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sabato 6 Giugno 2026

Su Netflix “Rafa” docuserie sul campione Rafael Nadal, in sala “Masters of the Universe”

Sergio Perugini
Sir

Eroi granitici sì ma anche fragili. Imperfetti. È il tratto che lega due titoli in evidenza tra cinema e piattaforme. Su Netflix la docuserie “Rafa” diretta da Zach Heinzerling, intenso ritratto del campione di tennis spagnolo Rafael Nadal, dalla prima vittoria in Coppa Davis nel 2004 al ritiro nel 2024. Vent’anni di trionfi e record che lo hanno consegnato alla storia. Una docuserie che mostra le battaglie in campo ma anche fuori, con il fisico esposto al logoramento. In sala dal 4 giugno l’action fantastico “Master of the Universe” di Travis Knight, che riporta sullo schermo i Masters, popolari giocattoli Mattel anni ’80: le avventure del principe Adam/He-Man, eroe muscolare caratterizzato da sensibilità e rispetto. Film pop-nostalgico dall’umorismo ironico.

“Rafa” (Netflix, dal 29 maggio)
Quattro episodi da 50 minuti per raccontare vent’anni di carriera, una carriera straordinaria, entrata nelle pagine della storia del tennis ma non solo. È la docuserie Netflix “Rafa” dedicata al campione maiorchino Rafael Nadal, una delle tre “divinità” del tennis mondiale insieme a Roger Federer e Novak Djokovic, che hanno impresso un significativo cambio di passo nello sport, raggiugendo traguardi mai visti. Nadal in due decenni ha conquistato 22 titoli del Grande Slam, stabilendo un record a Parigi con 14 vittorie, cui si aggiungono 2 titoli a Wimbledon, agli Australian Open e 4 agli Usa Open. “Rafa” è una docuserie che ci accompagna alla (ri)scoperta del campione, aprendo una prospettiva interessante sul suo privato, tra allenamenti, rapporto con il team, centralità dei legami familiari e sfide poste da un fisico usurato. Alla regia Zach Heinzerling (“McCartney 3,2,1”), la produzione è targata Skydance Sports.
La storia. Nel 2024 Rafael Nadal si sta rimettendo da un ennesimo infortunio e in calendario c’è il torneo di Parigi, dove è considerato un imperatore. Il più vittorioso di sempre. Il campione sta meditando però il ritiro, perché avverte una stanchezza non più gestibile. Al contempo si aprono finestre di ricordi, che riportano al 2004, alla sua prima vittoria appena diciottenne in Coppa Davis. Tra il 2004-05 Nadal scala il ranking mondiale puntando alla vetta. Tra i suoi rivali Federer e Djokovic, ma anche il proprio corpo…
“Con la storia di Rafa, il trionfo è scontato; ciò che mi ha sorpreso è stata la sua disponibilità a rivelare l’incertezza e la vulnerabilità che si celano dietro quella grandezza”. Così il regista Heinzerling, sottolineando il taglio della docuserie “Rafa”: un racconto che condensa vent’anni di attività da professionista, puntellato non solo di date, record e trionfi, ma anche di sofferenze, tenacia, paure e desiderio di riscatto. Nadal ha sempre dimostrato una grinta, una resistenza e resilienza fuori misura. A corroborarlo è la serenità con cui è stato cresciuto e protetto dalla famiglia, dall’allenatore-zio Toni Nadal e al coach della maturità Carlos Moyá. Fondamentale l’amore di sempre per María Francisca Perelló, cui si è legato dal 2005.
A colpire della docuserie “Rafa” è lo stile narrativo che combina competizione sul campo e sguardi privati, il dietro le quinte del campione. Un eroe sportivo straordinario, granitico, ma anche profondamente umano, bersagliato da affanni e incertezze. Un ritratto sfaccettato reso con uno stile verità, senza artifici, che conquista per la sua genuinità. Consigliabile, realistico-poetica, per dibattiti.

“Masters of the Universe” (Cinema, dal 4 giugno)
Una linea di giochi della Mattel che ha segnato il decennio ’80. Parliamo dei Masters, pupazzi-eroi di un medioevo fantastico che si danno battaglia per la custodia del Castello di Grayskull. Da un lato il principe Adam/He-Man e dall’altro lo spregiudicato mostro Skeletor. Dopo il lancio sul mercato tra il 1981-82 – la risposta maschile al bestseller Barbie nell’universo Mattel – sono seguiti fumetti e cartoni animati (“He-Man e i dominatori dell’universo”, 1983-85) targati Filmation. Ora a distanza di quarant’anni si torna a parlare di quei personaggi grazie al film hollywoodiano “Masters of the Universe” diretto da Travis Knight (“Bumblebee”) con Nicholas Galitzine, Idris Elba, Jared Leto e Camila Mendes. La produzione è Amazon MGM Studios e Mattel Studios, nelle sale italiane con Sony ed Eagle Pictures.
La storia. Eternia, la vita del principe Adam viene sconvolta dall’arrivo del villain Skeletor, che vuole distruggere il regno governato da suo padre e impossessarsi della Spada del Potere. L’assalto fallisce, Adam riesce a fuggire sulla Terra ma nella foga smarrisce la preziosa arma. Anni dopo, ritroviamo Adam ventenne che fatica a integrarsi nella vita a Oklahoma City, costantemente ossessionato dal pensiero di ritrovare la Spada del Potere per far ritorno a Eternia. Ad aiutarlo un’amica di infanzia, la guerriera Teela…
“Masters of the Universe” è un action brillante abitato da suggestivi effetti speciali che si rivolge a un pubblico diversificato: da un lato il target giovane, zoccolo duro degli action eroici, dall’altro gli adulti fascia 40-50 anni che hanno giocato con i popolari pupazzi Mattel e ora magari sono genitori sono disposti a portare i propri figli in sala. Il film è un revival pop-nostalgico che celebra gli ’80 anni, la spensieratezza del decennio, tra giochi, musica e atmosfere. A livello tematico, Adam/He-Man viene tratteggiato come un eroe riluttante che preferisce il dialogo alla spada, che vorrebbe sottrarsi allo scontro e trovare una via pacifica, conciliante. Un eroe fantasy felicemente “non convenzionale”, muscoloso sì ma anche comicamente fragile marcato da sensibilità e autoironia. Un film che si gioca tra azione ed evasione, simpatico ma dalla struttura narrativa semplice, appesantito da qualche lungaggine di troppo. Per appassionati del genere. Consigliabile, semplice.

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