Skip to content
  • Edizione Digitale
  • Abbonati
logo
  • Ultimi Articoli
  • Sezioni
    • Chiesa
    • Idee
    • Fatti
    • Mosaico
    • Storie
  • REGIONALI 2025
    • Elezioni Regionali 2025
    • Inserto Speciale Elezioni Regionali
  • Speciali & Mappe
  • Rubriche
  • EVENTI
  • Scrivici
  • Edizione Digitale
  • Abbonati
Area riservata

Chiesa IconChiesa
In dialogo con la Parola

venerdì 16 Gennaio 2026

Scendere nelle acque dell’interiorità per risalire con nuove consapevolezze

Redazione
Redazione

foto di Engin Akyurt (pexels.com).

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Dopo il tempo di Natale, iniziando il tempo ordinario, nuovamente incontriamo la figura di Giovanni Battista, però nella prospettiva e nella narrazione del quarto Vangelo. È come se la sua figura in qualche modo ci provocasse a continuare ad accogliere nell’ordinarietà e nella ferialità dei giorni l’inedito compiersi del mistero dell’incarnazione. Se domenica scorsa nel testo dell’evangelista Matteo abbiamo incontrato lungo le rive del Giordano un Giovanni incredulo e spiazzato dalla scelta di Gesù di mettersi in fila ad aspettare il proprio turno prima di scendere, immergersi nelle acque facendosi battezzare, in questa domenica l’evangelista Giovanni ci testimonia come lo stupore di quel giorno abbia portato il Battista ad intraprendere un percorso di introspezione e di evoluzione interiore. Questo spesso capita anche nella nostra vita: ci sono eventi, parole e esperienze che non ci lasciano indifferenti, ma ci provocano a una riflessione profonda che ci aiuta a rileggere ogni dettaglio e ogni sfumatura per una piena comprensione di quello che si è vissuto.

Tornando al brano evangelico, c’è un’espressione che ritorna per ben tre volte: «Io non lo conoscevo». È una constatazione forte e provocatoria del “più grande tra i nati di donna” e di colui che era stato “voce” che rivela l’umiltà di Giovanni Battista. Questo mi porta a riflettere sul fatto che nessuno di noi dovrebbe avere la presunzione di conoscere a priori chi è il Dio di Gesù Cristo. Nessuno ha il privilegio di saperlo, ma la conoscenza è possibile nella misura in cui si guarda e si interiorizzano i passi, le azioni, le parole e i gesti. Giovanni è onesto e non ha alcuna vergogna nel riconoscere la sua debolezza: cioè, il fatto di aver alimentato un’aspettativa di Messia fuorviante. Partendo dalla mia esperienza, mi sento di dire con onestà che le persone veramente sapienti e illuminanti che ho incontrato nella mia vita siano state quelle capaci di “cambiare idea”. Ciò che rende credibile il nostro essere discepoli è la capacità di saper purificare le nostre variegate proiezioni su Dio e sugli altri, di saper superare qualsiasi pregiudizio per poter accogliere, conoscere e comprendere la novità del mistero di Dio e di ogni persona. Perciò, se vogliamo conoscere Gesù è necessario soprattutto fare esperienza di lui, perché la conoscenza non è né un’idea né una verità di fede.

Giovanni, dopo aver rielaborato il suo vissuto e la sua esperienza, dopo essersi liberato da qualsiasi pregiudizio, «vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”». Perciò, tanto più saremo leggeri dai concetti e liberi nei confronti della vita quanto più sapremo vedere la novità e esprimere la realtà. Infatti, la definizione che Giovanni dà di Gesù è l’approdo di uno sguardo attento e di un cammino compiuto nella verità. E allora, questo Vangelo posto all’inizio del tempo ordinario probabilmente ci suggerisce uno stile nel nostro cammino di fede: cioè, l’incontro decisivo avviene nella misura in cui sappiamo scendere nella nostra interiorità.

Ed è lì, nel silenzio profondo, che noi possiamo riconoscere con umiltà i nostri “non lo conoscevo”, in cui ci sintonizziamo con la Voce, in cui rileggiamo le nostre intuizioni e le nostre esperienze, in cui facciamo memoria di ciò che abbiamo visto e richiamiamo al cuore le parole nuove e determinanti per testimoniare quello che abbiamo contemplato e compreso in modo nuovo. In fondo, questo è il “percorso battesimale” del discepolo: saper scendere nelle acque dell’interiorità, essere immersi nel mistero per risalire dall’acqua con nuove consapevolezze. Perché saranno sempre le sincere evoluzioni del cuore e della mente a renderci capaci di vedere in modo libero e disinteressato e soprattutto ci aiuteranno a riconoscere colui che viene verso di noi come «l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo».

Ultimi articoli della categoria

Fidiamoci di una voce calda e di una relazione che ci fa sperimentare le vette dell’Amore divino

giovedì 8 Gennaio 2026

Fidiamoci di una voce calda e di una relazione che ci fa sperimentare le vette dell’Amore divino

Contempliamo con stupore Gesù, il Verbo della Vita

giovedì 18 Dicembre 2025

Contempliamo con stupore Gesù, il Verbo della Vita

Lasciamoci spiazzare da Dio. C’è una gioia promessa…

giovedì 11 Dicembre 2025

Lasciamoci spiazzare da Dio. C’è una gioia promessa…

Condividi su
Link copiato negli appunti
Logo La Difesa del Popolo
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Amministrazione trasparente
  • Scrivici

La Difesa srl - P.iva 05125420280
La Difesa del Popolo percepisce i contributi pubblici all'editoria.
La Difesa del Popolo, tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) ha aderito allo IAP (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
La Difesa del Popolo è una testata registrata presso il Tribunale di Padova decreto del 15 giugno 1950 al n. 37 del registro periodici.