Fatti
Sono attualmente in corso operazioni di sminamento lungo le rotte utilizzate dai civili per lasciare la città di Oleshky nella regione di Kherson. Lo ha annunciato sul suo profilo Facebook, secondo quanto riporta Ukrinform, Dmytro Lubinets, Commissario per i Diritti Umani del Parlamento ucraino. “Insieme a Yana Lantratova, Commissaria per i Diritti Umani della Federazione Russa, continuiamo a preparare una missione umanitaria per assistere la popolazione civile di Oleshky”, scrive il commissario sottolineando che questo lavoro si svolge attraverso la mediazione e il coordinamento degli Stati Uniti. “Dal 27 ottobre, un cessate il fuoco è in vigore nelle aree designate, che le parti stanno osservando”. “Questo è un passo importante per la consegna sicura degli aiuti umanitari e la successiva evacuazione dei civili che desiderano lasciare la città”, ha osservato Lubinets. Secondo gli accordi raggiunti tra Lubinets e Lantratova come capi delle squadre negoziali, le parti continuano a lavorare sull’attuazione della missione. L’obiettivo comune è fornire assistenza alle persone e assicurarsi che possano raggiungere territori sicuri. “Stiamo continuando il nostro lavoro, dando priorità alla vita e alla sicurezza dei civili”, ha aggiunto Lubinets. Anche la Commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, conferma le notizie. Sul suo profilo Telegram, scrive: “Stiamo preparando aiuti umanitari da inviare ad Oleshky. Nella zona della missione, le operazioni di rimozione delle mine continuano. Il regime di tregua è in vigore da 54 ore, a partire dalle 4 del 27 ottobre, ora di Mosca. Le parti stanno pienamente adempiendo agli impegni assunti e non sono state rilevate violazioni. Questo permette alle forze armate di continuare a bonificare le strade e di preparare un percorso sicuro per la colonna umanitaria. Sono in costante contatto con il Commissario del Parlamento ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets. Insieme, stiamo coordinando l’attuazione degli accordi. È importante che questi accordi siano rispettati ulteriormente: la sicurezza dei residenti e di tutti coloro che partecipano alla missione dipende da questo”.
Sulla catastrofe umanitaria di Oleshky, è personalmente intervenuto Papa Leone XIV, accogliendo l’accorato appello per salvare la città lanciato dal Consiglio pan-ucraino delle Chiese. Venerdì 16 ottobre, quando era ancora ricoverato al Policlinico Gemelli, il Papa aveva parlato per telefono con Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa. In quell’occasione Leone XIV aveva espresso viva preoccupazione per le condizioni umanitarie della popolazione di Oleshky, auspicando una tregua che permettesse di prestare soccorso agli abitanti e di evacuarli in sicurezza. Qualche giorno dopo, lunedì 19 ottobre, il Papa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La Sala stampa della Santa Sede ha fatto sapere che nel corso della conversazione il Pontefice ha richiamato in modo particolare la grave situazione nella città e anche in questo caso, il Pontefice ha auspicato che la collaborazione delle parti in conflitto potesse consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Almeno 2.000 persone, tra cui una cinquantina di bambini, secondo fonti di Kyiv, sono rimaste nella città di Oleshky, senza cibo né possibilità di fuga.