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È dedicata al “Bestiario veneto” la 18a edizione di “Veneto: spettacoli di mistero”, la rassegna, promossa dalla Regione del Veneto e realizzata dal Comitato regionale Unpli Veneto, che risveglia l’anima più antica, magica e segreta della Regione. Ed è anche un omaggio a san Francesco, negli 800 anni dalla sua morte, e al suo legame con il mondo degli animali.
Uomini-coccodrillo, draghi e basilischi, ma anche cani volanti, formiche disperate, serpi. Sono solo alcuni dei tanti protagonisti che prenderanno vita nei tanti eventi organizzati dal 23 ottobre al 29 novembre in varie zone della Regione.
«La rassegna nasce con l’intento di rinarrare, riscoprire tutte quelle figure dell’immaginario veneto che sono patrimonio collettivo – afferma Alberto Toso Fei, direttore artistico della rassegna – Animali, leggende e racconti sorprendenti attraverso i quali scoprire il territorio e lo storico rapporto dei Veneti con il mondo animale. Si viene a conoscenza della storia dei luoghi attraverso l’incredibile eredità immateriale della tradizione veneta, delle sue credenze, delle sue figure fantastiche e della sua essenza più profonda. Abbiamo deciso di promuovere questi racconti con diverse forme di spettacolo: dalle rievocazioni storiche alle visite guidate, dai giochi per bambini alle presentazioni di libri agli spettacoli di teatro veri e propri, i reading, le cene con delitto». Un festival diffuso, che, grazie alla collaborazione di oltre 50 strutture tra pro loco, consorzi e comitati, tocca ben 80 località delle diverse province con oltre 110 eventi. «In cartellone appuntamenti in laguna, nei boschi, nei borghi, nelle piazze e nei teatri. Ovunque sia possibile aggregare persone», aggiunge Toso Fei.
«Quello scelto quest’anno – interviene Roberto “Popi” Frison, cantastorie e ideatore del tema – è un filone narrativo accattivante, che incuriosisce le famiglie, ma non solo. Emerge la magia che ruota attorno agli animali. Sarà l’occasione per ascoltare leggende eziologiche, che spiegano il perché delle cose o quelle che possiamo definire “planetarie”, che diventano cioè di uso e conoscenza comune, fino alle antiche credenze e rituali legati alle notti di san Bovo e sant’Antonio Abate. Non mancheranno aneddoti curiosi, come la storia del contare le pecore per prendere sonno, che affonderebbe le sue radici in una novella dedicata a Ezzelino il Tiranno. E poi scaramanzie popolari e storie capaci di intrecciarsi con grandi vicende storiche e racconti mondiali».
Un ruolo di primo piano sarà riservato al Leone di san Marco, simbolo della Regione, che volerà nei cieli del Veneto portando un messaggio di pace. L’evento clou sarà l’8 novembre a Montegrotto Terme, dalle 9.45 al centro comunale Gino Strada con il convegno dal titolo “Terre di confine: tra mistero e bestiario”. Una giornata di studio e divulgazione dedicata al “Bestiario veneto”, tra storia, folklore, creature leggendarie e ricerca sul mistero. Un viaggio alla scoperta delle tradizioni popolari e delle testimonianze attraverso il contributo di storici, ricercatori, scrittori ed esperti del settore.
«Il festival – spiega l’assessore regionale agli Enti locali e all’identità veneta, Marco Zecchinato – è un modo diverso per conoscere un Veneto nuovo. Il Leone di san Marco, i draghi, i basilischi: il “Bestiario veneto” è un modo per ritrovare ciò che ci rende unici e trasmetterlo ai più giovani». «Il “Bestiario veneto” – sottolinea Rino Furlan, presidente Unpli Veneto – ci accompagna alla scoperta di creature fantastiche e presenze misteriose che da secoli popolano i racconti della nostra comunità. È un’occasione unica per riscoprire un patrimonio immateriale che appartiene profondamente alla nostra terra».
Ad aprire la rassegna, nel Padovano, sabato 24 ottobre alle 18 a Monselice letture, racconti, esibizioni su draghi, serpi e folletti dei Colli Euganei. Sabato 31 ottobre invece al Castello di Ezzelino di Bassano del Grappa dalle 17.30 alle 22 rievocazione storica dal titolo “Visioni di un passato nelle tenebre”.
«Questa è una rassegna che valorizza il legame tra cultura, territorio e comunità, dando nuova voce a storie e leggende che fanno parte della nostra memoria collettiva – commenta Vincenzo Gottardo, consigliere alle tradizioni e identità locali della Provincia di Padova – Raccontare queste storie significa custodire le nostre radici, ma anche trovare nuovi modi per condividerle e mantenerle vive».
Info e programma completo sul sito spettacolidimistero.it