Idee
Ci sono un portiere di hockey e una ballerina; poi un pattinatore, un pugile e la campionessa di danza sportiva. Non manca il tuffatore e il campione di tiro a segno, ma anche un allenatore attento all’inclusione. Chissà qualcuno di loro sognava di partecipare, un giorno, a un’olimpiade invernale o estiva. Vladyslav Heraskevych, 27enne skeletonista ucraino di Kiev, tutti questi venti e oltre atleti connazionali aveva deciso di portarli a Milano-Cortina. Sul suo casco, dipinti in bianco e nero, per ricordare al mondo intero le vite spezzate di giovani promesse dello sport, morti per difendere la propria terra dall’invasione russa o ammazzati dai missili del nemico. Il Cio ha reputato “politico” questo gesto e da regolamento non passabile: via quelle immagini dal casco o squalifica. Vladyslav ha scelto questa seconda strada, ma la sua azione tanto è bastata per ricordare a tutti che in Ucraina si combatte, si muore e si subisce una guerra ormai da quattro anni.
L’intervento armato perpetrato da Vladimir Putin il 24 febbraio 2022 ha segnato il punto di non ritorno nel conflitto russo-ucraino già in corso dal 2014, seppur inizialmente circoscritto. Proprio a inizio anno, il Csis, il Center for Strategic and International Studies, con sede a Washington, ha pubblicato uno studio che mostra tutta la follia di questa guerra: i militari russi morti, feriti e dispersi sarebbero 1,25 milioni. I decessi 325 mila, 17 volte di più rispetto ai dieci anni di guerra sovietica in Afghanistan. Tra i 100 mila e i 140 mila, invece, i militari ucraini che hanno perso la vita. Quella che la Russia pensava di “archiviare” come guerra lampo con la conquista rapida di Kiev e il rovesciamento del Governo Zelensky, si è in realtà rivelata come una lunga sfibrante occupazione che continua a lasciare dietro di sé vittime, attacchi coi droni, orrori di guerra, ma che ha anche smascherato tutta l’ipocrisia politica europea e americana. Gli attacchi alle infrastrutture civili, poi, aggravano i bisogni umanitari: nel 2025, sono state più di mille le infrastrutture energetiche colpite, circa il 70 per cento del totale, causando blackout a riscaldamento, acqua potabile e comunicazioni. Sempre nell’anno da poco concluso, i civili che hanno perso la vita sono aumentati del 26 per cento rispetto al 2024.
Intanto i negoziati a tre tra Russia, Ucraina e Stati Uniti – dopo il primo incontro ad Abu Dhabi dove sono rimaste rigide le posizioni sul futuro del Paese invaso e la gestione del Dombass – si sono spostate a Ginevra dove in questi giorni sono ripresi i colloqui. Per la prima volta dall’inizio del conflitto sono circolate delle date per la firma della pace: secondo la Reuters ci sarebbe un piano per interrompere le ostilità a marzo o anche a giugno. Dietro ci sarebbe la “fretta” degli Stati Uniti e di Donald Trump: il presidente americano, infatti, vorrebbe presentarsi alle elezioni di metà mandato, in programma a novembre 2026, fregiandosi del ruolo di mediatore e pacificatore.
Come riporta Unicef, in Ucraina 11,6 milioni di persone necessitano aiuti umanitari, tra cui 2,4 milioni di bambini. Oltre 9,5 milioni sono le persone in fuga, 3,6 milioni sono sfollati interni. Attacchi a scuole e ospedali aggravano traumi, povertà e mancanza di servizi essenziali. Il 70 per cento dei minori è privo di beni di base.