Shakespeare a Padova: gli studenti del Gregorianum portano in scena “Molto rumore per nulla”
Tre serate di teatro, intrighi e musica al Collegio Gregorianum dal 15 al 17 maggio. Un progetto nato dagli studenti per gli studenti, tra laboratori professionali e classici intramontabili
Il potere della parola, il confine sottile tra verità e inganno e l’energia contagiosa di quindici giovani attori universitari. Sono questi gli ingredienti di Molto rumore per nulla, la celebre commedia di William Shakespeare che andrà in scena al Collegio Universitario Gregorianum per tre repliche consecutive: venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, alle ore 20.45.
Il progetto: crescere sul palcoscenico
L’evento non è solo uno spettacolo, ma il culmine di un percorso formativo iniziato quattro anni fa. Nato per potenziare le capacità relazionali e comunicative degli studenti, il progetto teatrale del Gregorianum è diventato un appuntamento fisso e atteso, capace di registrare ottimi successi di pubblico con titoli come “Sogno di una notte di mezza estate” e “Il malato immaginario”.
L’iniziativa è realizzata grazie al contributo dell’Università degli Studi di Padova, nell’ambito dei fondi destinati alle iniziative culturali autogestite dagli studenti (Referente: Tommaso Falco).
Una messinscena d’autore
Quest’anno la sfida è alta: confrontarsi con uno dei testi più brillanti e rappresentati del Bardo. Sotto la guida del regista Giulio Bruzzolo, che ha curato anche l’adattamento del testo e le musiche originali, i 15 studenti-attori hanno affrontato un percorso di preparazione intenso. Tra le tappe fondamentali, un laboratorio specifico sulla creazione del personaggio tenuto dalla professionista Marianna Cossu.
L’opera: tra equivoci e schermaglie amorose
Ambientata in una Messina post-bellica, la vicenda ruota attorno ai malintesi amorosi di due coppie iconiche: i giovani Ero e Claudio e i pungenti Beatrice e Benedetto. Tra le congiure del perfido Don Juan e le celebri “battaglie verbali” dei protagonisti, l’opera danza sul filo della tragicommedia.
Al centro di tutto c’è la parola, capace di creare realtà distorte e generare inganni in cui ogni personaggio finisce per cadere. Una satira sull’amore e sulle convenzioni sociali che, nonostante i 400 anni di storia, continua a parlare al pubblico moderno con incredibile freschezza.