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Torna “Pulchra”, ma con un nuovo obiettivo: formare spiritual designer. La Scuola di alta formazione in arte e cultura religiosa della Facoltà teologica del Triveneto – promossa e organizzata dall’Istituto superiore di scienze religiose di Padova e dalla Fondazione Homo Viator-San Teobaldo/Romea Strata di Vicenza – dopo due edizioni dedicate al rapporto tra arte e fede, per l’anno 2026-27 si propone di “dare forma” a figure professionali capaci di progettare e accompagnare pellegrinaggi e cammini ispirati dalla tradizione cristiana; valorizzare il patrimonio storico-artistico, museale, archivistico e architettonico ecclesiastico come strumento pastorale e culturale; promuovere esperienze spirituali e culturali accessibili e coinvolgenti; integrare competenze teoriche, operative e relazionali.
«In questi obiettivi – sottolinea don Giulio Osto, nuovo direttore dell’Issr di Padova – ci sono tutti gli elementi del profilo professionale a cui punta “Pulchra”: lo spiritual designer di cammini e pellegrinaggi nel turismo culturale-religioso. Il nome l’abbiamo inventato noi e, rispetto ai suoi compiti, non va confuso con altre figure professionali – che non sostituisce – come la guida abilitata (che, se vuole, può acquisire la specificità dello spiritual designer) o l’accompagnatore designato dal tour operator o dall’agenzia che organizza, dal punto di vista tecnico, il pellegrinaggio o il cammino. Il ruolo di cui stiamo parlando l’hanno svolto presbiteri e biblisti, e continuano a farlo, ma… perché non formare laici ad hoc?».
A provocare questa direzione di “Pulchra” è stata la segnalazione, da parte della Fondazione Homo Viator-San Teobaldo/Romea Strata, della mancanza di figure professionali che sappiano «progettare nuovi pellegrinaggi – spiega Ester Brunet, coordinatrice di “Pulchra” – condurre gruppi, mettere in campo una formazione che intreccia arte e spiritualità biblica… Figure professionali che sappiano soprattutto dare un “tono” specifico al cammino o al pellegrinaggio in qualsiasi luogo si svolga». «Ad Aquileia, piuttosto che a Santiago de Compostela, è facile arrivarci – evidenzia don Osto – ma il motivo che spinge ad andare, i contenuti della proposta, il modo in cui il gruppo viene accompagnato, la cura degli aspetti spirituali, oltre che quelli artistici, fanno la differenza».
Il valore aggiunto di “Pulchra”, fin dall’inizio, è stato nel come è confezionata la formazione: il principio guida pedagogico, infatti, è learning by doing, imparare facendo. «La nuova proposta – spiega Brunet – prevede alcune lezioni frontali online e in presenza (alla sera); quattro uscite sul territorio (Romea Strata, tra Veneto e Friuli, Venezia, santuario della Madonna della Corona sul monte Baldo); due weekend laboratoriali per progettare e realizzare un pellegrinaggio. E poi ciascun partecipante vivrà un pellegrinaggio di tirocinio, in cui si affiancherà a chi lo conduce per sperimentare le competenze acquisite. È previsto poi un momento di sintesi finale in vista della stesura di un progetto di pellegrinaggio».
“Pulchra” è pensata per operatori del turismo culturale e religioso; accompagnatori e guide turistiche; laureati o laureandi in ambito turistico, culturale, umanistico; animatori pastorali e culturali; professionisti interessati a riqualificarsi nel settore. «La proposta è rivolta – conclude don Osto – a chi vuole coltivare una professionalità. A chi è attratto da un “mondo”, quello dei cammini e dei pellegrinaggi, molto in espansione; un mondo in cui entrare, se già non si è dentro, da professionisti».
Per tutti i dettagli sull’edizione 2026-27 di “Pulchra”, e per iscriversi (entro il 30 settembre), si può visitare il sito issrdipadova.it