Chiesa
Per la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di Monselice questo è un anno particolare, in cui si celebra il centenario della chiesa inaugurata nel 1926. «È terminato l’anno giubilare e si è chiusa la Porta santa – ha detto il parroco don Aldo Manfrin all’avvio delle celebrazioni, il giorno dell’Epifania – ma da noi si tengono aperte le porte della chiesa e del cuore per tutto l’anno». È stato scelto questo giorno proprio perché corrisponde a quel 6 gennaio 1920 quando il parroco di allora, don Domenico Favaro, riunì tutti i capifamiglia per proporre la costruzione di una nuova chiesa in quanto ne esisteva una campestre già dal 1200, ma era piccola e dislocata. Il vecchio edificio, sempre dedicato ai santi Cosma e Damiano, si trovava lungo la strada provinciale 5, in un’area ancora oggi denominata “Chiesa vecchia”, o meglio Cièsa vècia per i locali; dipendeva dalla parrocchiale monselicense di San Martino e aveva anche un piccolo oratorio annesso. Gli abitanti accolsero di buon grado la proposta di don Favaro ma non senza timore, in quanto erano tempi di dura povertà, con famiglie numerose e con le uniche risorse di una comunità che viveva dei raccolti della terra. Tuttavia si diedero da fare come poterono, chi aiutando nei lavori, chi offrendo quanto la campagna donava, e furono numerose le questue di grano, uova e altri beni in natura.
Il 18 aprile 1922 il vescovo Luigi Pellizzo benedisse la prima pietra e il 27 settembre del 1926, giorno della festa dei Santi Cosma e Damiano, una solenne processione trasportò il Santissimo Sacramento dalla chiesetta campestre al nuovo edificio, inaugurando di fatto la nuova parrocchia indipendente e celebrando con orgoglio la soddisfazione di tutta la comunità, fiera di quanto era riuscita a fare anche se non aveva ancora finito: mancava il campanile che fu costruito qualche anno dopo.
A ricordo di tutto ciò è stato preparato un programma ambizioso: «Sarà un anno ricco di iniziative celebrative ma anche di momenti di preghiera e formazione – preannuncia il vicepresidente del consiglio pastorale Michele Bertazzo – per riscoprire il valore di essere comunità che vive e cresce intorno alla propria chiesa». Questo è anche il significato del logo dell’evento, ovvero tre cerchi fitti di bambini e adulti vicini, a formare quasi la corolla di un fiore. «Rappresenta il nostro senso di comunità e la voglia che sia anche un anno per risvegliare la nostra fede un po’ assopita in questi tempi».
Gli eventi iniziano domenica 22 febbraio alle 15.30 in patronato, e poi il 15 marzo (stesso orario e luogo), con “Filò: racconti e ricordi della comunità”: incontri in cui tutti sono invitati a condividere foto, aneddoti e memorie del passato, allo scopo di conoscere e ricostruire insieme la storia del proprio territorio. Sarà anche il preludio di ciò che troverà forma in un volume commemorativo scritto dallo storico Riccardo Ghidotti: Storia di San Cosma antica Stortola.
Il programma prevede poi tante altre occasioni che alterneranno momenti di spiritualità, come un pellegrinaggio a Roma a inizio maggio sulle orme dei santi Cosma e Damiano, ad altri più festosi come la sagra dei patroni a fine settembre, alla quale presenzierà il vescovo Claudio Cipolla. Per gli stortolani – così amano definirsi gli abitanti di questa frazione ancora molto identificata nel suo toponimo Stortola – sarà un modo per dire grazie ai loro avi, riconoscenti del grande sforzo che hanno fatto nel lasciare un’eredità così viva. Per tutti gli altri eventi si può visitare la pagina Facebook della parrocchia.