Trapper e violenza. Pollo (antropologo): “La scorciatoia, sbagliata, per essere visibili”

Più che per la loro musica, fanno parlare di sé per i reati che compiono postandoli in tempo reale sui loro profili social. Un mix di violenza, droga, sesso, istigazione alla trasgressione, odio razziale, esibiti come trofei. Per l'antropologo dell'educazione Mario Pollo "la violenza distruttiva diventa una scorciatoia per tagliare il nodo di una complessità difficile da sciogliere" , il modo "per realizzare se stessi e trovare riconoscimento e popolarità". Necessario un grande investimento educativo su più livelli: scuola, associazionismo, enti locali, insieme a misure di sostegno e accompagnamento per le famiglie disfunzionali