Senza dimora, Sant’Egidio: domenica a Padova la memoria di Gigi e delle persone di strada morte negli ultimi anni
Il 1° febbraio 2026 nella chiesa dell’Immacolata al Portello lettura dei nomi e accensione di candele durante la celebrazione. Presenti volontari e persone senza fissa dimora
Domenica 1° febbraio 2026, alle ore 11.30, nella Chiesa dell’Immacolata al Portello (via Belzoni 71), la Comunità di Sant’Egidio promuove, come ogni anno, una celebrazione in memoria delle persone senza dimora morte negli ultimi anni a Padova. Saranno presenti volontari e persone che vivono o hanno vissuto l’esperienza della strada. L’iniziativa nasce dal ricordo di Gigi, amico caro scomparso alcuni anni fa: già ospite dell’asilo notturno, animatore del giornalino di strada e del gruppo teatrale. A partire dalla sua memoria, durante la celebrazione verranno letti i nomi delle persone senza fissa dimora che hanno perso la vita in città in questi anni: tra loro Ilaria e David, morti lo scorso autunno, Nicolai, Lachen, e poi Nino, Fernando, Aristide, Barbara, Arianna, Sante, Fonn, Matiri. Per ciascun nome verrà accesa una candela, come segno di ricordo e vicinanza. Negli anni a Padova è cresciuto un ampio movimento di solidarietà, che coinvolge persone di ogni età impegnate nelle visite serali alla stazione e in altri luoghi della città dove vivono i senza dimora, portando cibo, bevande calde, sacchi a pelo e coperte. «Ricordare i nomi di chi è morto in strada significa restituire dignità. Gigi, come tanti altri, continua a parlarci con la sua vita e con il legame che ha saputo creare», sottolinea Mirko Sossai, referente del servizio in strada di Sant’Egidio. «La memoria è anche un richiamo forte alla responsabilità di tutti: la strada non è una condanna irreversibile. Con un accompagnamento umano e sociale adeguato è possibile proteggere, integrare e offrire una via d’uscita a chi oggi vive senza una casa». Il momento di memoria e di preghiera vuole essere anche un invito a non voltarsi dall’altra parte e a rafforzare percorsi concreti di inclusione per le persone senza dimora: non separare, ma accogliere, integrare e – come sogna Sant’Egidio – vivere insieme.