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Sono state le parole dell’esortazione apostolica Amoris Letitia di papa Francesco ad accompagnare le famiglie delle parrocchie di Saccolongo e Creola durante i giorni del loro tradizionale ritiro, che quest’anno si è svolto dal 1° al 3 maggio sull’altipiano del Nevegal, in provincia di Belluno. Il titolo dell’iniziativa, infatti, “Famiglie che testimoniano con gioia il Vangelo” si ispira al passaggio dell’enciclica che incoraggia i coniugi cristiani a colorare il grigio dello spazio pubblico con la gioia della testimonianza e della fede.
«Per questo motivo – racconta Andrea Berto, uno degli organizzatori – durante le tre giornate abbiamo proposto alle coppie di ripercorrere, un passo alla volta e soffermandosi su ogni particolare significativo, la propria storia d’amore: partendo dal tempo del fidanzamento, fino ad arrivare ai giorni nostri, per poi proiettarsi, infine al futuro. Grazie alle parole del papa, che ci hanno guidato durante tutto il percorso dell’anno, abbiamo cercato, insieme, di valorizzare la bellezza dell’essere famiglia nel mondo d’oggi, fronteggiando le difficoltà e le paure del presente, ma sapendone anche cogliere le sfide e le opportunità».
I 65 partecipanti – ben 25 dei quali erano bambini dagli 1 ai 15 anni – hanno saputo donare alle attività, come anche ai momenti di svago, la ricchezza di un confronto prezioso, in famiglia e con il gruppo. Sono infatti state adottate le modalità classiche di un camposcuola, nello stile dell’Azione cattolica, a cui il gruppo si ispira, con ritmi distesi e la possibilità di sostare a lungo sulle tematiche affrontate. Gli spunti proposti dall’équipe dei formatori sono stati consegnati all’inizio di ogni giornata alle coppie, che hanno avuto la possibilità di dedicare un tempo di qualità a sé stessi, dando un nome e un significato alle proprie emozioni, pensieri e progetti di vita. In seguito, c’è stata anche l’opportunità di condividere queste riflessioni con le altre famiglie, in un clima di arricchimento e sostegno fraterno.
«Ad aver reso preziosi questi giorni – spiegano a questo proposito Debora Brotto e Diego Levorin, che hanno partecipato al ritiro – è stata proprio la bellezza di poterli vivere in gruppo. La condivisione e il confronto hanno reso significativi tutti i momenti, da quelli più leggeri a quelli più profondi. Crediamo che queste siano occasioni davvero importanti per sentirci accompagnati nel nostro essere famiglia: grazie a questo gruppo ci rendiamo conto di poter contare, nei momenti di gioia, come in quelli più difficili, oltre che sull’amore di Dio, anche su quello di tanti nostri fratelli e sorelle».
Le coppie tornano dunque alla vita di tutti i giorni con la consapevolezza di condividere desideri, preoccupazioni e fatiche con molte altre famiglie della comunità, grate di aver vissuto di un’occasione preziosa per dare sostanza a una fede che sappia farsi concretezza nella vita quotidiana. «Le parole di papa Francesco – sottolineano a questo proposito Giulia Savi e Francesco Peraro – ci incoraggiano a coltivare in famiglia e in comunità quei valori cristiani che spesso sono trascurati o messi in secondo piano dalla società di oggi. È anche per questo che riconosciamo ancora di più il valore, per noi e per i nostri figli, di questi momenti, che ci danno la forza di continuare a testimoniare, insieme a tante altre coppie delle nostre parrocchie, la bellezza di vivere in pienezza il Vangelo».
E il weekend è solo una tappa di un percorso, quello del gruppo famiglie, che vuole continuare a essere prima di tutto un punto d’incontro per coloro che desiderano vivere un’esperienza di fraternità all’interno della comunità parrocchiale e trovare insieme vie per vivere la propria quotidianità in ascolto dello Spirito.