono state arrestate complessivamente 9 persone, denunciate 87, accompagnate e fermate presso gli uffici 371, di cui 110 minorenni e 69 stranieri. Gli identificati sono stati 4.292 (fonte Dipartimento della pubblica sicurezza). Il regista della pagina “Movimento 17 ottobre” è stato arrestato nella giornata del 24.