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Turismo accessibile. In Veneto parte l’estate senza barriere
Turismo inclusivo significa non solo progettare offerte senza barriere per gli avventori, ma anche per gli stessi lavoratori stagionali.
MosaicoTurismo inclusivo significa non solo progettare offerte senza barriere per gli avventori, ma anche per gli stessi lavoratori stagionali.
Ed è partendo da questo presupposto che quest’anno la Regione Veneto ha avviato un progetto grazie al quale ragazzi e ragazze disabili di tutta la regione possono provare per la prima volta esperienze lavorative seguiti dal personale delle aziende sanitarie. Non solo, perché per alcuni di loro si concretizzerà anche l’opportunità di poter vivere da soli, all’interno di un percorso di autonomia abitativa. Un’esperienza non solo legata all’estate perché se i presupposti dovessero essere favorevoli potrebbe profilarsi l’assunzione a tempo indeterminato. Sindaci, datori di lavoro, imprenditori del turismo, inoltre, attiveranno iniziative di inclusività e accessibilità anche in ambito sportivo e nelle varie eccellenze turistiche del Veneto. All’interno del progetto “Turismo inclusivo” i tirocini lavorativi previsti per le persone fragili o disabili sono circa 60. A questi si aggiungono eventi regionali e locali, di cui circa 15 previsti nel 2022 e altrettanti nel 2023. In totale saranno coinvolti in questo progetto regionale oltre 1.000 utenti con disabilità per un finanziamento totale di 1 milione e 760 mila euro, di cui 160 mila euro stanziati direttamente dalla Regione Veneto. Dopo l’esperienza maturata nell’area litoranea con coinvolgimento in questi anni delle Ulss 3, 4 e 5, quest’anno grazie anche al finanziamento nazionale il progetto è stato esteso a tutto il territorio regionale: dal mare ai monti, passando per i siti Unesco delle Dolomiti e delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, le città storiche, le città d’arte e gli itinerari delle ville venete, le città murate, le località termali e il lago di Garda. «L’obiettivo è quello di raggiungere risultati rilevanti nelle varie attività di intervento, consolidare l’accessibilità delle spiagge del litorale veneto e più in generale delle località turistiche regionali, promuovendo la cultura dell’inclusione – sottolinea Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità, politiche sociali e programmazione socio sanitaria della Regione Veneto – Oltre a questo si prevede di valorizzare le attività ludico ricreative sportive riservate agli utenti del progetto e ai turisti con disabilità, sviluppare la rete tra i servizi di inserimento lavorativo delle aziende Ulss venete e il mondo del lavoro. Importante sarà anche favorire nuovi accessi lavorativi di persone disabili».