Fatti
Salute mentale, i risultati si hanno lavorando di squadra
Circa 15 mila pazienti, ogni anno, si rivolgono al dipartimento dell’Ulss 6 di Padova. All’Arcella, Gruppo Polis, ha avviato un circolo di ritrovo e socialità
FattiCirca 15 mila pazienti, ogni anno, si rivolgono al dipartimento dell’Ulss 6 di Padova. All’Arcella, Gruppo Polis, ha avviato un circolo di ritrovo e socialità
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, ci si interroga sul valore da dare a un’occasione come questa per evitare che diventi soltanto un momento simbolico. Una risposta la dà il dottor Roberto Lezzi, direttore dell’Unità operativa complessa psichiatria 1 dell’Ulss 6 Euganea: «È importante ricordare i temi della salute mentale – spiega Lezzi – ma bisogna sottolineare che non può rimanere un momento a se stante. Le istituzioni devono comprendere che è essenziale investire economicamente sulla salute mentale. Oggi non è più possibile continuare a ridimensionare la spesa pubblica tagliando sulla sanità. In questi anni stiamo vivendo il grosso problema della fuga degli operatori dal sistema pubblico perché sottoposti a stress non più sostenibili». Al dipartimento, diretto dal prof. Lezzi, ogni anno si rivolgono circa 15 mila pazienti per ricevere servizi che vanno dalla prevenzione dei problemi di salute mentale alla terapia, fino alla riabilitazione. Un lavoro di presa in carico che si svolge ogni giorno in collaborazione con gli operatori delle strutture sociali e sanitarie pubbliche e private. Il servizio garantisce la continuità del trattamento, la progettualità personalizzata, l’integrazione fra gli interventi ospedalieri e quelli territoriali, offrendo prestazioni di consultazione diagnostica di tipo medico e psicologico.
«Quello a cui stiamo assistendo – prosegue Lezzi – è che si sta consolidando l’idea che il dilagare della violenza sia dovuto a malattie psichiatriche. Un paradigma che va modificato. Una persona violenta non è necessariamente bisognosa di cure psichiatriche. Questa idea sta portando al collasso dei servizi perché sempre più spesso viene richiesto il nostro intervento anche lì dove non sarebbe necessario. Questo modo di fare comporta una deresponsabilizzazione generale perché i servizi di salute mentale vengono investiti di situazioni che non dovrebbero essere di loro pertinenza. Serve un’integrazione più forte con le varie istituzioni del territorio per evitare di spostare le problematiche da un servizio all’altro non lavorando in squadra». Proprio in ambito di sinergia con le realtà del territorio, da alcuni anni il Gruppo Polis ha aperto in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale e servizi sociali del Comune di Padova la club-house Piano Terra nel quartiere Arcella a nord di Padova. Uno spazio dedicato a chi soffre di un disagio psico-sociale, dove poter trascorrere ore in compagnia con gli altri membri del club, con varie attività libere, socializzando e pranzando insieme. «È un nuovo modo di approcciarsi al disagio mentale – spiega Andrea Lago, responsabile di Piano Terra – È un punto di ritrovo, un circolo dove le persone che hanno un problema di salute mentale possono venire a ritrovarsi. All’interno si intrecciano storie, volti, sorrisi e tante speranze. Le richieste di informazioni e di inserimento, che stiamo ricevendo, ci fanno capire che il bisogno di spazi di socializzazione protetti per la salute mentale è reale e impellente. Un posto come il club sembra possa essere una risposta adeguata a questa esigenza. La stretta collaborazione con il Dipartimento di salute mentale facilita l’inserimento della persona ma soprattutto il mantenimento nel lungo tempo del suo aggancio al servizio» Attualmente i soci che frequentano Piano Terra sono 35, è una compagine molto variegata e questo fa sì che il contesto sia arricchente e stimolante per tutti coloro che abitano il club. L’abbonamento di frequenza va da un minimo di due giorni fino a un massimo di cinque. Il Gruppo Polis sta lavorando per poter aprire lo spazio anche nei giorni di sabato e domenica.
Il 10 ottobre, per sensibilizzare le donne sull’importanza della diagnosi precoce e favorire l’accesso alle cure, aiutando a superare pregiudizi, gli ospedali dell’Ulss 6 aderenti hanno organizzato accessi diretti e consulenza telefonica. Info su www.aulss6.veneto.it
La prima giornata si svolse il 10 ottobre 1992 per iniziativa di Richard Hunter, vice segretario generale della Federazione mondiale per la salute mentale. La giornata è promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità.