Fatti
Disagi nella sanità pubblica, nonostante i ripetuti proclami dei risultati della sanità veneta, continuano a farsi sentire, con visite da eseguire entro dieci giorni, che al momento della prenotazione vengono calendarizzate a un anno di distanza. E se la politica risponde a rilento, sono gli stessi cittadini a scendere in campo per far valere questo diritto: la salute. “Sportelli per il diritto alle cure”, questo è il nome che i comitati riuniti nel Coordinamento veneto sanità pubblica-Covesap hanno scelto per l’attività di supporto a tutti i cittadini che non riescono a prenotare e ottenere le visite o gli accertamenti specialistici richiesti dai loro medici.
Gli sportelli, nati più di un anno fa prima in provincia di Venezia e Vicenza, si sono rapidamente diffusi in tutte le province del Veneto. Si tratta di un servizio gratuito, gestito da volontari, che si offre di aiutare i cittadini ad avere accesso alle prestazioni sanitarie nei tempi e nelle modalità stabiliti dalla ricetta del medico curante e previsti dalla legge sanitaria nazionale. «Il medico di base prescrive un esame o una prestazione da eseguire entro 24 ore o cinque, 30, 60 o 90 giorni. Quando però si cerca di prenotare la visita al Cup, accade con sempre maggior frequenza, ormai da anni, che la prestazione non venga erogata nei tempi previsti – spiega il volontario di Monselice, Giorgio Zanellato – Il cittadino deve essere consapevole che esiste una legge sui Lea, i Livelli essenziali di assistenza, cioè i tempi prescritti dal medico. Se questi non vengono rispettati è suo diritto presentare un’istanza al direttore sanitario, in modo che la prestazione venga garantita nei tempi stabiliti dal medico curante».
Molte persone, però, non sanno come poter affrontare la situazione e qui entra in scena lo sportello che assiste gratuitamente i cittadini nella stesura e nell’invio di un’istanza al direttore generale delle Ulss di riferimento per ottenere, come previsto dalle normative vigenti, la programmazione della prestazione secondo le indicazioni del medico curante, oppure per ottenere l’autorizzazione a fruire della prestazione in libera professione, pagando solo il ticket.
I volontari ricordano che per presentare correttamente l’istanza, i cittadini devono portare allo sportello l’impegnativa del medico, un documento d’identità e la risposta del Cup: «Per prestazioni da effettuare con celerità ci sono attese che raggiungono o superano i 12 mesi. Per prestazioni da effettuare entro un mese si arriva a 605 giorni di attesa – rimarca Mariapina Rizzo, referente del Covesap di Padova – Le prestazioni più carenti sono le visite oculiste, cardiologiche, l’ecografia addominale e la gastroscopia. Il dato confortante però è che in circa il 73 per cento dei casi il ricorso dello sportello è andato a buon fine e il “ricorrente” è stato richiamato e dopo poco ha effettuato la prestazione richiesta».
Quello di Monselice è stato il primo sportello della provincia ad aprire e qualche mese dopo è nato quello di Este: «Il supporto dei volontari sta continuando e sono prossime le aperture anche a Castelbaldo e Cervarese Santa Croce – conclude Giorgio Zanellato – Inoltre sono previsti incontri con legali per evidenziare eventuali negligenze delle Ulss e richiedere la loro risoluzione. L’impegno principale rimane quello di difesa della sanità pubblica. Stanno aumentando le persone che non riescono più ad accedere o che rinunciano alle cure. A causa della carenza di investimenti, medici e personale, la sanità sta scivolando verso le strutture private, sempre più numerose ed efficienti».
Leo Manoli, un volontario del Covesap di Padova, infine, aggiunge: «A Padova un gruppo di dieci volontari assiste gli utenti, principalmente anziani e persone indigenti, e in dieci mesi di apertura il servizio ha gestito circa 110 ricorsi, riuscendo a sbloccare numerose situazioni critiche, come casi di pazienti che attendevano controlli cardiologici da oltre un anno».