Fatti
È sempre l’opinione di una persona, per carità. Ma se l’opinione è quella di Bill Gates – fondatore di Microsoft, oggi ricchissimo filantropo –, è chiaro che ha un suo peso specifico.
Gates ha mandato una lettera alla Cop30 (l’incontro promosso dall’Onu ogni anno per fare il punto sulle politiche atte a contrastare il cambiamento climatico) in cui sostanzialmente dice: il clima sta cambiando, ma le apocalissi a breve termine ventilate “sono una visione completamente sbagliata”. L’umanità saprà adattarsi, come ha sempre fatto in condizioni materiali ben peggiori di oggi.
Ma c’è un problema ben più grande ed immediato che l’umanità deve affrontare, e lo fa di sghimbescio: la povertà estrema e le malattie che ancora attanagliano milioni di individui. Persone – soprattutto le più fragili e i bambini – che muoiono per diarree provocate da malnutrizione e condizioni di vita scadenti; per malaria; per la mancanza di farmaci appropriati.
E, da buon imprenditore americano, si chiede: abbiamo speso bene le risorse messe a disposizione? No – si risponde –, visti i risultati e vista questa idea di guardare attentamente al lungo periodo, dimenticando chi oggi sta male e rischia di morire. Ed è pure scettico su alcune scelte fatte ad esempio dall’Unione Europea, come quella di mettere al bando le fonti fossili: producono emissioni, ma anche progresso economico e quell’elettricità che fa fare un salto di qualità alle nostre esistenze.
A quelle occidentali l’ha fatto fare da molti decenni: ma nel Sahel? Negli slum kenyoti e sudafricani? Nel martoriato Yemen? Nelle bidonville indonesiane o filippine?
Gates ritiene fondamentale accrescere la ricchezza dei Paesi più poveri, perché solo così avanza quel progresso tecnologico che permette alle persone di vivere e curarsi meglio; che consente di avere condizioni di vita che mettano all’angolo malattie mortali pressoché sconfitte nel Primo mondo. Più energia meglio distribuita; cure e medicinali per tutti; abitazioni confortevoli laddove milioni di individui vivono in “case” senza pavimenti che riportano la salubrità ai tempi del Medioevo.
Se si è ben “strutturati” – conclude Gates – tutti saremo in grado di adattarci al clima che cambia. Altrimenti pure questo fenomeno sarà pagato soprattutto da quell’umanità che fatica già oggi a sopravvivere.