Fatti
L’orso — un “cucciolotto” bruno di età variabile tra i due o tre anni, ormai quasi adulto — si avvicina curioso a una scatola di legno appoggiata su un faggio, nel cuore del bosco. Drizza le orecchie, la rovescia, ci gioca un po’, qualche unghiata e poi si ciba di quel che trova all’interno. Siamo sui boschi sopra Campolongo sul Brenta, nel versante montano della Valbrenta che si arrampica fino all’Altopiano dei Sette Comuni. E c’è un nuovo arrivato – dal Trentino – che da qualche settimana scorrazza da queste parti. Per ora senza nessun incidente, nemmeno un incontro, con animali domestici o umani. E potrebbe essere solo di passaggio: «Cerca una femmina, difficilmente la troverà in questa zona» spiega il comandante della polizia provinciale Gianluigi Mazzucco.
Il percorso dell’animale è stato tracciato a partire da circa un mese e mezzo fa, quando è stato registrato al Becco di Filadonna, a Folgaria. Poi l’animale si è spostato nel Vicentino, sull’Altopiano, puntando verso est. All’inizio di maggio era nella zona sopra Campolongo e Valstagna. «Finora si è alimentato sulle pasture dei cinghiali, posizionate dai cacciatori. Lo abbiamo immortalato finché lo faceva», riprende Mazzucco.
Ora la polizia provinciale ha ordinato di togliere tutte le pasturazioni, temporaneamente. Le attività di controllo avvengono in collaborazione con il mondo venatorio: l’orso viene infatti inquadrato e visto quasi ogni notte grazie alle fototrappole comunemente utilizzate per il controllo dei cinghiali. Circa l’alimentazione, gli agenti hanno recuperato un escremento del plantigrado e l’hanno fatto esaminare: l’escremento ha rivelato che l’orso si sta cibando esclusivamente di vegetali. Il campione biologico sarà ora sottoposto a specifiche analisi genetiche per riuscire ad assegnare un nome all’esemplare.
«Di fronte al transito di questi esemplari è fondamentale ribadire un principio di rispetto per la fauna: quanto più l’uomo sta lontano, tanto meglio è per l’orso e per gli animali selvatici in generale», è l’invito di Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza.
Per ora, il plantigrado non sembra rappresentare un pericolo. «Lui gira cercando cibo, e si muove maggiormente di notte – riprende Mazzucco – È importante non alimentarlo, altrimenti potrebbe avvicinarsi alle zone abitate. Dove sta andando? Difficile dirlo, potrebbe anche passare sul lato del Monte Grappa e proseguire verso est e verso la Slovenia – conclude il comandante degli agenti provinciali – Sono esemplari che possono fare anche 30 o 40 chilometri al giorno e questo sta cercando una femmina per accoppiarsi».