Chiesa
“Un aliante blu oltremare è ‘atterrato’, o meglio, sta decollando. Un movimento contrario a tutto ciò che sta accadendo nel mondo in termini di violenza e distruzione. È un’immagine di desiderio indomabile: di pace, Dio, giustizia, umanità o qualsiasi altra cosa”.
Ad offrire un assaggio dell’installazione artistica che accompagnerà durante la Quaresima la comunità parrocchiale di S. Nicolò a Innsbruck, è – in un carosello pubblicato sul suo account Ig – il vescovo austriaco mons. Hermann Glettler. L’opera di Thomas Feuerstein è uno dei sette progetti artistici inseriti nel programma “Spiritualità e arte durante la Quaresima” che coinvolgerà tutte le chiese del capoluogo tirolese. Alcuni di questi progetti – come quello di Feuerstein – sono stati presentati ai fedeli domenica scorsa. Gli altri saranno illustrati mercoledì prossimo, al termine delle celebrazioni del Mercoledì delle Ceneri.
Le installazioni artistiche sono diventate un appuntamento consolidato tra gli appuntamenti della Quaresima nella diocesi tirolese, accanto alle celebrazioni liturgiche, agli esercizi spirituali nella vita quotidiana, le “Fastensuppen” (le zuppe di Quaresima) proposte dalla Frauenbewegung, che riunisce le donne cattoliche, e all’Aktion Plusminus, evoluzione dell’azione “Io rinuncio”, che invece di invitare a rinunciare semplicemente a qualcosa – con il rischio che la rinuncia si riduca ad un sacrificio “consueto” e limitato nel tempo – propone di rivedere il proprio stile di vita, riorientandolo in ottica di sostenibilità e di ecologia umana.
L’enorme aliante blu oltremare, pronto a decollare tra le navate neogotiche della chiesa parrocchiale di S. Nicolò, è l’originale “telo quaresimale” proposto quest’anno dall’artista contemporaneo austriaco Thomas Feuerstein. Nato a Innsbruck nel 1968, Feuerstein vive e lavora a Vienna. Nelle sue opere arte e scienza si intrecciano tra loro attraverso il metodo artistico della “narrazione concettuale”. Al confine tra natura, arte e scienza, le opere di Feuerstein mettono in moto cicli patafisici che innescano la creazione di significati e possibilità, con una particolare attenzione all’ambiente. Anche attraverso i materiali che l’artista utilizza nelle sue opere. Per realizzare il “Flugzeug ultramarin”, l’aliante blu oltremare, Feuerstein ha utilizzato le diatomee, alghe marine che riescono ad immagazzinare dal 20 al 50 per cento dell’anidride carbonica prodotta sulla Terra e rappresentano ad oggi uno dei più importanti bioindicatori della qualità delle acque. Assai efficaci nel catturare la luce e purificare l’aria, le diatomee hanno anche un’ottima capacità di filtraggio.
Nel duomo di S. Giacomo, la realizzazione del telo quaresimale è stata affidata a Jakob Kirchmayr, classe 1975, che rappresenta la terza generazione di una famiglia di artisti. Dopo aver mosso i primi passi nel mondo del disegno prima e della pittura poi, il suo cammino artistico è mutato radicalmente da quando ha intrapreso la via dell’astrazione.
Il telo quaresimale, che sarà esposto nella cattedrale di S. Giacomo, si compone di una ventina di teli di cotone bruciati, affumicati e strofinati con cenere, terra e carbone e, successivamente, esposti alla pioggia. Evidenti sono le tracce del fuoco e le bruciature che appaiono al tempo stesso apocalittiche e molto originali. Il telo sarà presentato mercoledì al termine del rito dell’imposizione delle Ceneri, che sarà accompagnato dalle note del Coro del duomo.
Nella chiesa barocca di Maria Ausiliatrice (Mariahilfkirche), che sorge sulla riva sinistra dell’Inn ed è famosa per i suoi due campanili gemelli, l’installazione pittorica quaresimale è firmata da Elke silvia Krystufek. Nata nel 1970, Krystufek è un’artista concettuale che vive e lavora a Berlino e a Vienna. La sua produzione artistica è influenzata dalla storia degli artisti austriaci, da Egon Schiele agli Azionisti viennesi. E proprio il tratto di Schiele si può ritrovare nell’installazione pittorica in più parti “She-Jesus”, che si ispira al celebre dipinto “Mariahilf” (Maria Ausiliatrice), realizzata da Cranach il Vecchio attorno al 1520 e oggi custodita e venerata nella cattedrale di S. Giacomo. Alcuni particolari dell’opera di Krystufek – come la frase “so much trouble in the world” (così tanti guai nel mondo), posta al lato della testa di Gesù bambino, quasi fosse una sorta di fumetto – li si possono scorgere nel post pubblicato dall’artista sul suo account Ig.
Chi visiterà nelle prossime settimane la Chiesa dell’ospedale (Spitalkirche) avrà l’impressione di fare un salto indietro nel tempo. Quanti ricordano le televisioni con il tubo catodico, ricorderanno di certo anche il fruscio fastidioso che accompagnava le immagini quando, venendo meno il segnale, queste si dissolvevano in una quantità sterminata di puntini bianchi e neri. La “Große Bildstörung” (il grande disturbo dell’immagine) è il titolo dell’installazione quaresimale di Volker Hildebrandt, artista tedesco originario di Duisburg, che attorno al fenomeno dell’interferenza dell’immagine in televisione ha incentrato la sua produzione artistica dal 1983 ad oggi. La riflessione e sulla struttura e sui metodi di produzioni delle immagini mediatiche è un aspetto essenziale della sua arte. La turbinante neve di punti bianchi, neri e grigi viene trasformata dall’artista in pittura materica, in cui realizza tele, oggetti e installazioni spaziali. Molte volte non riusciamo a cogliere le cose perché sembrano disturbate da un’interferenza, che le scompone in millemila parti. E in questa incertezza nascono il desiderio e l’attesa di vedere quello che non vediamo e al tempo stesso la fantasia cerca di tessere linee invisibili che, unendo i puntini, ci offrano i contorni di quanto desideriamo cogliere.
Le interferenze, spesso, non sono solo nelle immagini. Ma anche nelle parole. Soprattutto in questo nostro tempo, dove siamo sommersi da parole, spesso inutili e distruttive. Da questa riflessione nasce “Blababels” (la babele del bla bla), dipinto a grandi dimensioni dedicato al linguaggio e al suo abuso, realizzato dall’artista tedesco Ronald Kodritsch. Per cogliere quanto grande è il variopinto telo quaresimale che sarà esposto nella chiesa dei Gesuiti a Innsbruck, basta andare a vedere l’account Ig di Kodritsch, che ha postato alcune immagini scattate durante la realizzazione dell’opera.
L’attualità della guerra in Ucraina sarà al centro della riflessione proposta nella Chiesa dell’università, dove Aljoscha, artista visivo ucraino nato a Lozova nel 1974, propone un’installazione in più parti di strutture amorfe in plastica e foto dell’Ucraina. A illustrare il progetto artistico è stato lo stesso artista, in un incontro pubblico organizzato questa domenica.
Nella chiesa parrocchiale del Buon Pastore il telo quaresimale di quest’anno è una serigrafia sull’arazzo “Cristo in gloria”, realizzato tra il 1951 e il 1962 da Graham Vivian Sutherland (1903-1980), considerato uno dei capiscuola della pittura britannica contemporanea. Il “Cristo in gloria” è un grande arazzo installato all’estremità nord della nuova cattedrale di Coventry, in Inghilterra, come punto focale della navata centrale. Inaugurata nel marzo 1962, pochi mesi prima della consacrazione della cattedrale, misura 23 metri per 12 ed è considerato il più grande arazzo realizzato in un unico pezzo.
L’arazzo raffigura Cristo risorto, seduto all’interno di una mandorla ovale su sfondo verde, circondato dalle quattro creature viventi citate al capitolo 4 dell’Apocalisse, che sono anche i simboli dei quattro evangelisti: il leone per s. Marco, l’aquila per s. Giovanni, il vitello per s. Luca e l’angelo per s. Matteo. Il volto di Cristo è barbuto ed è stato volutamente reso più umano che divino. Indossa una veste bianca ed è seduto su un trono, con entrambe le mani alzate al cielo.
La serigrafia che è stata scelta come telo quaresimale per la chiesa del Buon Pastore è opera di SUSI POP. Dietro questo nome non si nasconde né un artista, né un gruppo e non è nemmeno uno pseudonimo. SUSI POP si descrive come una “etichetta” o un “marchio”. A caratterizzare la rivisitazione del “Cristo in gloria” di Sutherland sono i colori rosa e magenta che caratterizzano l’attività artistica di SUSI POP.
Opere d’arte, spettacoli artistici, teatro e cinema aprono nuove vie di accesso alla fede durante la Quaresima – si legge sul sito della diocesi di Innsbruck – La Quaresima invita tradizionalmente a trovare la pace interiore, a mettere in discussione le proprie abitudini e ad affinare consapevolmente lo sguardo, concentrandosi sull’essenziale. La cultura crea spazi per questo: le opere d’arte aprono nuove prospettive, il teatro mette in luce questioni di coraggio e coscienza e fi film raccontano percorsi di fede tra dubbio e rinnovamento”. Il tutto accomunato da un unico tema: la riflessione sulla fede, l’umanità e la responsabilità sociale.